Relazioni

Tra Mente e Cuore: l’importanza dell’intelligenza emotiva

Quando parliamo di Mente e Cuore tendiamo a considerarli come mondi distinti; eppure emotività e razionalità sono a stretto contatto ed abbiamo bisogno di entrambe per essere felici.

 

 

 

“Rare sono le persone che usano la mente, poche coloro che usano il cuore e uniche coloro che usano entrambi.” Rita Levi Montalcini

Quando parliamo di Mente e Cuore tendiamo a considerarli come due mondi differenti, lontani e con funzioni precise e ben distinte tra loro. Se la Mente ha il compito di aiutarci a dare una direzione alla nostra vita, il Cuore è per noi il regno dell’irrazionalità e le emozioni semplici conseguenze di ciò che facciamo o ci accade che colorano, quando non ostacolano, la nostra capacità di prendere decisioni “sensate”. Accade cosi di vivere momenti in cui ci sentiamo emotivamente raffreddati e concentrati su un obiettivo ed altri in cui siamo sopraffatti da emozioni che ci impediscono di pensare.

In realtà, nonostante questa ferma convinzione, nei fatti le emozioni hanno un ruolo importantissimo nel prendere decisioni ed affrontare situazioni che sarebbero troppo difficili se ci affidassimo al solo intelletto, anche se non ce ne accorgiamo. Pensate come sarebbe la nostra vita prendessimo decisioni “fredde”  in momenti fondamentali come la scelta di un partner, la decisione metter su famiglia o in occasione di perdite dolorose.

Secondo lo psicologo statunitense Daniel Goleman, in particolare, le emozioni guidano le nostre decisioni momento per momento, fino a costituire una vera e propria mente emotiva che permette al nostro intelletto di funzionare al meglio. La nostra vita, quindi, è guidata da due tipi di intelligenza, una intelligenza razionale ed una intelligenza emotiva, che cooperano costantemente.  

Ma come fa una intelligenza ad essere emotiva e le emozioni ad essere intelligenti, in altre parole: cosa è questa intelligenza emotiva?

Goleman definisce l’intelligenza emotiva come la capacità di leggere i sentimenti più intimi di un’altra persona, gestire senza scosse le relazioni con gli altri, motivare sé stessi e persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, modulare i propri stati d’animo senza lasciare che la sofferenza ci impedisca di pensare, tenere a freno un impulso e rimandare una gratificazione.

Questa capacità, che si acquisisce durante l’infanzia a partire dalle nostre esperienze relazionali precoci e dagli insegnamenti emozionali ricevuti, richiede lo sviluppo di alcune competenze che ci consentono di preservare le nostre relazioni più preziose e sentirci soddisfatti della nostra vita:

  • Autoconsapevolezza delle proprie emozioni nel momento in cui si presentano. Rimanere consapevoli, istante per istante e senza giudizio, dei nostri stati d’animo e dei nostri pensieri su di essi anche in mezzo ad emozioni turbolente è indispensabile per liberarci di uno stato s’animo negativo. Solo se sappiamo cosa sentiamo possiamo andare oltre.
  • Controllo delle emozioni: controllare le nostre emozioni non implica castrare ciò che sentiamo ma attraversarlo per poi trasformarlo: se sappiamo calmarci, accogliere e andare oltre l’ansia, la tristezza e la rabbia ciò che sentiamo diventa nostro alleato (leggi qui per scoprire come l’ansia può diventare una tua preziosa alleata).
  • Motivazione di sé stessi: rappresenta la capacità di concentrare l’attenzione senza farsi sopraffare da emozioni negative e perseguire uno scopo posticipando la gratificazione per raggiungere un obiettivo più importante (sacrificare qualche pomeriggio di vacanza per scrivere la tesi è un aspetto della intelligenza emotiva).
  • Riconoscimento delle emozioni altrui. Essere empatici è un aspetto fondamentale della nostra intelligenza emotiva che ci consente di sintonizzarci con ciò che provano gli altri e le nostre reazioni in merito.
  • Gestione delle relazioni. Mantenere la calma interiore e sintonizzarsi con gli altri consente di essere più competenti dal punto di vista relazionale e sociale, scegliendo quali emozioni mostrare a partire dal contesto e a chi. Essere consapevoli di quali segnali trasmettiamo all’altro quando vi interagiamo ci consente di avere relazioni più gratificanti.

Come abbiamo visto, anche quando pensiamo di essere congelati o, al contrario, in preda alle emozioni, la nostra Mente e il nostro Cuore sono in continuo contatto tra loro.

Permetterci di sentire i nostri stati d’animo senza esserne sopraffatti, comprendere cosa stiamo sentendo momento per momento, canalizzare le nostre emozioni per raggiungere uno scopo determinato e per sintonizzarci con gli altri è, infatti, una vera e propria competenza – che va sotto il nome di Intelligenza Emotiva –  che possiamo acquisire durante l’infanzia e l’adolescenza ma anche da adulti, attraverso un percorso di conoscenza e accettazione di noi stessi, passo dopo passo. Nel prossimo articolo vedremo come e perché alcune persone non si danno il permesso di sentire le proprie emozioni.

E voi, sapete che rapporto hanno la vostra Mente e il vostro Cuore?


Goleman, D. (2011). Intelligenza emotiva. Bur.

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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