Psicopatologia

Quello strano disturbo alimentare chiamato Pica

Come precedentemente scritto, presenterò da oggi una serie di articoli sul tema dei Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

Inizierò presentando il quadro diagnostico della Pica descritto nel DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). La caratteristica principale che contraddistingue questo disturbo è la persistente ingestione di sostanze senza contenuto alimentare e non commestibili. Tale ingestione risulta inappropriata rispetto allo stadio di sviluppo dell’individuo. Sappiamo, infatti, che i bambini molto piccoli (al di sotto dei 2 anni di età) possono esplorare il mondo anche attraverso la bocca (con il rischio di ingerire qualsiasi cosa) e che non sanno ancora distinguere tra ciò che è alimentare e ciò che non lo è.

Per poter fare una diagnosi il comportamento descritto deve essere presentato dal soggetto per un periodo di almeno un mese. Inoltre, tale pratica non deve essere culturalmente sancita o socialmente normata: in alcune culture, infatti, l’ingestione di sostanze non commestibili può avere un significato spirituale, medico o sociale.

In genere non vi è avversione per il cibo, quindi questo quadro diagnostico non riguarda la sfera del controllo del peso attraverso diete.

Tra le sostanze ingerite troviamo: carta, sapone, stoffa, capelli, lana, terra, gesso, talco, vernice, gomma, metallo, ciottoli, carbone, cenere, creta, amido o ghiaccio.

A volte questo inadeguato comportamento alimentare può manifestarsi all’interno di un altro disturbo mentale, come ad esempio la disabilità intellettiva, il disturbo dello spettro autistico, la sindrome di Klein-Levin e la schizofrenia. In questi casi è adeguato fare una diagnosi separata di Pica solo se il quadro dei sintomi legati al comportamento alimentare è particolarmente grave.

Per quanto riguarda l’aspetto biologico, in letteratura non si riscontrano anomalie specifiche, se non qualche caso di deficit di vitamine o sali minerali. Spesso si arriva all’attenzione del medico per le conseguenti complicazioni meccaniche dell’intestino, le ostruzioni intestinali come conseguenza di bezoario, la perforazione intestinale, le infezioni da toxoplasmosi o toxocariasi per ingestione di feci o immondizia, l’avvelenamento per ingestione di vernice e la forte perdita di peso. Tra gli esami diagnostici utilizzati per mettere in luce tali problematiche si hanno la radiografia addominale, gli ultrasuoni e altri metodi di visualizzazione per rivelare ostruzioni. Analisi del sangue e altri esami di laboratorio sono utili per accertare gli avvelenamenti o le infezioni. In base alle sostanze ingerite, il disturbo può portare potenzialmente alla morte.

Statisticamente non si hanno dati chiari sulla prevalenza del disturbo nella popolazione generale. La prevalenza tra persone con deficit intellettivi, inece, aumenta con l’aumentare della gravità della condizione.

È un disturbo riscontrato sia in individui maschi che nelle femmine.

L’esordio avviene preferenzialmente durante l’infanzia, ma può presentarsi per la prima volta anche in età successive. Durante l’infanzia è manifestato da bambini che presentano comunque uno sviluppo normale, mentre per gli adulti si manifesta soprattutto se è presente deficit mentale o altro disturbo mentale.

A volte l’ingestione di sostanze non alimentari può manifestarsi anche durante una gravidanza a causa di desideri incontrollati specifici (es. ghiaccio o gesso), con potenziale rischio medico. La prognosi nel post-partum non è chiara.

In generale, tra le condizioni predisponenti al disturbo della Pica vengono indicati l’abbandono, la mancanza di controllo e il ritardo dello sviluppo.

Dal punto di vista funzionale, la Pica può portare a una compromissione dal punto di vista fisico, ma raramente a problemi sul piano sociale.

Questo disturbo dell’alimentazione può essere distinto da altri disturbi mentali in base a diversi criteri.

L’Anoressia Nervosa a volte può portare all’ingestione di sostanze non alimentari (ad esempio, fazzoletti di carta) per controllare l’appetito. Se l’ingestioni di tali sostanze è prettamente legata al tentativo di controllare il peso, la diagnosi primaria è di Anoressia Nervosa e non di Pica.

Il Disturbo Fittizio può comprendere l’inghiottimento volontario di sostanze non alimentari per falsificare maggiormente il quadro diagnostico e aggravarlo. L’intenzionale tentativo di inganno è alla base del comportamento alimentare inadeguato, con lo scopo di provocarsi lesioni o malattie.

Infine, in alcuni quadri legati ad Autolesitività senza intenti suicidari e Comportamenti autolesivi senza intenti suicidari nei disturbi di personalità può essere presente l’ingestione di oggetti potenzialmente dannosi, come spilli, aghi e coltelli.

Nel complesso la Pica rappresenta un disturbo della sfera della nutrizione e dell’alimentazione molto grave che richiede un intervento sia su un piano medico che psicologico.


American Psychiatric Association. DSM-5, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione (2018). Milano: Raffaello Cortina ed.

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dr.ssa Marilena Celani

Psicologa, psicoterapeuta per adulti ed età evolutiva, psicodiagnosta, terapeuta E.M.D.R., consulente in Mediazione Familiare e insegnante di Baby Massage. Mi occupo di disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, elaborazione di esperienze traumatiche, problematicità nella relazione genitori e figli, sostegno in fasi di cambiamento del ciclo di vita, intervento in situazioni di separazione e divorzio. Lavoro nelle scuole per la formazione degli insegnanti, la gestione delle dinamiche del gruppo classe, la presenza di alunni diversamente abili, l'intervento su situazioni di emarginazione, fenomeni di bullismo o difficoltà relazionali di altro tipo. Mi occupo di gruppi di psicoeducazione per bambini e adolescenti, training sulle competenze genitoriali e corsi di Baby Massage.

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