Benessere psicologico

Le coordinate dell’adultità: come capire se siamo adulti

Per definirci adulti abbiamo bisogno di guardare dentro noi stessi e comprendere quali sono le nostre coordinate dell’adultità.

Nel precedente articolo abbiamo visto come essere adulti sia un processo di maturazione continua che non si esaurisce in uno stadio di vita raggiunto una volta per tutte attraverso il compimento di specifiche tappe sociali in periodi tempo stabiliti.

Se, quindi, per diventare adulti non basta avere una determinata età cronologica o aver raggiunto delle tappe sociali “tipicamente adulte” come possiamo sentirci adulti? E quando possiamo dire a noi stessi e agli altri di essere finalmente (o purtroppo a seconda dei casi) diventati adulti?

La verità è che, essendo venuti a mancare i riferimenti sociali e culturali attraverso i quali collocavamo noi stessi in questa fase della vita, non abbiamo una risposta definitiva. Abbiamo piuttosto bisogno di guardare dentro di noi e comprendere come agiamo sulla realtà che ci circonda per costruire delle nuove coordinate dell’adultità, attraverso cui orientarci. Di seguito riporterò alcune indicazioni raccolte in base a ciò che mi viene detto al riguardo da pazienti, amici e colleghi che hanno condiviso con me le loro coordinate dell’adultità.

Verso nuove coordinate dell’adultità

Cosa vuol dire, quindi, essere adulti?

  • Assumersi delle responsabilità. Essere adulti vuol dire assumere su di sé la responsabilità della propria vita, del proprio presente, mettendosi nelle condizioni di vivere al meglio delle proprie possibilità, nutrendo la propria proiezione al futuro con una progettualità concreta e raggiungibile. Per fare questo abbiamo da sentirci in grado e in potere di modificare la nostra vita.
  • Prendersi cura di sé: un aspetto fortemente connesso a quello della responsabilità è la cura. Essere adulti vuol dire prendersi cura di se stessi, della propria crescita personale, del proprio benessere fisico e psicologico e delle proprie relazioni. Ciò può comportare delle scelte difficili e dolorose in nome di un benessere superiore che vogliamo per noi stessi (ad esempio lasciare un partner che amiamo ma sappiamo non voler avere figli mentre noi desideriamo diventare genitori o viceversa). Questo, ovviamente, implica l’aver chiaro, nei limiti del possibile, i nostri bisogni e desideri ed organizzarli in un progetto di vita.
  • Vivere secondo uno scopo. Essere adulti vuol dire avere uno scopo che guidi l’agire, avendo cura di organizzare la propria vita in funzione del suo raggiungimento, posticipando le gratificazioni immediate e dando priorità a quello che si ritiene il proprio bene superiore.
  • Agire e fare dei propri sogni adolescenziali degli obiettivi concreti. Essere adulti vuol dire non solo avere uno scopo, un fine, dei sogni ma anche fare azioni affinché si avverino, trasformandoli in obiettivi concreti. Questo implica un investimento sé sul piano personale, relazionale, professionale
  • Saper stare da soli. La capacità di stare da soli è un presupposto fondamentale di una affettività matura, caratterizzata dalla possibilità di scelta dei propri affetti non in base al bisogno di compagnia, o meglio il bisogno di non rimanere in sola compagnia di se stessi, ma in base al desiderio di condividere esperienze, emozioni, pensieri.
  • Essere autonomi. La maggior parte delle persone quando parla di autonomia fa riferimento all’autonomia economica. In effetti la capacità di sostenersi economicamente, intesa come capacità di provvedere a se stessi, è un elemento importante della propria identità di adulto. Tuttavia, soprattutto in considerazione del fatto che questo tipo di autonomia può essere messa a rischio a qualsiasi età, può essere importante pensare anche all’autonomia in termini di processo, cioè come l’insieme delle cose che noi pensiamo, facciamo e sentiamo per metterci nelle condizioni di ottenere ciò che desideriamo senza aspettare che qualcuno dall’alto lo conceda, come accade invece per i bambini.
  • Interdipendere dagli altri. Sembra strano ma, insieme all’autonomia e alla capacità di stare da soli, una delle prerogative proprie dell’adulto è il saper interdipendere, ovvero di riconoscere quanto il proprio benessere sia legato alla relazione con gli altri, e al prendersi cura di queste relazioni, investendo in esse per creare legami più stabili. Ciò implica accettare la propria vulnerabilità rispetto al bisogno di legame e farne un punto di forza anziché di debolezza.
  • Voler diventare genitori. Che sia di un figlio, di un progetto, di un’esperienza, uno degli aspetti del comportamento dell’adulto è il prendersi cura del proprio bisogno di generatività, di cui parleremo nel prossimo articolo, attraverso un comportamento di cura di qualcuno o qualcosa di altro da sé al fine di lasciare un’impronta, tracciare un cammino per chi verrà dopo di noi.

E voi, vi ritrovate in queste caratteristiche dell’adulto?

 

Gualandi, A. (2009). Adultità e longlife education: empowerment e progettualità. Ricerche di pedagogia e didattica4(2), 1000-1009.

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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