Benessere psicologico

Come capisco se è lo psicoterapeuta giusto per me?

La prima domanda che si fa chiunque sta decidendo di andare dallo psicologo è: Come faccio a capire se il terapeuta è bravo? E anche se è bravo, come faccio a capire se fa al caso mio?

Oggi ci sono centinaia di siti e applicazioni che forniscono elenchi di professionisti, ma gli psicologi sono tantissimi: come si fa a scegliere?

Un primo criterio, che è anche il più utilizzato, è il passaparola. Se conosci persone che hanno fatto un percorso psicoterapeutico e hai visto con i tuoi occhi che sono cambiate e migliorate in modo significativo è un buon segno.
Purtroppo dal punto di vista deontologico lo psicoterapeuta che ha in terapia una persona con cui hai un legame stretto non potrà seguire anche te, per cui spesso ti toccherà fidarti del consiglio di persone che conosci poco. Oppure di estranei che scrivono nei forum e nei gruppi Facebook.

Per quanto le intenzioni siano buone, le persone consigliano in base al proprio punto di vista, e il professionista che è adatto ad uno non è detto che sia adatto anche alla tua situazione.

Sia che tu abbia avuto il nome da un amico, sia che tu lo abbia selezionato da un elenco, a questo punto può essere utile andare a cercare in internet qualche informazione sullo psicologo che hai scelto.

Quali sono i criteri per capire dal web se uno psicologo è in gamba o no?

Non ci sono criteri oggettivi, ovviamente. C’è chi ad esempio sceglie in base all’età, in base all’orientamento sessuale o in base ai titoli di studio. Se vuoi ti posso dire come mi muovo io quando devo scegliere un professionista.

  • LA FOTINA. Ho sempre pensato che scegliere in base a quanto è simpatico il nome o a quanto è attraente la foto del profilo non è una mossa molto intelligente.
  • IL TUTTOLOGO. Avere competenze e titoli di studio è una cosa buona, ma quando superano la mezza pagina sento puzza di bruciato. Dubito sempre di chi sa fare tutto, di chi è esperto in tutto: bambini, adolescenti, adulti, anziani, disabili, malati terminali, disturbi alimentari, alcolismo, autismo, lutto, ipocondria… No mi fido di chi ha un titolo per ogni settore dello scibile umano.
  • LA SPECIALIZZAZIONE. È sempre meglio rivolgerti ad un professionista che si occupa di problemi simili al tuo che a un generico o a chi lavora in tutt’altro campo.
  • LA VICINANZA. Ho molti pazienti che fanno chilometri per venire nel mio studio, quindi so bene che se ti fidi di qualcuno sei disposto a fare un sacrificio. Ma tra le cose da valutare è bene tenere presente che il percorso psicoterapeutico è impegnativo, sia psicologicamente che economicamente. Se puoi evitare di aggiungere anche ore di viaggio sarà più facile essere fedele all’impegno che ti prendi.
  • LA SERIETÀ. Ormai siamo tutti su internet. È vero che la maggior parte degli psicologi sono allergici alla tecnologia come i celiaci al glutine, ma se sui social vedo il profilo di uno che ha solo selfie ammiccanti o frasi polemiche o post autocelebrativi, personalmente preferisco depennare e passare al prossimo nominativo della lista.

E quando arrivo finalmente nella stanza della terapia?

Ecco 9 aspetti che può essere utile osservare fin dalle prime sedute di terapia:

