Sesso

Parafilie e perversioni sessuali: una introduzione

Quando non si fa sesso in modo normale un tempo si parlava di perversioni. Oggi si definiscono parafilie. Ma la domanda è: qual è il modo normale di fare sesso? E perché dovrebbe essere meglio farlo in modo normale?

Cos’è la perversione sessuale

Nel linguaggio di tutti i giorni quando diciamo che qualcuno è perverso intendiamo dire che è malvagio, crudele e che il suo comportamento è moralmente inaccettabile.

In passato medici e psicologi utilizzavano il termine perversione per indicare qualsiasi tipo di comportamento che devia dalla norma. Ad un certo punto – anche grazie alla fama di “Psychopathia Sexualis” di Richard Freiherr von Krafft-Ebing (1886) e dei “Tre saggi sulla teoria sessuale” di Freud (1905) – la parola perversione ha cominciato ad essere usata quasi esclusivamente come sinonimo di perversione sessuale.

Da lì a indicare l’omosessualità il passo è stato brevissimo, tant’è che nei libri di psichiatria e di psicologia dei decenni passati il termine pervertito (o deviato) veniva utilizzato per indicare la persona omosessuale – nonostante lo Stesso Krafft-Ebing nelle ultime edizioni di Psychopatia Sexualis avesse tolto l’omosessualità dall’elenco delle perversioni e nonostante sia stata derubricata dall’elenco dei disturbi mentali negli ultimi decenni.

Dalla perversione alla parafilia

I moderni manuali di psicologia hanno abbandonato il termine perversione sessuale a causa dell’accezione fortemente negativa e moralistica. Nel 1990 l’ICD 10 sostituisce “Devianza sessuale” con il termine parafilia (dal greco παρά = “presso”, “accanto”, “oltre” e φιλία = “amore”, “affinità”). Nel 1994 con il DSM-IV anche l’APA abbandona il termine perversione e adotta parafilia.

«La parafilia consiste in qualsiasi intenso e persistente interesse sessuale diverso dall’interesse sessuale per la stimolazione genitale o i preliminari sessuali con partner umani fenotipicamente normali, fisicamente maturi e consenzienti» (DSM 5).

Per parlare di parafilia quindi l’interesse sessuale deve avere queste caratteristiche:

  • intensità e persistenza;
  • verso partner non umani (come nella zoofilia, la necrofilia e la dendrofilia)
  • oppure verso umani non fenotipicamente normali (come la acrotomofilia o certe forme di fat admirer e di gerontofilia)
  • oppure non fisicamente maturi (come ad esempio nella ebefilia e nella pedofilia) e consenzienti (ad esempio nella pedofilia, nella somnofilia).

La parafilia non è un disturbo mentale né una malattia. Fare sesso in modo non convenzionale significa semplicemente avere preferenze sessuali differenti dalla media. Anche giocare a Sepak takraw, tifare per il Curling, ascoltare musica Death Metal e non mangiare la Nutella sono comportamenti atipici; ma differente dalla media non significa patologico.

Quante sono le parafilie?

Ufficialmente le parafilie sono una decina. In realtà – data la tendenza degli esseri umani a fare oggetto di fobia, ossessione o attrazione erotica pressoché qualsiasi cosa – l’elenco potrebbe essere infinito. La sessualità è uno spazio di sperimentazione, di gioco e di creatività per cui può assumere forme molto diverse ed estrose.

Le più conosciute, sono: esibizionismo, voyerismo, sadismo, masochismo, pedofilia, zoofilia e feticismo. Oggi si inizia a parlare più spesso di altri tipi di parafilie più insolite, come ad esempio la Dendrofilia (attrazione sessuale per gli alberi), la Somnofilia (attrazione sessuale per persone che dormono o incoscienti), la Efefilia (toccare tessuti) e l’Urofilia (in inglese Pissing, urinare o essere urinati). Potete trovare una lista più ampia qui.

Il Disturbo parafilico

Perché si possa porre una diagnosi di Disturbo parafilico l’interesse sessuale atipico, persistente e intenso è un criterio necessario ma non sufficiente. È necessario che sussista contemporaneamente anche una delle altre tre condizioni:

  1. la parafilia è rivolta a persone incapaci di dare un valido consenso;
  2. oppure la parafilia comporta marcato disagio psichico e/o fisico, lesioni o morte del partner;
  3. oppure la parafilia causa angoscia personale che non si limita alla sola disapprovazione sociale.

