Età evolutiva

Come aiutiamo i bambini a riconoscere le proprie emozioni dannose?

Per i bambini, come anche per noi adulti può essere utile prendere confidenza con le emozioni provate perché essere consapevole degli stati d’animo, soprattutto di quelli negativi, ci aiuta ad intervenire in tempo su di essi prima di provare ulteriore sofferenza ed agire in modo nocivo.

Quando il nostro piccolo è arrabbiato può essere utile invitarlo a notare alcuni cambiamenti che ci sono in lui: il viso cambia espressione, il volume di voce si alza, il corpo si irrigidisce, si rompono oggetti, si può arrivare ad alzare le mani, ecc… E’ buono invitarlo anche a identificare la situazione in cui si è arrabbiato, cosa è successo prima: lo prendono in giro, ci sono troppi compiti da fare, non lo fanno giocare, prende un brutto voto, rompe un gioco, ecc.

Quando il nostro piccolo è spaventato può percepire alcune risposte del corpo come aumento del battito cardiaco, secchezza in bocca, mani sudate, tremore alle gambe, voce tremolante, difficoltà a respirare, ecc… Questo può verificarsi in diverse situazioni come una verifica in classe, una gara importante, un litigio tra genitori, ecc…

Quando è infelice e molto triste si verificano cambiamenti nelle sensazioni e nel modo di agire come perdita di interesse in certe cose, difficoltà di concentrazione, mancanza di energia, facilità ad irritarsi, peggioramento di voti scolastici, incapacità di divertirsi, voglia di piangere, stanchezza, poca voglia di vedere gli amici, ecc… Può essere d’aiuto invitarlo a vedere cosa è successo prima: è stato escluso o rifiutato? è stato deriso? sgridato? ha preso un brutto voto? ha perso qualcosa a cui teneva molto?

 


Di Pietro, M. (2014). L’ABC delle mie emozioni. Programma di alfabetizzazione socio-affettiva secondo il metodo REBT. Trento: Edizioni Centro Studi Erikson.

 

 

 

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Psicologa e in formazione come psicoterapeuta. Ha esperienza teorica e lavorativa con i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ADHD, Disturbi dello Spettro Autistico, sia con gli individui direttamente interessati sia con quelli che gravitano intorno a loro (genitori ed insegnanti).

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