Processi cognitivi

Quella paura di sentire: quando le nostre emozioni ci fanno paura

A volte le nostre emozioni possono essere talmente intense da sentirci confusi da ciò che sentiamo.

      Le emozioni svolgono un ruolo fondamentale nella nostra vita poiché ci forniscono informazioni su noi stessi che non potremmo ottenere neanche con i pensieri più sofisticati.

Le emozioni, tuttavia, non sono tutte uguali: esistono emozioni piacevoli ed altre dolorose, emozioni che amiamo sentire, abbracciare e in cui crogioliamo ed emozioni che evitiamo accuratamente di contattare. Perché abbiamo paura: di essere ingannati, di essere sopraffatti, di non riuscire più a liberarcene o semplicemente perché sono emozioni che non abbiamo mai conosciuto.

E poi ci sono quelli di noi che hanno paura di tutte le emozioni, hanno paura di vedersi sentire.

In tutti questi casi il rischio maggiore per noi è quello di fuggire da ciò che sentiamo, cercando rifugio nell’iper-razionalizzazione, nel fare, nelle relazioni, nei problemi, nel sonno (-> a tal proposito leggi l’articolo sul sonno come difesa psicologica), nella droga, nella depressione, in una felicità posticcia, in qualsiasi cosa ci eviti di contattare ciò che si sta muovendo dentro di noi. Ci costruiamo così una corazza che, in cambio della sensazione (illusoria) di essere nel pieno controllo di ciò che sentiamo, ci “protegge” dalla nostra maggiore ricchezza: la possibilità di un rapporto consapevole con noi stessi.

Essere consapevoli di ciò che sentiamo momento per momento, infatti, può essere molto doloroso ma allo stesso tempo rappresenta una grandissima opportunità per comprendere ciò che desideriamo davvero e ciò di cui abbiamo bisogno, o che abbiamo bisogno di evitare, per essere felici. Non è raro che dietro un grande dolore si nasconda un desiderio inespresso, dietro una rabbia inaccettabile una fortissima vitalità e desiderio di autoaffermazione, dietro una soverchiante paura un importante avvertimento per noi, dietro una gioia incommensurabile la strada per una felicità più duratura (per approfondire l’argomento leggi gli articoli sull’importanza della gioia, della paura, della tristezza). Perché è solo accettando ed ascoltando con amore ciò che sentiamo che possiamo trasformarlo in un nuovo punto di partenza.

  Privarci di questa “bussola” può significare rinunciare all’unica cosa di cui abbiamo un fondamentale bisogno: renderci persone felici. Può significare allontanare dall’unica persona di cui avremo sempre bisogno: noi stessi.

Per capire come darci il permesso di sentire, però, abbiamo bisogno di capire quando e come abbiamo deciso che non sentire, nonostante gli innumerevoli svantaggi, fosse per noi la migliore soluzione possibile. Argomento che approfondirò nel prossimo articolo.

E voi, quale rapporto avete con le vostre emozioni? Ci sono emozioni in cui amate “sguazzare” ed altre alle quali preferireste una seduta dal dentista?

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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