Età evolutiva

Livelli di ragionamento genitoriale

Patricia M. Crittenden individua 9 livelli di ragionamento attraverso cui un genitore si relaziona con il proprio figlio. I livelli si contraddistinguono da un minimo di integrazione delle informazioni all’integrazione unitaria delle stesse in relazione all’educazione del proprio figlio. Di seguito vengono elencati e descritti i diversi livelli partendo dal meno integrato:

 Abdicazione

È il livello con minore integrazione. Il genitore ha comportamenti non funzionali in relazione all’educazione del proprio figlio, non tenendo in considerazione le sue esigenze e le esigenze evolutive del minore.

Livello 0: Il genitore non sa perchè fa quel che fa, o è incoerente;

Livello 0.5: Il genitore è deferente verso altri, o fa eco al loro punto di vista;

Ragionamento egoistico

Livello 1: Il genitore prende decisioni in base ai propri interessi personali, non tenendo in considerazione la zona di sviluppo prossimale del bambino;

Livello 1.5: Il genitore cerca di comportarsi come avrebbe voluto se fosse stato il figlio. Può sembrare un primo livello di empatia verso il bambino, ma in realtà non vengono prese in considerazione le competenze adulte che dovrebbero guidare il genitore nel rapporto con il proprio figlio;

Ragionamento conformista

Livello 2: Le decisioni del genitore sono basate su standard normativi. In questo caso il genitore affida completamente lo stile educativo sul “cosa” e “come” si dovrebbe comportare senza osservare i feedback comportamentali che il bambino offre in risposta allo stimolo offerto;

Livello 2.5: Il genitore modifica gli standard normativi sulla base di alcune caratteristiche del
figlio (per esempio età, sesso);

Ragionamento individualistico

Livello 3: Il genitore sceglie il proprio comportamento in risposta ad aspetti unici del figlio;

Livello 3.5: Il ragionamento del genitore include più di un livello, ma non è completamente
individualizzato sul bambino, sul sè e sulle attuali circostanze;

Ragionamento integrativo

Livello 4: Il ragionamento del genitore è basato sull’integrazione di informazioni da livelli più
bassi, incluse le caratteristiche uniche del bambino, del sè, della situazione immediata e
l’esperienza complessiva e le conseguenze a lungo termine.

 


Crittenden, P. M., Lang, C., Claussen, A.H., & Partridge, M. F. (2000). Relations among mothers’ procedural, semantic, and episodic internal representational models of parenting. In P. M. Crittenden and A. H. Claussen (Eds). The organization of attachment relationships: Maturation, culture, and context (pp. 214-233). New York: Cambridge University Press.

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Psicologo, Psicoterapeuta dell'età evolutiva specializzato nei disturbi del comportamento. Mi occupo della valutazione, diagnosi e riabilitazione di bambini con disturbi del comportamento e delle famiglie che hanno difficoltà a gestire i propri figli con diagnosi di ADHD e disturbi del comportamento esternalizzante in generale.

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