Psicopatologia

“Star bene” vs “Star male”: come lo capisco? Ecco degli indici per orientarsi.

 

Quando si può dire di essere in salute psichica? Essere giù di tono è sempre un segnale di un disturbo psicologico? Come si fa a capire se stiamo “tutto sommato bene o male”? Prestare attenzione ai nostri vissuti e stati d’animo può risultare difficile e complesso perché parliamo di dolori e sintomi non tangibili, alla cui cura siamo stati poco educati.

Questo articolo ha l’obiettivo di dare qualche riferimento in termini di benessere e di patologia per iniziare ad orientarsi nella cura di se stessi.

Posso dire di star bene quando non ho alcuna difficoltà? E se ne ho una significa che sto male?            La risposta è no. Non è realistico pensare al benessere in termini assolutistici, come uno stato privo di difficoltà o sintomi; va pensato piuttosto come una condizione in continuo movimento ed assestamento. Per comprendere il concetto di salute psichica può essere utile immaginare la condizione di benessere come una bilancia il cui ago, a seconda del periodo di vita e degli stimoli percepiti, può pendere più dalla parte del benessere o da quella del malessere.

Viviamo quotidianamente difficoltà, basti pensare ad un problema con il partner o un amico/a che ci butta particolarmente giù ma non per questo si può pensare ad una patologia o a rivolgersi alla psicoterapia. Il nostro benessere è strettamente legato alle relazioni che viviamo ed al processo di crescita continuamente in atto.

Eventi di vita come diventare genitori, cambiare lavoro, un lutto, la chiusura di una relazione, comportano emozioni intense e profonde di difficile comprensione ed all’occasione paralizzanti. Si tratta di piccole crisi depressive la cui funzione è quella di elaborare ed integrare la nuova esperienza con quella passata. Niente di più naturale.

Può capitare dunque di sentirsi ansiosi o depressi, anche per periodi più o meno lunghi, ciò che fa la differenza rispetto ad uno stato di malessere che si sta cronicizzando sono l’intensità, la frequenza e la pervasività di ciò che viviamo, laddove per intensità si intende la forza del vissuto, per frequenza quanto spesso esso si presenta (quotidianamente, in presenza solo di alcuni stimoli…) e per pervasività la misura in cui ciò che viviamo ci impedisce di svolgere le attività quotidiane, di svago o lavorative. La condizione di malessere è immaginabile come un disco rotto che si inceppa sempre nello stesso punto e ripete sempre lo stesso pezzo. Dunque, nel caso in cui si ha difficoltà a recuperare uno stato di serenità, calma emotiva ma anche cognitiva (ad esempio il pensiero potrebbe tornare spesso al motivo del malessere) allora è probabile che quel sintomo emotivo che viene troppo spesso a bussare alla porta merita attenzione perché messaggero di un’esperienza che si sta faticando a comprendere ed integrare nel proprio modo di vivere. È questo il caso in cui è utile rivolgersi ad un professionista che sappia accompagnare in un processo di comprensione ed elaborazione di vissuti intensi e profondi.

 

Bibliografia

American Psychiatric Association. (2014). DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Milano: Raffaello Cortina Editore.

 

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Il Centro Psike è nato dall’idea di alcuni psicologi e psicoterapeuti che hanno scelto di lavorare in équipe secondo precisi standard etici e professionali. Chi si rivolge al Centro Psike viene accompagnato nel suo percorso di cura secondo un approccio umanistico e integrato, con al centro la crescita e la salute della persona e il suo pieno sviluppo umano.

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