Età evolutiva

“Legami, lègami” quando la relazione smette di funzionare

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Le relazioni che si intessono tra due persone che per scelta decidono di diventare coppia, saranno sicuramente il frutto di quell’intreccio di personalità che ogni attore della diade porta con se come essere e nel suo divenire.

Sarà l’incontro di un Io con un Tu che poi diventerà Noi.

Saper stare in una relazione di coppia non è facile, mobilita emozioni profonde che toccano l’identità personale, si mette in azione la capacità di entrare in relazione, ma allo stesso tempo mantenere la propria autonomia, si contempla la capacità di adattamento agli eventi e la loro temporalità, assimilando le trasformazioni del rapporto intese come possibilità di crescita e non come pericolo, per il legame.

Rivolgendo il nostro pensiero a quell’Io, con un identità personale che arriverà nella coppia con tutto il suo personale vissuto, che sarà dettato dalle proprie esperienze, dalle sue prime esperienze relazionali, con la propria figura di accudimento primaria e dalla sperimentazione che avrà fatto nell’incontro con l’altro.

La qualità del rapporto con se stessi e la propria percezione di se, sono uno strumento importante ed utile nel confronto con l’altro e possono essere predittive di come potrebbe essere la relazione di coppia.

Una problematica e confusiva identificazione di sè nella fase di crescita e maturazione, potenzialmente risultato di rapporti conflittuali e disfunzionali con le proprie figure genitoriali, potrebbe portare alla costruzione di personalità con un Io fragile e non ben strutturato, non in grado di sorreggere a tutte le sollecitazioni emotive provenienti dall’esterno e che ben si presentano all’interno di un rapporto di coppia.

Se una delle due parti della coppia non ha beneficiato di un accudimento sano dove poter imparare i ritmi dello scambio, della reciprocità e dualità del rapporto, sarà più compromessa l’autenticità della relazione.

Possiamo evidenziare molteplici modalità di rapporto all’interno della coppia, una modalità è quella giudicante, potendo pensare a quei modi di rapportarsi in cui predomina un atteggiamento di prevaricazione sull’altro, un atteggiamento di potere sull’altro, che si palesa nei fatti, nelle parole e nei gesti. In cui non c’è spazio per il confronto, per lo scambio. Sono quei rapporti che non lasciano spazio a una vita condivisa.

Altri rapporti si aggrovigliano in vortici di insicurezze, fatti di comunicazioni interrotte in cui l’altro è un nemico da cui difendersi e controllare, il rapporto si basa sul controllo, sulla privazione che fa scivolare nella chiusura più totale.

Insomma il rapporto con il Tu passa attraverso la mediazione del proprio pensare e sentire.

Nel modo di rapportarsi e viversi un rapporto, non si esclude la possibilità di avere opinioni e stati emotivi riguardo a persone, cose e o situazioni, ma questo comporta di essere consapevoli che essi siano, proprie interpretazioni personalissime e contingenti.

Una modalità di funzionamento sana della coppia si manifesta quando ogni componente della diade accorda all’altro la possibilità di manifestare la propria individualità in una relazione di continuità e reciprocità condivisa, in cui l’altro sarà quel valore aggiunto, in uno spazio che lascia che l’esperienzialità si trasformi in dinamicità..

Ognuno dei due partner deve poter permettere all’altro la soddisfazione dei proprio bisogni.

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