Età evolutiva

Essere figlio unico: privilegio o problema?

La condizione di figlio unico sta diventando, negli ultimi anni, molto diffusa in Italia, tanto da spingere molti a chiedersi se si tratti di un fenomeno preoccupante o meno per le nuove generazioni. 

Nella prima metà del secolo scorso l’assenza di fratelli veniva considerata, nel sentire comune, un vero e proprio handicap sociale, in quanto si pensava che i figli unici fossero candidati a diventare egoisti, presuntuosi ed aggressivi. Gli studi condotti in merito hanno in realtà ridimensionato questo stereotipo, mettendo in luce anche i vantaggi che derivano dalla condizione di unicità: chi non ha fratelli, di fatto, usufruisce in pieno delle risorse familiari, sia materiali che educative che affettive. D’altro canto, però, ha una restrizione di esperienze relazionali che derivano dall’assenza di un fratello: mancanza di compagnia, impossibilità di condividere esperienze famigliari, assenza, tra le mura domestiche, di una persona simile per status ed età che funga da alleato e modello.

Al di là di questi risultati è comunque vero che sulle condizioni dei singoli bambini incidono numerosi fattori di carattere intra-famigliare e sociale che influenzano l’esistenza di diverse tipologie di figli unici.


Berti A.E., & Bombi A.S. (2013). Corso di psicologia dello sviluppo. Dalla nascita all’adolescenza. Bologna: Il Mulino

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Psicologa e in formazione come psicoterapeuta. Ha esperienza teorica e lavorativa con i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ADHD, Disturbi dello Spettro Autistico, sia con gli individui direttamente interessati sia con quelli che gravitano intorno a loro (genitori ed insegnanti).

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