Relazioni

Per una lacrima d’amore: quando la sofferenza psicologica diventa un dono

Manteniamo comportamenti che ci fanno soffrire nella speranza di ottenere in cambio quell’amore incondizionato che ci è mancato.

Hai lasciato dileguare così, Shajahan,

la tua potenza regale,

ma era il tuo desiderio immortale

una lacrima d’amore.

(Dono d’amore. Di Rabindranath Tagore).  

Per essere veramente felici nella relazioni, per darci senza svenderci, per ricevere senza pretendere, per dare e avere amore, di una cosa sopra tutte abbiamo bisogno: di sentirci accettati esattamente per quello che siamo. Abbiamo bisogno, in poche parole, di fare esperienza di un amore incondizionato.

Quando da bambini veniamo amati in maniera incondizionata non solo facciamo un’esperienza che sarà realmente un unicum nell’intera nostra esistenza ma, soprattutto, abbiamo l’opportunità di crescere pensando a noi stessi come persone amabili, nei nostri pregi e nei nostri difetti e questo rappresenterà la principale fonte di protezione del nostro benessere psicologico e relazionale. Se ci sentiamo persone amabili, se sentiamo di andare bene esattamente come siamo, avremo più facilità nell’affrontare le sfide della nostra vita, perché avremo fiducia nelle nostre risorse e, meno frequentemente, se non mai, bisogno di rinunciare a parti importanti di noi stessi per meritare una lacrima di amore.

Perché ci saremo noi ad amarci, perché siamo stati amati così come siamo, abbiamo ricevuto amore sia per le nostre luci che per le nostre ombre. Sappiamo che é accaduto, sappiamo che é possibile, sappiamo che potrà accadere. 

Nel caso in cui, invece, non avremo avuto questo tipo di amore, è probabile che impiegheremo molte delle nostre energie per cercare di trovarlo. Il desiderio struggente per qualcosa perduto, quando non estreaneo, ci porterà a ricercare nei baci dei nostri partner, nelle telefonate con le nostre amiche, forse anche negli occhi dei nostri figli quell’amore globale, totalizzante ed incondizionato che ci restituisce il diritto di poter essere esattamente come siamo. Ecco che i nostri rapporti non saranno volti a soddisfare il desiderio di essere felici oggi proprio con quella persona ma tramite essa ricercheremo di riparare l’antica relazione e riempire il vuoto del sentimento di non amore.

In realtà è probabile che anche molte delle nostre scelte lavorative e di vita saranno orientate dal bisogno di essere amati. Quante carriere universitarie e lavorative ad un certo punto naufragano o rallentano perché non mosse da un deriderio reale quanto da un bisogno di ottenere l’ammirazione o l’accettazione dei propri genitori? 

Ma perché tanta lealtà? la risposta ancora, una volta, é la ricerca dell’amore incondizionato, sostenuta dalla convinzione secondo cui   “se faccio questa cosa abbastanza bene, abbastanza a lungo, abbastanza fedelmente allora forse tu mi amerai”. In realtà é un comportamento evolutivo del tutto normale quello di ricercare la vicinanza psicologica con le figure di accudimento, soprattutto nei momenti di stress, riaccendendo nella nostra mente il ricordo di quelle relazioni e cominciando a dialogare con esse. Tuttavia, quando queste relazioni sono state disfunzionali, allora la ricerca di vicinanza sarà connotata da sofferenza e struggimento.

Come? 

Come le ferite del passato ci fanno soffrire nel presente. 

Esistono diversi meccanismi psicologici attraverso cui le ferite del passato si riattualizzano nel presente. La psicologa americana Lorna Smith Benjamin descrive tre tipi di comportamenti tipici, che definisce processi di copia, attraverso cui rendiamo attuali le nostre relazioni infantili ad ognuno dei quali fa corrispondere una richiesta di amore.

  • Identificazione. (“Sii come lui/lei”). È il caso in cui, avendo avuto un genitore particolarmente severo, ad esempio, ci si comporti allo stesso modo con gli altri, pur non condividendo quella severità. Esiste anche una identificazione per opposto, per cui proprio in contrapposizione con questa severità si decide di diventare molto permissivi ed indulgenti.  La richiesta d’amore, in questo caso é “Sono come te. Ciò significa che ti amo. Per favore amami per questo” o “Sono il tuo esatto opposto. Sono disposto a dedicare tutta la vita a essere tutto quello che non sei. Ammetti che avevi torto e arrenditi. Alla fine amami“. 
  • Ricapitolazione (“Agisci come se lui/lei fosse ancora qui e avesse il controllo“). In questo caso ci si relaziona come quando si era bambini e qualcun altro aveva il controllo della situazione. Una persona cresciuta con un genitore svalutante tenderà a porsi in una posizione down rispetto agli altri e a scegliere persone altrettanto svalutanti. Al contrario potrà decidere di comportarsi in maniera esattamente opposta ribellandosi a quella regola che comunque sentitrà presente ed attuale (“Vedi come non ti rispetto”). La richiesta d’amore in questo caso è “Le tue regole e le tue opinioni sono e saranno anche le mie Quando capirai quanto effetto hai avuto su di me, mi amerai di più” e  “Farò l’opposto ci ciò che vuoi da me finché non ammetterai che ho ragione e che tu hai torto. Voglio che tu mi accetti secondo i miei termini. Per favore amami così come sono“.
  • Introiezione. (“Tratta te stesso come ti trattava lui/lei”). E’ il motivo per cui un bambino al quale é stato detto di essere stupido tenderà a sentirsi incapace. Ancora una volta dietro questa rinuncia di sé c’è una richiesta di amore: “Hai ragione su di me, tratto me stesso come tu mi hai trattato. Amami visto che sono d’accordo con te“. 

Ecco che vediamo come la nostra sofferenza possa essere, come dice la Benjamin, un dono d’amore. Un sacrificio che siamo disposti a fare in nome di un bene più grande, la speranza, illusoria che i nostri genitori, o meglio il ricordo che abbiamo delle relazioni con loro, prima o poi Dimentichino, Perdonino, Si scusino, Si sveglino, Facciano Ammenda, si Plachino o si Riavvicinino, rendendo possibile di sperimentare quell’amore incondizionato di cui abbiamo sempre avuto bisogno.

Si tratta di una fantasia illusoria, che abbiamo bisogno di salutare dalla nostra vita per riuscire a sentirci degni di rispetto ed accettazione e poter essere amati.

Per essere degli adulti capaci di amare e ricevere amore senza rinunciare alla nostra “potenza regale” abbiamo bisogno in primo luogo di accettare noi stessi incondizionatamente, con i nostri pregi e i nostri difetti, ed amare le nostre luci e le nostre ombre con uguale tenerezza. Solo così l’amore non sarà rinuncia ma arricchimento.

 


Benjamin, L. S. (2004). Terapia ricostruttiva interpersonale. Promuovere il cambiamento in colore che non reagiscono. Roma: LAS.

Schellenbaum, P., & Besana, D. (1991). La ferita dei non amati: il marchio della mancanza d’amore. Edizioni di red./studio redazionale

The following two tabs change content below.

dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.