Processi cognitivi

Quella confusione che mi blocca: cosa succede quando la mente si “spegne”

Talvolta di fronte ad un problema il nostro cervello sembra spegnersi e l’unica cosa che riusciamo a percepire è una forte, avvolgente, confusione. Scopriamo cosa succede.

“L’unica azione, attività che può sempre rappresentare il concetto di libertà fino a farla considerare sinonimo della stessa, è il pensare.” Stefano Nasetti

Niente falsa modestia, sei una persona intelligente, addirittura brillante a quanto dicono! Chi ti conosce dice che hai una “bella testa”, una buona capacità intuitiva e di ragionamento, che parlare con te è davvero interessante e che vorrebbe avere la tua dialettica. Che soddisfazione! Tu sorridi, ringrazi, apprezzi il complimento e ti riprometti di farne tesoro, eppure

Eppure dentro di te non ne sei così convinto/a, oppure lo sei (un po’, senza esagerare) ma allo stesso tempo sai qualcosa di te che non tutti conoscono: a volte la tua mente va in tilt!

Che tua abbia o meno una bella testa, che tu ci creda o meno, ci sono momenti in cui la tua mente sembra letteralmente spegnersi e l’unica cosa che riesci a percepire è una totale, avvolgente, confusione! Magari ti capita proprio quando inizi un’attività intellettuale, quando devi affrontare un’interrogazione, un esame universitario o un colloquio di lavoro, oppure quando devi rivedere degli accordi lavorativi o rinegoziare i termini di una relazione. In quei momenti, proprio in quei momenti in cui hai bisogno del massimo della tua lucidità, nella mente si fa buio pesto!

E allora cominci ad agitarti, cerchi di evitare il problema oppure lo affronti non adeguatamente preparato e in preda a quella confusione, che finisci per riproporre all’esterno fino a confermare a te stesso/a ciò che temi più di tutto: Non sono proprio capace di pensare”!

Cosa succede?  

Una spiegazione a mio parere molto interessante di ciò che accade in queste situazioni possiamo rintracciarla in un concetto chiave dell’Analisi Transazionale: le ingiunzioni, convinzioni proibitive riguardante ciò che è non bene fare o non essere per essere amati, che tutti noi elaboriamo sin da bambini a partire dai messaggi ricevuti dalle nostre figure di accudimento, al fine di ottenere da loro la vicinanza, la protezione e l’amore di cui avevamo bisogno per sopravvivere (per scoprire di più sulle ingiunzioni leggi qui ).

Secondo gli Analisti Transazionali i vissuti di confusione e svalutazione della propria capacità di pensare riflettono l’obbedienza ad un preciso messaggio di ingiunzione, chiamato proprio “Non Pensare”.

La capacità di pensare si sviluppa nel bambino nelle prime fasi del ciclo di vita e questa capacità ha bisogno di essere sostenuta da un atteggiamento di profondo ascolto, rispetto, incoraggiamento da parte degli adulti che se ne prendono cura. Affinché il bambino sviluppi la propria capacità di pensare al meglio, infatti, questi ha bisogno che gli adulti rispondano in modo logico alle sue domande, accolgano positivamente la sua curiosità emergente ed il suo desiderio di spiegarsi il mondo, valorizzino le sue scoperte, dandogli in altre parole il “permesso di pensare”.

Se, quindi, ti capita che la tua mente vada in tilt e ti accorgi di perdere la tua capacità di pensare, se non ti fidi molto di ciò che pensi e del modo in cui vedi il mondo, se metti costantemente in dubbio il tuo pensiero, allora è probabile che tu ti stia confrontando con il messaggio ingiuntivo “Non Pensare”.

Nel prossimo articolo scopriremo come si struttura questo messaggio e cosa puoi fare tu, adesso, per darti il permesso di pensare!


Giacometto, R., Vasale, M., Focà, F., Scilligo, P., Tauriello, S., & Rosa, V. (2006). Le ingiunzioni “Non Pensare” e “Non Essere Sano” e gli stati dell’Io Sé. Psicologia, Psicoterapia e Salute12(1).

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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