«Paraphilic disorders are characterized by persistent and intense patterns of atypical sexual arousal, manifested by sexual thoughts, fantasies, urges, or behaviours, the focus of which involves others whose age or status renders them unwilling or unable to consent and on which the person has acted or by which he or she is markedly distressed. Paraphilic disorders may include arousal patterns involving solitary behaviours or consenting individuals only when these are associated with marked distress that is not simply a result of rejection or feared rejection of the arousal pattern by others or with significant risk of injury or death.» (ICD 11)

Nella classificazione internazionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (ICD 11) i Disturbi parafilici sono i seguenti:

  • Disturbo esibizionistico
  • Disturbo voyeuristico
  • Disturbo pedofilico
  • Disturbo sadico sessuale coercitivo
  • Disturbo frotteuristico
  • Altri disturbi parafilici che coinvolgono individui non consenzienti
  • Disturbo parafilico che coinvolge comportamenti solitari o individui consenzienti
  • Disturbo parafilico non specificato

Rispetto alla precedente edizione sono stati rimossi il Feticismo, il Travestitismo e il Sado-masochismo in quanto «in contrasto con i principi dei diritti umani approvati dalle Nazioni Unite e dall’OMS» (Moser 2018). Il DSM 5 invece ha mantenuto le etichette di Masochismo, Feticismo, e Travestitismo.

Un consiglio per vivere in modo sano le proprie parafilie

Ancora il concetto di “perversione” è piuttosto diffuso, Anche sotto le lenzuola ci sentiamo giudicati e vincolati a fare “quello che fanno tutti”. Una delle domande che i pazienti mi fanno più spesso dopo aver raccontato alcuni aspetti della propria storia è: “Dottore, ma è normale?”.

La mia risposta è che la normalità è sopravvalutata. L’intimità e il divertimento, invece, non saranno mai apprezzati abbastanza. Un primo passo per vivere con pienezza la propria vita sessuale è non giudicarsi: guardare ai propri desideri e alle proprie fantasie accettandoli per quello che sono. Un secondo passo consiste nel vivere con leggerezza, dandosi il permesso di essere diversi dagli altri (vedi la mia recensione al film Kiki e il segreti del sesso)

In fondo, non c’è niente di speciale nell’essere come gli altri. Essere sé stessi è più difficile, è vero, ma è molto più entusiasmante.


Freud, S. (1905), Tre saggi sulla teoria sessuale, in Opere, a cura di Cesare L. Musatti Bollati Boringhieri (12 voll. 1966-1980).

Krueger, R. B., Reed, G. M., First, M. B., Marais, A., Kismodi, E., & Briken, P. (2017). Proposals for Paraphilic Disorders in the International Classification of Diseases and Related Health Problems, Eleventh Revision (ICD-11). Archives of sexual behavior, 46(5), 1529–1545. doi:10.1007/s10508-017-0944-2.

Moser, C. (2018). Paraphilias and the ICD-11: Progress but Still Logically Inconsistent. Archives of Sexual Behavior. 47. 10.1007/s10508-017-1141-z.

American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders DSM-5. Washington DC: APA.

World Health Organization. (2018). International classification of diseases for mortality and morbidity statistics (11th Revision). Retrieved from https://icd.who.int/browse11/l-m/en

McManus, M. A., Hargreaves, P., Rainbow, L., & Alison, L. J. (2013). Paraphilias: definition, diagnosis and treatment. F1000prime reports5, 36. doi:10.12703/P5-36

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dr Christian Giordano

Ideatore e Fondatore a Centro Psike
Psicologo, Psicoterapeuta, terapista sessuale e di Coppia, esperto in analisi transazionale e perizia grafologica. Mi occupo di disturbi di personalità, problemi sessuali, depressione e ansia. Nel mio studio accolgo ogni paziente con calore, rispetto e assenza di giudizio. Sono convinto che ogni persona può cambiare e migliorare sé stessa.

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