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I Processi di Copione: in quale ti riconosci?

Assieme  ai genitori con i quali lavoriamo abbiamo accennato spesso al copione di vita e sono nate curiosità su come questo si manifesti e su come rendersi consapevoli di quando  e come entriamo nel copione. Per  quello che é possibile dire in poche righe, ho pensato di presentare un breve excursus su quello che é il processo di copione, poiché rientra in un numero finito di schemi particolari ed individuabili, mentre se ci addentrassimo nel contenuto del copione , scopriremmo che va conosciuto nel profondo per ciascuno di noi  ed é diverso da quello di chiunque altro, unico come un’impronta digitale.

Con il processo di copione ci si riferisce al fatto che ogni copione ha un suo particolare modo di evolversi nel tempo, ha una sua struttura riconoscibile con un  proprio TEMA, ovvero un MODO in cui viene vissuto il proprio unico e particolare copione di vita. Berne inoltre, essendo amante dei miti greci, ci propone una lettura di questi modi di manifestarsi del copione proponendoci un utilissimo parallelo con i personaggi della mitologia, capaci di  restituirci con immediatezza  il senso profondo che si cela dietro ogni processo.

Gli studi sul copione hanno dunque evidenziato 6 principali modelli di  processo di copione:

  • Finché
  • Dopo
  • Mai
  • Sempre
  • Quasi
  • A finale aperto

Il copione Finché

Nella vita della persona sembra che non possa succedere qualcosa di bello finché non è finito qualcosa di brutto. Oppure, come se la vita dovesse procedere secondo lo schema “Prima il dovere e poi il piacere”. Aspetti verbali del copione finché sono gli incisi e le parentesi: prima di concludere la frase, la persona ha bisogno di dire tutto quello che ha in mente.

Il mito Greco associato in questo caso é quello di Ercole: prima di essere innalzato a semidio doveva portare a termine tutta una serie di ardui compiti.

Il copione Dopo

In questo caso “Posso divertirmi oggi, ma dovrò pagarlo domani”. Aspetti verbali del copione “Dopo sono i frequenti “ma”  che modificano il tono di una frase, da un tono alto si passa ad un tono basso.

Il mito qui é quello di Damocle: mangiava, beveva e se la spassava,  ma sapendo di avere una spada sospesa sulla testa che prima o poi sarebbe caduta.

 

Il copione Mai

Qui il processo di copione segue il motivo di fondo : “Io non posso mai avere quello che più desidero”. La persona potrebbe ottenere facilmente quello che vuole,  ma non lo fa, dedica molto tempo a raccontare e lamentarsi dei suoi guai e di quanto le cose non vadano bene.

Il mito greco  é quello Tantalo: condannato a stare in eterno in piedi in una vasca piena d’acqua, senza raggiungere l’acqua e il cibo perché non fa un passo.

Il copione Sempre

“Perché mi succede sempre questo?”. Le persone con un copione “Sempre” possono passare da un rapporto insoddisfacente ad un altro, trovandosi alla fine sempre nella stessa situazione. Una variante è rimanere nella scelta insoddisfacente originaria, invece di passare ad una migliore. Aspetti verbali sono cominciare una frase e poi perdersi in una digressione.

Il mito é quello di Aracne: condannata a tessere una tela per l’eternità.

Il copione Quasi

“Questa volta ce l’ho quasi fatta”, questo il tema di fondo. Possono essere di due tipi:

  • “Arrivo quasi alla meta, mi fermo ad un passo dal raggiungerla.
  • “Arrivo alla meta, ma non mi accorgo quasi di averla raggiunta perché sono impegnato a partire verso un altro nuovo obiettivo.

Aspetti verbali del processo di copione “quasi” sono iniziare una frase per poi partire per una tangente che non viene portata a termine,  oppure descrivere tutta una serie di cose positive per poi farle seguire da una cosa negativa.

Il mito qui é quello di Sisifo: condannato a spingere un grosso masso lungo un pendio e, arrivato in cima, perdeva la presa e il masso rotolava giù nuovamente.

Il copione A finale aperto

“Una volta arrivato ad un certo punto nel tempo, non so cosa fare di me dopo”. Tipico delle persone che si pongono solo obiettivi a breve termine e che alla fine quando li hanno raggiunti crollano perché non sanno più cosa fare. A quell punto si fissano un altro obiettivo a breve termine e il processo si ripete…si ripete…si ripete…. E’ simile ai copioni “Finché” e “Dopo” per il fatto di avere un punto dopo il quale le cose cambiano, solo che in questo caso la persona rimane con un grande vuoto, come se le pagine di un copione teatrale mancassero.

Il mito qui é quello di Filemone e Bauci: trasformati dagli dei in alberi vicini con i rami intrecciati.

 

E voi in quale vi ritrovate?

Buone riflessioni.

 

 

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