Psicologi

Il contratto nel lavoro con i bambini. Una riflessione clinica

Lavorare con i bambini sollecita molteplici aspetti della pratica clinica. E’ importante leggere i processi che coinvolgono il sistema familiare, cogliere i ruoli dei vari membri e come questi sostengono gli aspetti disfunzionali con cui il bambino, e con lui la famiglia, ci chiedono aiuto.

Il contratto con i bambini

Come con gli adulti, anche con i bambini è importante un approccio contrattuale: definire sì l’obiettivo ultimo del percorso ed anche, di volta in volta, cosa faremo e come. Nell’incontro con la famiglia ed il bambino chiarisco che il segreto professionale ha ugual valore nel lavoro con i bambini e che, di volta in volta, concorderemo appuntamenti in cui fare il punto del percorso. Generalmente, concordo prima con il bambino cosa e come raccontare ai genitori. Ci sono bambini che ad ogni incontro chiedono energici “questo lo diciamo alla mamma?” ed altri che decidono di condividere in modo criptico i propri successi.

Definire l’obiettivo del lavoro

Il linguaggio, naturalmente adattato all’età e al livello di sviluppo del bambino, rappresenta solo uno dei canali su cui investire: nel lavoro con i bambini il canale corporeo (attraverso il gioco, i disegni, la manipolazione di oggetti come il didò) ed immaginativo (costruzione di storie, anche attraverso l’ausilio di oggetti) rappresentano di certo canali privilegiati. Avere chiaro questo, ci aiuta a considerare i diversi messaggi che il bambino può trasmetterci, valutandoli in modo completo.

Soprattutto con i bambini diventa impensabile trascurare questi canali se stiamo concordando (contrattando) con loro un’attività (obiettivo). L’occhio clinico dovrà cogliere con particolare attenzione eventuali incongruenze e scegliere il canale d’accesso privilegiato attraverso cui esplorare e chiarire.

Contratto o… contratti?

Se è assolutamente vero che il Contratto, inteso come

“… esplicito impegno bilaterale per un ben definito corso d’azione” Berne, 1966

è uno, modificabile, nel corso della psicoterapia, per meglio adattarsi ai cambiamenti in atto (ridefinire un nuovo Contratto quando quello in precedenza è valutato come raggiunto, ad esempio) nel lavoro con i bambini ritengo siano presenti più  contratti.

Difatti, l’approccio contrattuale è l’anima del lavoro con i bambini: pensate a domande come “Vuoi fare questo gioco?” oppure “Posso avvicinarmi?” ed anche “Posso vedere il tuo disegno?”. Stimolano il bambino a rendersi parte attiva nel processo, definendosi. E permettono al Clinico, in una cornice di Protezione e di Rispetto, di stabilire una buona Allenza nel lavoro di terapia co-costruendo il Contratto.

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dr.ssa Laura Chirico

Psicologa, Psicoterapeuta. Lavoro con l'età evolutiva (disturbi del neurosviluppo e psichiatrici) e con gli adulti, occupandomi prevaletemente di disturbi di personalità e disturbi dell'umore. "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (M. Proust)

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