Psicopatologia

I copioni dei padri ricadono sui figli: trasmissione transgenerazionale della sofferenza secondo l’Analisi Transazionale

L’Analisi Transazionale può contribuire alla teoria della trasmissione transgenerazionale della sofferenza e dei disturbi all’interno di una famiglia.

Avete mai sentito parlare di trasmissione transgenerazionale di un trauma, un sintomo o un disturbo?

Questo termine fu coniato dalla psicoanalista Schützenberger per spiegare tutte quelle strane coincidenze e similarità che spesso si riscontrano tra membri di una stessa famiglia (per approfondire leggi -> L’impronta dei nostri antenati nella nostra vita ). Secondo l’Autrice ogni individuo non è altri un anello all’interno di una lunga catena familiare che si estende per diverse generazioni e alla quale è così indissolubilmente legato da condividere con essa vicende, emozioni, traumi irrisolti lontani nel tempo. Tali fenomeni sono da ascrivere ad una trasmissione di segreti, tabù, avvenimenti e fantasie che si tramandano inconsciamente di generazione in generazione sino ad arrivare a noi. Può accadere, così, che ci troviamo a vivere una vita che non è solo la nostra e a soffrire traumi che non ci appartengono ma si sono originati molto prima che noi nascessimo.

Come avviene questa trasmissione?

Il contributo dell’Analisi transazionale

Nel 1972 Eric Berne, il padre dell’Analisi Transazionale, utilizza l’espressione parata familiare per definire il modo in cui dei contenuti inconsci possono essere trasmessi di generazione in generazione all’interno di una stessa famiglia.
In particolare egli fa riferimento a:

  • Influenze ancestrali, vale a dire le influenze della vita dei propri antenati, e dei significati ad essa attribuita nel corso delle generazioni, sulla storia di ognuno di noi;
  • Influenza del nome e del suo significato psicologico. Secondo Berne la scelta di un nome acquista per una famiglia, in virtù della sua storia e delle aspettative più o meno coscienti che esso veicola, un preciso significato con ricadute sulla vita stessa del nuovo arrivato;
  • I messaggi ingiuntivi, ossia quei messaggi di tipo proibitivo che dicono ad un bambino cosa NON deve essere inibendone il libero comportamento. Queste ingiunzioni vengono trasmesse molto precocemente e in maniera inconsapevole attraverso i comportamenti di cura dei genitori. La natura non implicita ed inconscia di tale trasmissione fa sì che il contenuto delle proibizioni, sconosciuto agli stessi genitori, venga immagazzinato dai bambini senza che nessuno se ne renda conto e diventi parte della psiche dei figli, influenzandone corposamente il dialogo interno, la vita emotiva e relazionale, il comportamento. Questa trasmissione può protrarsi di generazione in generazione, al punto che un singolo individuo può subire l’influenza non solo dei contenuti rimossi e traumatizzanti propri e dei propri genitori ma anche di quelli che i genitori hanno a loro volta ricevuto precedentemente. Questo messaggio ingiuntivo continua ad essere tramandato sino a quando non viene ricevuto da una persona compatibile con il messaggio che assume su di sé il ruolo di “caprio espiatorio” facendosi portavoce esplicito della sofferenza di coloro che lo hanno preceduto.

Si tratta, in parole semplici, di un meccanismo di “rimpallo” della sofferenza che Fanita English ha chiamato gioco della “patata bollente” spiegato attraverso il concetto di epicopione, una versione condensata del copione (se non sai cos’è il copione leggi qui ) a finale tragico che il suo protagonista tenta di passare a qualcun altro, nel tentativo di sfuggire al proprio destino, sulla base della convinzione per cui fintanto che la disgrazia sarà trasferita, egli non dovrà soffrirne. Il finale tragico del proprio copione viene quindi evitato passando questa “patata bollente” a qualcuno in una condizione di dipendenza o in uno stato di debolezza tale da doverlo accettare. Non è raro, ad esempio, che una persona sviluppi una dipendenza dall’alcol nel momento in cui il genitore, da sempre alcolizzato, riesce a guarirne. La patata bollente del comportamento alcolico non è stata risolta all’interno di quel sistema familiare ma ha solo cambiato “portavoce”.

Accade così di poter soffrire nella propria vita al posto di qualcuno che molte generazioni fa ha deciso inconsapevolmente di salvare se stesso da un pericolo che non conosceva, passando ad un proprio familiare questa patata bollente, poi rimpallata di generazione in generazione fino ad arrivare tra le nostre mani.

Siamo quindi destinati o a bruciarci, vivendo sulla nostra pelle il dolore antico di chi ci ha preceduto, o a tramandarci inconsciamente i nostri traumi attraverso le generazioni per sfuggire al tragico destino di una storia che sembra già scritta per noi?

Per fortuna non è così e in qualsiasi momento possiamo riscrivere il nostro copione.

Come liberarci di questa patata bollente.
Per liberarci di questa patata bollente abbiamo bisogno di riconoscere la reale natura della nostra sofferenza e  renderci disponibili alla sua elaborazione restituendo a ciascuno, compresi noi stessi, la propria responsabilità, in modo da liberare noi e le generazioni che ci seguiranno da una sofferenza che non ci appartiene.


Berne, E. (1972). Ciao !” … e poi?, trad. it. Milano Bompiani, 1979.

Dall’Argine, A. (2017). La prospettiva transgenerazionale: i contributi dell’analisi transazionale. International Journal of Psychoanalysis and Education, 1(2), 29-48

English, F. (1969). Episcript and the Hot Potato Game. Transactional Analysis Bullettin, 8, pp. 77-82.

Schutzenberger, A. A. (2004). La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale ei legami.

 

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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