Relazioni

Lui è un narcisista… e tu che lo hai scelto che parte hai?

Nell’ambito delle relazioni di coppia è scattato da tempo una sorta di allarme, un allarme per chi entra in relazione con un  narcisista. Fior di articoli mettono sul chi va là di fronte a questo tipo di struttura di  personalità, patologicamente centrata su di sé. Ha senso che se ne parli, soprattutto per informare. Peraltro i narcisisti sono soliti non andare spontaneamente in terapia, perché se le cose vanno male, ritenendo profondamente che le responsabilità non siano mai  loro, la conseguenza è che a dover cambiare, facendo ammenda sui propri errori, siano gli altri che non sono all’altezza o non li capiscono o non fanno ciò che si aspettano. A volte vanno in terapia su insistenza, inviati da altri, quindi con una motivazione molto bassa e non sufficiente  per ottenere risultati o per brevi periodi di crisi, per quanto intensi, ma solitamente passeggeri. Alla fine finiscono con l’andare in terapia proprio quelli che dividono la vita con loro, sfranti e sfiniti alla ricerca di modi per farli rinsavire o cambiare. Un bel paradosso.

Sono in moltissimi ad avere una struttura di personalità narcisistica, figlia anche del nostro tempo.

In quest’articolo non desidero soffermarmi su come ed in che modo si caratterizzino i narcisisti a livello individuale ed interpersonale. Diciamo pure che se ne parla fin troppo, a volte anche demonizzandoli ed in questo fanno, tanto per cambiare, fin troppo parlar di loro. La questione si bilancia forse se poniamo l’attenzione su chi sceglie il narcisista come proprio compagno, rimanendo invischiato/a in una relazione di dipendenza che con un rapporto di amore adulto ed autentico ha poco a che fare. Chi sono le persone (spesso donne) che instaurano relazioni viscerali con i narcisisti?Parliamo di loro, perché in realtà sono proprio e SOLO loro che hanno vere possibilità di cambiamento, quando e se abbandonano la fantasia irrealistica di poter cambiare il narcisista, contrastandolo o assecondandolo. Sono donne che si trovano di fronte a compiti evolutivi importanti che nell’incontro con un narcisista diventano preoccupantemente evidenti. Vediamo insieme un primo identikit che può essere utile per rispecchiarcisi. Queste donne hanno in comune diverse difficoltà, ad esempio:

  • difficoltà nello stabilire confini dentro la relazione, con una tendenza a farsi invadere dall’altro;
  • hanno difficoltà a riconoscere i propri bisogni, le proprie emozioni;
  • a difendere se stesse e le proprie idee;
  • a definirsi ed affermarsi, con una tendenza a prendersi cura dei bisogni e dei desideri degli altri trascurando se stesse;
  • negano, prima di tutto a se stesse, le proprie necessità con il rischio di assumere rigidamente nella relazione sempre lo stesso ruolo, ovvero di chi si prende cura, sviluppando un eccesso di responsabilizzazione ed anche un certo grado di controllo sull’altro.

Con l’idea che i nostri comportamenti siano in ultima analisi un riflesso dei nostri più profondi convincimenti su noi stessi e sul mondo (sul nostro copione di vita, per fare rifermento a precedenti articoli),  possiamo comprendere come le persone che scelgono un compagno narcisista abbiano bisogno di trovar modi per smettere di svalutare e  sminuire il proprio valore personale e la propria dignità, ritrovando fiducia in se stesse e di trovare modi per apprendere come affermare e difendere i propri bisogni e diritti, a prescindere da ciò che il narcisista pensa, vuole e si aspetta da loro. L’invito per ora è ad una prima riflessione, cui ne seguiranno altre, per comprendere che a fronte di un narcisista c’è anche l’altro 50% , di chi lo sceglie come compagno e che può prendersi il potere di cambiare REALISTICAMENTE sé stessa, anziché l’altro, mettendo utilmente a fuoco le proprie zone d’ombra e lavorandoci.

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