  1. Non dà consigli. Che bisogno hai di pagare qualcuno per fare quello che amici, parenti e conoscenti fanno gratuitamente? Tutti sono disposti a dirti cosa fare e come farlo. Ma se io, psicoterapeuta, ti suggerissi cosa fare ti starei svalutando, perché è come se implicitamente ti dicessi: «Eh sì, in effetti non sei capace a capire, vieni qui che ti spiego io». Lo psicoterapeuta invece lavora sui processi di blocco che ti impediscono di usare le tue risorse personali.
  2. Non giudica, è neutrale nel valutare le tue esperienze, è imparziale. Non ti fa sentire criticato o biasmato. Nella terapia di coppia, ad esempio, non prende le parti di nessuno. Se non ti senti libero di parlargli di alcuni argomenti o di alcuni pensieri, magari dipende dalle tue paure, ma magari è un campanello d’allarme da non sottovalutare.
  3. Sa ascoltare, non parla lui per il 90% del tempo né ti guarda in silenzio per 50 minuti come le mucche che guardano passare i treni. Il rispetto dei tempi di parola è segno di una buona salute mentale. Anche dello psicologo.
  4. Non dice solo cose che già sai. A volte è utile guardarsi allo specchio, ma se devi pagare qualcuno per vedere quello che già vedi da solo, meglio farti un selfie o restartene a casa a vedere Netflix, no? Un bravo psicoterapeuta fin dalle prime sedute ti offre un punto di vista differente, individua i processi psicologici che metti in atto senza rendertene conto e magari ti dice anche alcune cose che non ti fa piacere sentirti dire. Ma che senti molto vere.
  5. Ti senti capito e senti che gli interessa capirti.
  6. È rispettoso. A tutti capita di restare bloccato nel traffico o di sbagliare orario, ma se il tuo terapeuta disdice le sedute all’ultimo minuto, ti fa aspettare mezz’ora in sala d’aspetto o si dimentica le cose che gli hai detto, penso che non sia un buon psicoterapeuta.
  7. Ti spinge a uscire dalla tua zona di confort. Come psicoterapeuta, il mio obiettivo è quello di aiutare ogni paziente a darsi il permesso. Il permesso di essere libero, il permesso di essere felice, di fare quello che finora ti sei impedito di fare per paura. Il permesso di vivere una vita piena e significativa.
  8. Non reagisce al solito modo, un bravo psicoterapeuta non ti tratta come vieni normalmente trattato dagli altri, sa relazionarti a te in modo differente, più trasparente e più responsabilizzante.
  9. Non è avido: non ti propone di pagare in nero e non ti dà l’impressione di avere più a cuore il tuo portafogli che il tuo benessere. Se ti senti guardato come un maialino salvadanaio, pretendi la fattura e poi cambia professionista.

Un paio di consigli finali

Osserva con attenzione la stanza della psicoterapia: la cura per il proprio ambiente di lavoro dice molto della professionalità di uno psicologo.

Ricorda che ognuno ha il proprio stile: c’è chi è più espansivo e chi più formale, chi è più riservato e chi meno. L’importante è che le sedute non finiscano sapendo più tu della vita del terapeuta che lui della tua e che non ti sembri di aver preso una birra con un amicone o, al contrario, aver parlato con un automa.

Non pretendere l’impossibile. Lo psicoterapeuta non ha la palla di vetro, non ha i poteri jedi e non sa leggere nella mente. Concedigli qualche seduta di tempo per permettergli di sintonizzarsi con il tuo mondo interiore. E ricorda che lui può lavorare solo con il materiale che gli dai.

Infine, se senti che il tuo psicoterapeuta non sta andando nella direzione giusta, diglielo con molta tranquillità. E se continui a non trovarti bene ricorda che puoi sempre sceglere qualcun altro.

 


Leggi anche:

Debora Fontana, Sono un terapeuta, non sono un guru. L’importanza di restituire la responsabilità delle proprie scelte al paziente

Christian Giordano: Primo: non giudicare

 

The following two tabs change content below.

dr Christian Giordano

Ideatore e Fondatore a Centro Psike
Psicologo, Psicoterapeuta, terapista sessuale e di Coppia, esperto in analisi transazionale e perizia grafologica. Mi occupo di disturbi di personalità, problemi sessuali, depressione e ansia. Nel mio studio accolgo ogni paziente con calore, rispetto e assenza di giudizio. Sono convinto che ogni persona può cambiare e migliorare sé stessa.

2 pensieri su “Come capisco se è lo psicoterapeuta giusto per me?

    1. Grazie, Pietro. La scelta di intraprendere un percorso di psicoterapia è sempre molto delicata, sono contento che l’articolo possa dare un contributo a orientarsi nella scelta.

Rispondi a admin Annulla risposta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.