Psicopatologia

Quando il cibo diventa un nemico da tenere lontano

Oggi parleremo di un altro Disturbo della Nutrizione e dell’Alimentazione, l’Anoressia Nervosa, delineandone le caratteristiche principali. Secondo il DSM-5 esistono tre criteri diagnostici:

  1. Deve essere presente una restrizione dell’assunzione di calorie rispetto a quanto necessario alla persona. Questo porta ad un peso corporeo significativamente basso rispetto a quanto dovrebbe essere per età, sesso traiettoria di sviluppo e salute fisica. Per peso corporeo basso si intende un peso inferiore al minimo normale. Nel caso di bambini e adolescenti, il peso è basso quando è inferiore a quello minimo previsto. Durante l’età evolutiva spesso non c’è perdita di peso, ma l’inacapacità di mantenere una traiettoria di sviluppo normale (per es. durante il periodo della crescita in altezza).
  2. La persona mostra intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassa, oppure un comportamento ripetuto che impedisce l’aumento di peso anche se significativamente basso. La perdita di peso non fa diminuire questa paura e a volte la persona non riconosce o nega di avere tali timori. Per cui per fare diagnosi è utile valutare la storia collaterale, i dati osservabili, i reperti organici e di laboratorio (dati ematici, biochimici, endocrini, ECG, massa ossea, EEG, dispendio energetico a riposo, segni e sintomi fisici), il decorso longitudinale e raccogliere informazioni dai familiari.
  3. Si osserva nel soggetto un’alterazione nel modo in cui vengono vissuti il peso e la forma del corpo, eccessiva influenza del peso o della forma del corpo sul livello di autostima, oppure mancanza di riconoscimento della gravità del sottopeso e delle sue implicazioni per la salute. Alcuni individui si percepiscono globalmente sovrappeso, altri si vedono magri ma percepiscono come grasse alcune parti del corpo (es. glutei, gambe, addome, ecc.). Vengono usate diverse tecniche per valutare le dimensioni e il peso: la bilancia sempre sottocontrollo, misurare parti del corpo in modo ossessivo, specchiarsi per monitorare le parti di sè che percepiscono come grasse. La perdita di peso viene vissuta come una conquista importante e testimonianza di alta autodisciplina. Il prendere peso, invece, viene percepito come segno di un’inaccettabile mancanza di autocontrollo.

Esistono due sottotipi di Anoressia Nervosa:

a) Tipo con restrizioni: la persona non ha avuto episodi di abbuffate o condotte di eliminazione (es. vomito autoindotto, uso di lassativi, diuretici o enteroclismi) durante gli ultimi 3 mesi. La perdita di peso si ottiene attraverso la dieta, il digiuno e/o l’attività fisica eccessiva.

b) Tipo con abbuffate/condotte di eliminazione: la persona ha presentato episodi di abbuffate o condotte di eliminazione negli ultimi 3 mesi. Anche nel caso di assenza di abbuffate, la persona può utilizzare condotte di eliminazione pur assumendo quantità moderate di cibo.

Si riscontra spesso un cross-over tra i vari sottotipi, per cui nella diagnosi bisogna tener presente i sintomi attuali.

Spesso la persona mantiene un buon funzionamento a livello sociale e professionale, altre volte può esserci isolamento sociale e/o mancato successo scolastico o professionale.

Si distinguono diversi tipi di gravità definiti dall’indice di massa corporea (IMC: peso in kg/altezza in m²) nell’adulto e dal percentile dell’IMC nei bambini e negli adolescenti. Si fa riferimento alle tabelle di range stabilite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il livello di gravità può essere, inoltre, innalzato in base ai sintomi clinici, al grado di disabilità funzionale e alla necessità di supervisione. Per stabilire il grado di gravità vanno quindi considerate le linee guida numeriche disponibili, la costituzione corporea, lo storico del peso e la presenza di disturbi fisiologici.

Lieve: IMC ≥ 17 kg/m²

Moderata: IMC 16-16,99 kg/m²

Grave: IMC 15-15,99 kg/m²

Estrema: IMC < 15 kg/m²

Di solito sono i familiari a condurre la persona dal medico a causa dell’elevata perdita di peso o per l’incapacità di raggiungere il peso adeguato. La persona interessata può cercare l’aiuto del medico in modo autonomo solo per le conseguenze somatiche e psicologiche del digiuno stesso.

Per fare diagnosi si possono valutare alcune caratteristiche associate al disturbo: ad esempio, segnali fisiologici come l’amenorrea o la mancanza del menarca nelle donne. Di solito i disturbi fisiologici sono reversibili nel momento in cui la persona riprende peso, fatta eccezione per la perdita di densità ossea. L’uso di vomito autoindotto, lassativi, enteroclismi, diuretici possono portare ad anomalie di laboratorio. Se gravemente sottopeso, si riscontra anche la presenza di sintomi depressivi (umore depresso, ritiro sociale, irritabilità, insonnia e diminuito interesse sessuale).

Spesso si osservano manifestazioni ossessive-compulsive con polarizzazione ideativa sul cibo (es. collezionare ricette, ammassare cibarie). Ossessioni e compulsioni sul cibo possono essere esacerbate dalla malnutrizione.

