Sesso

Disfunzioni Femminili: il Disturbo da Eccitazione Genitale Persistente

Il Disturbo da Eccitazione Genitale Persistente (Persistent Genital Arousal Disorder – PGAD) è la disfunzione sessuale femminile in cui l’eccitazione genitale è persistente e non legata a pensieri o stimoli sessuali. Può durare per alcune ore, giorni o più a lungo e di solito non si tratta di una sensazione piacevole per le donne che la sperimentano. Spesso è accompagnata da congestione e pulsazioni nella zona genitale ed è vissuta come un’esperienza intrusiva e indesiderata. Talvolta la vagina si lubrifica e possono verificarsi contrazioni vaginali e orgasmi spontanei, ma il tutto avviene in momenti non legati a un’attività sessuale e in assenza di desiderio sessuale.

I sintomi del PGAD si presentano frequentemente e in maniera improvvisa e sono associati a sensazioni di fastidio, angoscia, imbarazzo. Si tratta di una disfunzione che sottopone a uno stress continuativo, in cui a volte l’orgasmo può alleviare temporaneamente i sintomi, ma le sensazioni genitali tendono a ripresentarsi.

Il PGAD può essere associato a determinati farmaci o altre condizioni di salute come la sindrome di Tourette, l’epilessia, la sindrome delle gambe senza riposo, la sindrome della vescica iperattiva.

Il disturbo può colpire donne di qualsiasi età ed è una condizione infrequente. È possibile, ma ancora più raro, che invece colpisca il genere maschile, in cui sono stati riscontrati pochissimi casi. Il PGAD sembra quindi essere una condizione femminile, piuttosto insolita e sottostimata, le cui cause non sono ancora del tutto chiare.

Nell’insorgenza della disfunzione è particolarmente accreditata l’ipotesi di una neuropatia del nervo pudendo o del nervo dorsale, ma sembrano poter essere coinvolti problemi vascolari, ormonali, neurologici, iatrogeni (cioè derivati dall’assunzione di farmaci).

Nel PGAD l’ansia costituisce un fattore di rilievo per il mantenimento dei sintomi: il pensiero o la paura che le sensazioni genitali indesiderate stiano per arrivare possono generare ansia; a sua volta, essa porta la donna a focalizzarsi con crescente attenzione sulle sensazioni genitali, dando così vita a un circolo vizioso e aumentando i vissuti di inadeguatezza, vergogna, frustrazione e il rischio di isolamento.

Non tutte le donne con eccitazione genitale persistente intendono la condizione come patologica ed è proprio il livello di stress percepito l’elemento che contraddistingue il disturbo da una normale condizione che caratterizza la propria vita sessuale: si parla di patologia solo nel caso in cui il relativo vissuto sia di sofferenza.

Esistono oggi dei trattamenti (per esempio, farmaci antidepressivi e antiepilettici e la stimolazione elettrica transcutanea dei nervi – TENS), ma, come per qualsiasi disfunzione, è importante che la terapia comprenda anche un supporto psicologico che aiuti la donna nella gestione della sintomatologia, dello stress e dell’ansia legati prettamente al disturbo, ma anche nell’esplorazione delle eventuali ripercussioni che il PGAD può aver avuto sui diversi aspetti della vita della persona.

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