Benessere psicologico

Elaborare un lutto. Ricostruire e ricostruirsi prendendosi cura del proprio dolore

Elaborare un lutto. Esiste per noi esseri umani un’esperienza più difficile, dolorosa e totalizzante? Forse no. Quando poi dobbiamo fare i conti con la morte di una persona che abbiamo vissuto fino a quel momento come parte fondamentale nella nostra vita, con la quale abbiamo costruito un legame di attaccamento, non ci sono più dubbi. A volte a  questa perdita si aggiunge anche la traumaticità, quando la persona muore all’improvviso. In questo caso ci ritroviamo proiettati  traumaticamente in una nuova dimensione e contemporaneamente prepotentemente tolti dalla vita che stavamo vivendo un momento prima che sembrava esser prevedibile e sensata.  La finitezza della vita  ha bussato alla nostra porta, ci si presenta davanti, c’impone di farci i conti, con i suoi tempi e non i nostri. Con la morte di una persona cara quindi, specie se avvenuta senza alcun preavviso, ci ritroviamo di fronte al compito indicibilmente difficile di guardare in faccia  a quel che è successo e di lì in poi inizia per noi un processo di ricostruzione di un nuovo e diverso capitolo della nostra vita che comprenderà l’integrazione di  quella esperienza di morte, perdita e separazione. Questo dolore viene affrontato da ogni singola persona in un modo personale, mettendo in atto reazioni al lutto che varieranno in funzione di diversi fattori, come il tipo di legame con il defunto, il tipo di morte (più o meno improvvisa come descritto sopra), l’età, il sesso e la capacità della persona di gestire eventi emotivamente forti in quel momento della sua vita. Si possono sperimentare vissuti di torpore,un senso di struggimento, disperazione, disinteresse per se stessi, stati di ansia ed una  estrema vulnerabilità. Insieme a tutto ciò possiamo vivere anche  reazioni di malessere a livello fisico, come una debilitante stanchezza, apatia, scarso appetito,disturbi del sonno e della concentrazione. E’ importante sapere che tutto ciò non ha nulla di patologico, ma  é parte integrante del processo di elaborazione del lutto e d’integrazione dell’esperienza luttuosa. E’ essenziale pensare che rimarginare una ferita così profonda richieda tempo, così come anche un profondo lavoro personale. Il contesto sociale che circonda la persona in lutto puo’ essere un potente fattore protettivo se riesce a comunicare alla persona sofferente che non è sola che c’è qualcuno accanto a lei con cui condividere le proprie emozioni. Sentire di avere qualcuno vicino, quando il pensiero dell’assenza del proprio caro predomina su tutto, può trasformare quelll’indicibile sofferenza iniziale nella capacità d’integrare in noi l’esperienza luttuosa.  I gruppi AMA in questo senso possono essere una preziosa risorsa per affrontare il lutto offrendo:

  •  Sostegno emotivo: poter esprimere i propri sentimenti ed il sentirsi compresi, costituiscono la base su cui costruire la fiducia e l’esperienza di mutuo aiuto.
  • Supporto sociale: il vissuto doloroso può generare solitudine, isolamento e sfiducia in sé e negli altri. La presenza di altre persone che condividono una simile sofferenza, facilita una maggiore consapevolezza personale, l’instaurarsi di legami di solidarietà, apre a spazi di speranza, migliora le abilità comunicative ed interpersonali, favorendo la stima in sé nelle proprie capacità e risorse in un clima di reciproco sostegno che aiuta a reimmergersi nella vita e nella progettualità. Dal confronto con gli altri inoltre si possono apprendere modalità più costruttive per affrontare i problemi.
  • Potenziare le capacità personali: il gruppo, promuove la fiducia personale, l’aiuto a riprendere il controllo della propria esistenza, aumentando la consapevolezza dei propri bisogni e delle proprie emozioni, prendendo stimoli ad assumere nuove strategie di adattamento più funzionali e la possibilità di nuovi legami. Incoraggiare uno stile di vita a sostegno del benessere individuale, familiare e sociale.

La finitezza della vita é un tema ineludibile e ci angoscia nella misura in cui evitiamo di pensarla, tenendola lontano da noi. Come se non pensarci fosse l’antidoto naturale per l’eternità.Un po’ come per i bambini quando, guidati dalla loro candida ingenuità, si tappano gli occhi di fronte a ciò che li spaventa o potrebbe spaventarli, con l’idea magica che chiudendoli quella cosa brutta e spaventosa sparirà.

In conclusione l’esperienza della perdita di una persona amata é parte integrante della  nostra vita,  cui non possiamo sottrarci e per non trovarci del tutto impreparati potremmo cominciare a renderla pensabile e fruttuosa, per dare valore ad ogni attimo che viviamo su questa terra con le persone che amiamo.

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Il Centro Psike è nato dall’idea di alcuni psicologi e psicoterapeuti che hanno scelto di lavorare in équipe secondo precisi standard etici e professionali. Chi si rivolge al Centro Psike viene accompagnato nel suo percorso di cura secondo un approccio umanistico e integrato, con al centro la crescita e la salute della persona e il suo pieno sviluppo umano.

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