Età evolutiva

Tra vicinanza e lontananza, tra la sofferenza di chi è attore e chi osservatore

Negli articoli precedenti, l’attenzione si è focalizzata , sulla famiglia, l’adolescente e le sostanze stupefacenti, volendo dedicare ed approfondire ognuno di questi ambiti singolarmente. In quest’ultimo articolo si cercherà di delineare un filo conduttore.

Sono molteplici le sostanze che si possono utilizzare, come molteplici sono gli utilizzi che se ne possono fare, può variare la temporalità, la durata e come abbiamo già accennato, l’uso o l’abuso. Valuteremo quelle situazioni, in cui l’assunzione della sostanza, diventa una condizione disfunzionale e portatrice di sofferenza per la persona.

Il soggetto che si avvicina alla sostanza, acconsentendo al consumo di essa, ignora la possibilità che quella che inizialmente può sembrargli la panacea ai suoi problemi o alle sue difficoltà e che viene percepita come qualcosa di risolutivo o di unicamente piacevole, può avere dei risvolti catastrofici, può diventare la sua peggiore trappola.

L’ingannevole sensazione di benessere provocato dall’assumere una sostanza stupefacente, può raggirare il soggetto in quello che è il reale contatto con la realtà e il soggetto può rapidamente trovarsi incastrato in un vortice che può compromettere la sua vita e la sua quotidianità in maniera coatta.

Quando il pensiero dell’assunzione della sostanza diviene costante, il soggetto si troverà a dover districarsi in un “teatrino” ripetitivo e ossessivo di azioni, saranno diversi i passaggi che lo vedranno coinvolto, sia su di un piano temporale, spaziale e relazionale. Per quanto riguarda il tempo, tutto sarà scandito dalla sostanza, sarà valutato in relazione all’assunzione della sostanza, al tempo di latenza perché dia il suo effetto, al tempo dell’effetto, al momento in cui svanirà, per poi ricominciare, altro tempo sarà impiegato per procurasi la sostanza, momenti in cui metterà anche rischio la propria incolumità, data l’illegalità nel detenere sostanze e dato che la “sua spesa” non è socialmente condivisa, non sarà neanche cosi’ veloce o comodo l’acquisto. Sarà cosi’ che tralascerà quella che era la sua quotidianità dedicandosi a quello che è il rituale dell’abuso. Il tempo sarà quasi sospeso creando delle false illusioni. Lo spazio sarà delimitato a quei luoghi di ricerca e assunzione della sostanza, accantonando situazioni scolastiche o lavorative, la persona non riuscirà a valutare coerentemente la sua assenza da quelli che erano i suoi impegni, sarà cosi’ che perdendo un reale contatto con un tempo ed uno spazio condiviso potrà mettere a rischio anche il piano relazionale, compromettendo quelli che sono i suoi rapporti con gli altri.

I familiari che si troveranno a contatto con il soggetto abusante, vivranno una condizione di impotenza, di distanza, di esclusione da quella modalità di vita. Sicuramente ci sarà un grande vissuto di sofferenza da entrambe le parti, l’abusante vivrà in una condizione cristallizzata, intrappolato tra reale ed irreale, tirato dentro a qualcosa che lo assorbe in tutta la sua totalità e da cui non riesce a liberarsi, parimenti chi si trova accanto potrebbe trovarsi nel tragico ruolo di osservatore senza possibilità, tra sensi di colpa, dolore e sconforto.

Apriamo una parentesi sulle famiglie con adolescenti che abusano di sostanze. Il genitore si troverà diviso, tra la sua sofferenza e quella del proprio figlio, tra i sensi di colpa e il senso di impotenza e tutta quella preoccupazione che riguarda anche la vita e l’incolumità del proprio figlio con le annesse situazioni a rischio, la responsabilità di tutelarlo e il tentare di bloccare quel comportamento, associate all’impotenza più totale.

L’adolescente, può avvicinarsi alla sostanza, per curiosità, per sfida, o per sfuggire a quelle ansie che accompagnano questa delicata fase di passaggio, potrebbe sentirsi oppresso dalle nuove e molteplici richieste che la società o la famiglia stessa gli sollecita e non sentendosi all’altezza o anche solo per paura di fallire, rinchiudersi in un mondo di alterità dove il vissuto reale viene allontanato dall’assunzione e l’effetto della sostanza.

Tutti i membri della famiglia saranno chiamati a costruire un rapporto di fiducia e di scambio, dove l’accoglienza e la condivisione dei vissuti, potranno essere quel terreno di confronto e di conforto per cercare di ricostruire quelle vite interrotte.

Photo by pimpelucha on Pixabay
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