Psicopatologia

Alimentazione: cos’è il Disturbo da Ruminazione?

In altri precedenti post abbiamo iniziato a parlare dei Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Oggi tratterò nello specifico il Disturbo da Ruminazione, così come descritto nel DSM-5.

Persone che dopo aver mangiato rigurgitano ripetutamente il cibo, rimasticandolo, ringoiandolo o sputandolo hanno un Disturbo da Ruminazione. Gli alimenti, già parzialmente digeriti, vengono rigurgitati in bocca senza che l’individuo provi disgusto, nausea o conati di vomito.

Per formulare una diagnosi, il comportamento deve essere presente quasi tutti i giorni per un periodo di almeno un mese.

È importante sottolineare che il rigurgito non è causato da una condizione medica sottostante, come ad esempio il reflusso gastroesofageo, la stenosi del pirolo, l’ernia iatale o la sindrome di Sandifer nei neonati (condizioni che devono essere escluse con preliminari esami fisici e di laboratorio).

Inoltre, si parla di Disturbo da ruminazione se i sintomi non si manifestano in concomitanza di un altro Disturbo della nutrizione e dell’alimentazione, quale Anoressia nervosa, Bulimia nervosa, Disturbo da binge-eating o Disturbo evitante-restrittivo dell’assunzione di cibo. Spesso, infatti, soggetti con Anoressia nervosa o Bulima nervosa possono rigurgitare il cibo ingerito e poi sputarlo per tenere sotto controllo il peso corporeo.

Nel caso in cui sia presente un altro disturbo mentale, ad esempio un disturbo dello sviluppo intellettivo o un disturbo del neurosviluppo, viene fatta diagnosi di Disturbo da ruminazione solo se i sintomi descritti sono sufficientemente gravi da considerarsi primari e da richiedere quindi un’attenzione specifica. Un altro esempio è rappresentato da chi soffre di un Disturbo d’ansia generalizzato, situazione per cui la persona può mostrare rigurgito e ruminazione: anche qui la diagnosi separata viene fatta solo se la gravità dei sintomi in esame supera quella normalmente associata all’ansia.

L’individuo spesso descrive questo comportamento come fuori del suo controllo e come se fosse un’abitudine. A volte si possono osservare i sintomi durante il colloquio clinico (il soggetto può iniziare a rigurgitare mentre è in visita) oppure i sintomi vengono descritti a parole dalla persona stessa, da un famigliare o da un genitore (nel caso di bambini).

La diagnosi può essere formulata a qualsiasi età. I neonati possono mostrare questi comportamenti facendo movimenti di suzione con la lingua. Spesso assumono anche una postura particolare, stirando e inarcando la schiena e spingono la testa all’indietro. Possono irritarsi ed essere molto affamati tra un episodio e l’altro. Sembra provino invece piacere nell’attività di autosuzione della lingua e nel rigurgito.

Nei bambini spesso si ha un decremento del peso corporeo anche se ingeriscono grandi quantità di cibo in quanto spesso viene rigurgitato ed espulso. Nei casi più gravi si può arrivare alla malnutrizione.

In età successive troviamo malnutrizione soprattutto se, oltre al comportamento di ruminazione, abbiamo restrizione nella quantità di cibo ingerita. Questo avviene soprattutto perchè l’individuo è consapevole della non accettazione sociale e del giudizio negativo da parte degli altri. Infatti, possono essere presenti anche alcune strategie volte a nascondere il rigurgitare e ruminare, come coprirsi la bocca o tossire (specialmente in adolescenti e adulti).

Non è chiara la prevalenza del disturbo nella popolazione generale, ma i casi aumentano se è presente un disturbo dello sviluppo intellettivo.

L’esordio dei sintomi può essere a qualsiasi età. Un bambino dai 3 ai 12 mesi spesso  può presentare questi comportamenti, che poi tenderanno a diminuire spontaneamente man mano che crescerà. Se questo non accade, potrà andare incontro a malnutrizione grave, con potenziale rischio di morte. Può comunque esserci un ritardo nella crescita, difficoltà nello sviluppo e nell’apprendimento. Anche il funzionamento sociale può risentirne negativamente.

Il decorso può verificarsi con episodi ripetuti in periodi successivi di tempo oppure può essere di tipo continuativo.

I neonati e i soggetti con disturbo dello sviluppo intellettivo o con disturbo del neurosviluppo possono utilizzare il rigurgito e il ruminare per autocalmarsi o autostimolarsi.

Dagli studi è emerso che esistono alcuni fattori di rischio che possono facilitare l’insorgere di questo disturbo: la mancanza di stimolazione sociale, l’abbandono, le situazioni di stress e i problemi nella relazione genitori-figli.

Vanno quindi tenute in considerazione tutte le variabili di tipo sociale-relazionale sia che si voglia lavorare per un percorso di prevenzione del disturbo che di cura dello stesso.


American Psychiatric Association. DSM-5, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione (2018). Milano: Raffaello Cortina ed.

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dr.ssa Marilena Celani

Psicologa, psicoterapeuta per adulti ed età evolutiva, psicodiagnosta, terapeuta E.M.D.R., consulente in Mediazione Familiare e insegnante di Baby Massage. Mi occupo di disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, elaborazione di esperienze traumatiche, problematicità nella relazione genitori e figli, sostegno in fasi di cambiamento del ciclo di vita, intervento in situazioni di separazione e divorzio. Lavoro nelle scuole per la formazione degli insegnanti, la gestione delle dinamiche del gruppo classe, la presenza di alunni diversamente abili, l'intervento su situazioni di emarginazione, fenomeni di bullismo o difficoltà relazionali di altro tipo. Mi occupo di gruppi di psicoeducazione per bambini e adolescenti, training sulle competenze genitoriali e corsi di Baby Massage.

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