Relazioni

Le Bugie? Fanno parte di Noi!

La menzogna può addirittura essere considerata una strategia essenziale per la sopravvivenza di molte specie animali, compreso l’uomo, sia chiaro!

Si assiste a diverse manifestazioni della menzogna che vanno dal mimetismo e camuffamento, alla menzogna tattica degli scimpanzé, agli stratagemmi diabolici degli esseri umani. Per chi non lo sapesse, gli scimpanzé sembrano essere molto abili nel compiere un’azione standard in modo che gli altri del gruppo interpretino in modo erroneo il suo significato per trarne vantaggio (Byrne & Whiten) … non molto distante dal comportamento di alcune persone in fondo!

Un conto è dire il falso per ignoranza del vero e un conto è dire il falso conoscendo il vero stato delle cose. Questa è la differenza tra l’errore e la menzogna. Infatti chi dice il falso per ignoranza, lo dice in buona fede, in modo non intenzionale. Così com’è diverso il segreto, che pur avendo a che fare con l’occultamento intenzionale di informazioni è più facilmente contemplato in quanto tocca un’area di intimità e riservatezza, rientrando nei limiti del diritto a non far sapere.

Gli elementi distintivi del Mentire sono:

  1. La falsità del contenuto di quanto viene detto sia in modo linguistico che extralinguistico
  2. La consapevolezza di tale falsità
  3. L’intenzione di ingannare il destinatario

Potendo definire la menzogna come alterazione o falsificazione verbale della verità, perseguita con piena consapevolezza e determinazione, si conviene che la caratteristica centrale sia senza dubbio la terza. Già S. Agostino affermava che “è dall’intenzione dell’animo e non dalla verità o falsità delle cose in sé che bisogna giudicare se una persona mente o non mente”.

Una qualità molto apprezzata è senz’altro credere in ciò che si dice e dire ciò che si crede. Si parla di Sincerità, ovvero di una qualità psicologica secondo la quale il soggetto garantisce la piena corrispondenza tra quello che dice e quello che pensa, che conosce e che sente. Tutto questo è alla base della Fiducia che implica un patto di lealtà e di rispetto reciproco. Verità, Sincerità e lealtà alimentano sentimenti di sicurezza, affidabilità e appartenenza. Non a caso nell’educazione dei bambini si è soliti insistere sulla necessità di seguire una condotta improntata su questi valori.

Quando si comunica si è soliti assumere come assetto l’atteggiamento definito truth-bias: inclinazione verso la verità, ovvero di credere e accettare come vero quanto l’altro sta dicendo. Non è questione di essere creduloni ma si tratta un funzionamento base secondo il quale la verità è condizione necessaria nella costruzione, gestione e mantenimento dei rapporti interpersonali.

Da alcuni studi psicologici è emerso che mentire è una situazione diffusa e quotidiana. Durante le conversazioni le persone fanno ricorso ad affermazioni in qualche modo ingannevoli nel 61,5% dei casi (Turner et coll.); e nel corso della loro vita quotidiana, è emerso nell’osservazione che studenti universitari dicevano una menzogna ogni tre interazioni sociali (De Paulo et coll.). Generalmente si tratta di menzogne non gravi, che richiedono un limitato impegno mentale per essere pianificate e comunicate e che non preoccupano più di tanto nel caso si venisse scoperti. I soggetti riferiscono inoltre che sono consapevoli delle menzogne, si aspettano di essere creduti e che nel 70% dei casi lo rifarebbero.

Il dato confortante è che la percentuale delle menzogne tende a diminuire nelle relazioni di intimità ammesso che ci sia un buon livello di soddisfazione della relazione affettiva, strettamente associata ad autenticità, sincerità, affidabilità e confidenza. Queste condizioni facilitano infatti i processi di comprensione, stima, fiducia, protezione e cura reciproca. Dire bugie nelle relazioni intime porterebbe a rompere i patti di fiducia e apertura reciproca.

La menzogna influisce negativamente sul benessere psicologico. A confermarlo lo studio di Kelly & Wong (2012)  dal quale emerge che, al diminuire delle menzogne, diminuiscono il numero e la gravità dei disagi psicologici, tra cui malinconia e tensione, e fisici, come mal di testa e mal di gola. Di conseguenza un maggior uso di bugie comporta un’accentuazione di disagi psicologici e fisici. Infine è emerso che, nello studio, le persone istruite a non mentire, riportano un miglioramento nei rapporti interpersonali e quindi le interazioni sociali sono migliori.

A volte dire la verità può costare fatica. Ma si starebbe davvero meglio se la menzogna non esistesse? C’è chi sostiene che anche le bugie siano funzionali e abbiano il loro valore.

“Le bugie sono importanti e in molti casi non ci accorgiamo della menzogna che ci viene raccontata perché la nostra mente ha una parte che non riesce a vedere la realtà, questo vuoto ci permette di raccontarci le bugie che sono vitali perché la verità è troppo dolorosa per essere sopportata” (Goleman, 1995).

 


Anolli L., (2003), Mentire, Il Mulino, Bologna

Goleman D., (1995), Intelligenza Emotiva, Bur, Milano

S. Agostino, La Menzogna, Le Vie della Cristianità, Milano

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Psicologo clinico, specializzanda in Psicoterapia ad orientamento Relazionale Integrato, esperta in Psicologia Giuridica e Forense, esperta in Psicodiagnosi per la valutazione cognitiva e di personalità mediante colloquio e batterie di test psicologici con stesura di un profilo diagnostico utile a fini clinici e legali. Si occupa di terapia individuale, familiare, di coppia e di supporto alla genitorialità.

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