La persona mostra altri disagi emotivi: preoccupazione nel mangiare in pubblico, sentimenti di inadeguatezza, desiderio di tenere sotto controllo l’ambiente circostante, rigidità mentale, ridotta spontaneità sociale ed espressività emotiva eccessivamente repressa. Nel tipo “Anoressia nervosa con abbuffate/condotte eliminatorie” spesso è presente impulsività, abuso di alcol o di altre sostanze.

Alcuni individui presentano eccessiva attività fisica volta a perdere peso, che spesso precede l’esordio del disturbo stesso ed è la strategia più difficile da contenere durante il trattamento.

Per perdere peso si può ricorrere anche all’uso di farmaci in modo non appropriato, limitando ad esempio la quantità di insulina se il soggetto è diabetico.

Tra i segni e i sintomi fisici conseguenza del disturbo, oltre amenorrea o ritardo nel menarca, si possono avere stipsi, dolori addominali, intolleranza al freddo, letargia o eccesso di energia. Si osserva emaciazione, ipotensione, ipotermia e bradicardia. Alcune persone sviluppano lanugo. Compaioni edemi periferici quando si recupera peso o si cessa l’uso di lassativi e diuretici. Raramente si hanno petecchie ed echimosi. Spesso la persona mostra un colorito giallo, ipertrofia delle ghiandole salivari ed erosione dello smalto dei denti (a causa del vomito), oltre che callosità e cicatrici sulle dita e mani (per lo sfregamento sull’arcata dentaria per provocarsi il vomito).

Il disturbo sembra avere una prevalenza tra le donne piuttosto che tra gli uomini (rapporto 10:1). Inizia comunemente durante l’adolescenza o la prima età adulta. Raramente prima della pubertà o dopo i 40 anni. L’esordio è spesso associato ad un evento stressante (ad es. un trasferimento).

Il decorso è molto variabile da individuo a individuo. Se l’esordio è tardivo, la malattia può avere una durata maggiore. Può essere necessario il ricovero in ospedale per un intervento di tipo medico e recuperare il peso. In questo caso la remissione dei sintomi è più bassa.

Il Tasso Grezzo di Mortalità (TGM) è del 5% per decennio e il decesso può avvenire a causa di complicanze mediche o per suicidio.

In associazione al Disturbo di Anoressia Nervosa si osservano frequentemente il Disturbo Bipolare, il Disturbo Depressivo e i Disturbi d’Ansia, il Disturbo Ossessivo Compulsivo e l’uso di alcol e di altre sostanze.

FATTORI DI RISCHIO

Si evidenziano condizioni che portano ad un maggior rischio di sviluppo di Anoressia Nervosa:

  • Fattori temperamentali: presenza di Disturbi d’Ansia o Disturbi Ossessivi nell’infanzia
  • Fattori temperamentali: culture e ambienti in cui la magrezza viene incoraggiata o tipologia di professione lavorativa (es. fare la modella o l’atleta)
  • Fattori genetici e fisiologici: si è riscontrato maggior rischio tra parenti di primo grado. La presenza di Depressione Maggiore e Depressione Bipolare tra i parenti di primo grado porta a maggior rischio di sviluppare il disturbo. I tassi di concordanza sono maggiori tra gemelli monozigoti che tra dizigoti. Sono state rilevate anomalie a livello cerebrale, anche se non è chiaro se siano correlate alla malnutrizione o al disturbo stesso.

DIAGNOSI

Per riconoscere l’Anoressia Nervosa, oltre quanto già detto, va escluso che i sintomi legati alla perdita di peso siano ricollegabili alla presenza di una condizione medica sottostante oppure alla presenza di altri disturbi mentali (Disturbo Depressivo Maggiore, Schizofrenia, Disturbo da uso di sostanze, Disturbo d’Ansia Sociale, Disturbo Ossessivo Compulsivo, Disturbo da Dismorfismo Corporeo, Bulimia nervosa e Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo).

L’intervento prevede un lavoro su varie aree, da quella medica a quella psicologica. Più l’intervento sarà precoce maggiori saranno le possibilità di evitare danni permanenti o esiti nefasti.

 


American Psychiatric Association. DSM-5, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione (2018). Milano: Raffaello Cortina ed.

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dr.ssa Marilena Celani

Psicologa, psicoterapeuta per adulti ed età evolutiva, psicodiagnosta, terapeuta E.M.D.R., consulente in Mediazione Familiare e insegnante di Baby Massage. Mi occupo di disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, elaborazione di esperienze traumatiche, problematicità nella relazione genitori e figli, sostegno in fasi di cambiamento del ciclo di vita, intervento in situazioni di separazione e divorzio. Lavoro nelle scuole per la formazione degli insegnanti, la gestione delle dinamiche del gruppo classe, la presenza di alunni diversamente abili, l'intervento su situazioni di emarginazione, fenomeni di bullismo o difficoltà relazionali di altro tipo. Mi occupo di gruppi di psicoeducazione per bambini e adolescenti, training sulle competenze genitoriali e corsi di Baby Massage.

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