Età evolutiva

“Nessuno vuole essere Robin”. Osservare il gruppo in età prescolare

In una sala d’attesa piena, con genitori e figli che aspettano l’orario del loro appuntamento, osservo i bambini. Sono tutti di età compresa tra i 3 e i 5 anni. Li vedo giocare, interagire, ognuno con il proprio livello di competenze. Li vedo contendersi spazi, giochi e ruoli. In particolare due di loro, in modo molto chiaro, si attivano da piccoli leader, competendo tra loro sulla gestione di un gioco che stanno svolgendo in 5. “Nessuno vuole essere Robin” penso canticchiando tra me e me, ovvero, nessuno dei due vuole essere co-leader, il loro ruolo è già chiaro. Mi accorgo che in quel momento, in quella sala, ho proprio modo di osservare come si sviluppino le dinamiche di gruppo in bambini di questa fascia d’età.

Osservare il gruppo in età prescolare

Nell’osservare il gruppo in età prescolare, prestiamo particolare attenzione alle modalità con cui i bambini entrano in relazione tra loro, mantenedola, le tipologie di gioco prevalenti, le strategie di coping e la gestione dei conflitti, così come l’espressione e la regolazione delle emozioni. È possibile osservare inoltre, l’adattamento del gruppo alle regole sociali ed i ruoli emergenti (leader, co-leader così come i bambini “periferici” che poco si attivano all’interno del gruppo).

Ma è possibile parlare di ruoli sociali a 3 anni?

Le ricerche ci dicono di si. Uno studio pubblicato nel 2017 su Cognition (lo trovate ben spiegato anche in questo articolo di giornale) prova come bambini di soli 17 mesi siano in grado di riconoscere le strutture del sistema sociale e di identificare i ruoli all’intero del gruppo. Di fatto questo è già confermato da numerosi studi neurobiologici: i bambini hanno la capacità di comprendere l’intenzionalità dell’altro.

Nell’osservare i movimenti ed i comportamenti dell’altro, il bambino riesce ad anticipare alcuni comportamenti che l’altro sta per agire. Questo, molto più vero all’interno delle relazioni di accudimento primarie, riguarda il bisogno del bambino alla prevedibilità che, particolarmente in questa fascia d’età, contribuisce al sentirsi sicuri.

Il bisogno di sicurezza nel gruppo

Ritorno al gruppo di bambini con cui ho iniziato la mia riflessione. Sono bambini che si incontrano, in sala d’attesa, due volte a settimana sempre negli stessi orari. Il posto è sempre lo stesso, come l’equipe che l’accoglie. Ci sono elementi esterni che contribuiscono a che ci sia un certo livello di prevedibilità. Così come è prevedibile che, a poco a poco, i bambini raggiungano ognuno il proprio spazio insieme all’operatore. Al termine dell’appuntamento, i bambini si ritrovano, per un passaggio rapido, in quella stessa sala in cui hanno “costruito”, in attesa. Ed è lì che noto un bimbo, silenzioso, 3 anni. Aiuta spontanemante un altro bimbo impegnato a sistemare un gioco usato prima in gruppo. Ecco, ho trovato il piccolo “Robin“.


Zatti A. (ed.), (2017), Il gruppo in psicomotricità. Mente, corpo, relazioni, Erikson, Trento

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dr.ssa Laura Chirico

Psicologa, Psicoterapeuta. Lavoro con l'età evolutiva (disturbi del neurosviluppo e psichiatrici) e con gli adulti, occupandomi prevaletemente di disturbi di personalità e disturbi dell'umore. "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (M. Proust)

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