Sesso

Eiaculazione ritardata: vantaggio o disfunzione?

L’eiaculazione ritardata è una delle disfunzioni meno comuni nella popolazione maschile e consiste nella difficoltà o incapacità di raggiungere l’orgasmo e quindi di eiaculare, nonostante si ricevano stimolazioni sessuali adeguate.

Al contrario dell’eiaculazione precoce, concettualizzata come un limite alla soddisfazione sessuale soprattutto del partner, l’eiaculazione ritardata viene immaginata come un vantaggio, supponendo che un uomo che “dura” di più, riesca anche a rendere il rapporto sessuale più piacevole. Tale idea non considera la frustrazione che può generare la difficoltà (e in alcuni casi l’impossibilità) di arrivare a quello che spesso viene considerato il “traguardo” e il fine del rapporto sessuale, tantomeno le ulteriori ripercussioni sul partner e sulla relazione di coppia.

Questa disfunzione viene talvolta confusa con una problematica che riguarda l’erezione: capita di frequente che uomini che richiedono consulenze perché non riescono a mantenere l’erezione, alla domanda “Dopo quanto/a che punto del rapporto la perde?”, rispondano che, per esempio, succede dopo 30-45 minuti di penetrazione. In questi casi si parla di eiaculazione ritardata, perché è del tutto normale che dopo un tempo prolungato, l’erezione possa venire meno, specie se si desidera l’orgasmo e questo tarda ad arrivare. È quindi probabile che in realtà l’eiaculazione ritardata abbia una diffusione più ampia rispetto all’1-4% stimato, ma viene sottovalutata, confusa con altre problematiche o semplicemente non viene percepita come una difficoltà.

Partiamo dal presupposto che con l’avanzare dell’età, i tempi per il raggiungimento dell’orgasmo si allungano e sono necessarie maggiori stimolazioni rispetto a quando si era più giovani. È importante capire e tenere bene a mente questa necessità, del tutto fisiologica, in quanto un’altra cosa che succede di frequente è che ci sia una difficoltà nell’accettare i cambiamenti del corpo che si riflettono anche sulla sessualità e ci si aspetta di “funzionare” come 20-30 anni prima, senza chiedere al/la partner le stimolazioni di cui si ha bisogno.

Quali sono le cause?

Quando è presente una disfunzione sessuale, il miglior approccio per fronteggiarla resta sempre tenere in considerazione possibili fattori organici quanto psicologici. In caso di eiaculazione ritardata, la visita medica è necessaria per escludere o stabilire un’eziologia dovuta ad anomalie genitali congenite, disturbi neurologici o endocrini. Ulteriori cause organiche comprendono interventi chirurgici, l’effetto di farmaci e sostanze stupefacenti o alcol. Parallelamente un percorso di consulenza o terapia sessuologica può aiutare a far luce su conflitti psichici o relazionali, come sensi di colpa e ansia associati al sesso, traumi, dubbi circa l’orientamento sessuale, scarsa comunicazione e intimità nella coppia, sentimenti di vergogna rispetto alle proprie fantasie sessuali. Capita di frequente che si arrivi in consultazione quando la disfunzione compromette la possibilità di concepire un figlio: in alcuni casi il disturbo può essere dato proprio dalla paura del concepimento, più o meno inconsapevole, e proprio attraverso l’impossibilità ad eiaculare l’individuo si “protegge” da questa eventualità.

Questa disfunzione non è diffusa solo tra persone eterosessuali, anzi, la maggiore frequenza della difficoltà ad eiaculare risulta essere presente nei maschi omosessuali, ma sono altre le variabili che contribuiscono allo sviluppo e al mantenimento della difficoltà, come ad esempio elevati livelli di stigma sessuale interiorizzato.

Che cosa succede?

È comune che negli uomini con eiaculazione ritardata si presenti il fenomeno dello “spectatoring”, cioè pensieri intrusivi di auto-osservazione durante il sesso, per cui la persona “si guarda” dall’esterno mentre ha un rapporto, distaccandosi emotivamente da ciò che sta vivendo. L’ansia può giocare un ruolo ben preciso in qualsiasi difficoltà sessuale e favorire lo spostamento automatico dell’attenzione dai pensieri erotici che aumenterebbero l’eccitazione ad altre immagini o pensieri. Tutto questo va a influire sulle sensazioni di piacere, che possono diminuire o risultare assenti, nonostante si mantenga l’erezione.

Difficoltà nel raggiungimento dell’orgasmo e dell’eiaculazione sono inoltre correlate, talvolta, a particolari stili di masturbazione: velocità, pressione, durata, situazione, postura e posizione del corpo preferiti durante l’autoerotismo non si riescono a ripetere nello stesso identico modo nel rapporto a due, indipendentemente dall’attività che si pratica (masturbazione, sesso orale, penetrazione). Tali modalità possono anche essere la causa di eritemi e irritazioni genitali, ma gli individui spesso provano imbarazzo nel parlarne sia con il medico sia con il partner.

E il partner? Cosa Fare?

Comunicare apertamente con il partner risulta sempre essere un buon punto di partenza per affrontare le difficoltà sessuali, che quasi sempre hanno un impatto su entrambi i membri della coppia. In particolare, quando si parla di orgasmo, l’altro può sperimentare sentimenti di inadeguatezza e porsi domande circa la propria attrattività. Se all’inizio, infatti, l’eiaculazione ritardata non viene percepita come un problema, può comunque diventare “scomoda” in un secondo momento, se i rapporti risultano troppo lunghi, vengono avvertiti come noiosi o provocano dolore. Il presupposto per una buona sessualità è che questa non diventi una “prova” per misurare attrattività, capacità orgasmica, qualità della relazione e quant’altro. Se la disfunzione influisce su altri aspetti di vita e relazionali del singolo o della coppia, è importante chiedere un supporto psico-sessuologico.

Il modo con cui la difficoltà si presenta può variare notevolmente. Soffermarsi su ciò che facilita il piacere può essere d’aiuto per evitare ripercussioni sul desiderio sessuale. È utile notare se ci sono delle differenze rispetto a momenti, situazioni o attività specifiche: può essere più difficile raggiungere l’orgasmo nella penetrazione rispetto ad altre attività, oppure nel rapporto a due piuttosto che nella masturbazione. Alcune volte, dopo primi periodi di sperimentazione, l’aspetto giocoso della sessualità viene a mancare ma esso ha il potenziale di far emergere  e scoprire nuove modalità e sensazioni di piacere, che forse non porteranno direttamente all’orgasmo, ma aumenteranno la soddisfazione sessuale.

 

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