Processi cognitivi

La piccola fiammiferaia: il mind-wandering come difesa dall’angoscia

piccola fiammiferaiaTutti i grandi della psicologa hanno utilizzato la mitologia per spiegare il funzionamento della psiche. La favola è la sorella umile della mitologia, ma ha la stessa potenza nel mostrare i processi psicologici più profondi, quelli che spesso vogliamo negare. Come ad esempio l’invidia materna in Biancaneve o la crudeltà genitoriale in Hansel e Gretel.

È questo il motivo per cui le favole egiziane, indiane, le fiabe di Esopo e di Fedro, quelle popolari raccolte da La Fontaine, dai fratelli Grimm e da Calvino e quelle più moderne come le fiabe di Handersen o di Collodi hanno resistito per secoli e continuano ad affascinarci.

Una delle più celebri favole di Hans Christian Andersen è La piccola fiammiferaia. Se non l’avete mai letta cliccate qui.

Sono molti i processi psicologici che vengono messi in luce in questa favola, ad esempio il meccanismo di ricompensa tipico delle dipendenze patologiche (“Ancora uno!” disse la bambina) o la compulsione nevrotica a scaldarsi con cose che non riscaldano («Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi» diceva Einstein).

In questo articolo esploreremo insieme alla Piccola Fiammiferaia il meccanismo psicologico del “mind-wandering”.

Il mind-wandering della Piccola Fiammiferaia

Il mind-wandering indica l’attività del daydreaming, il fantasticare e il vagare con la fantasia in mondi inventati. La Piccola Fiammiferaia vive in una realtà ostile ed angosciante: è una minorenne costretta ad elemosinare. I genitori sono violenti e trascuranti, la picchiano se non guadagna abbastanza e la mandano in mezzo alla neve con pochi stracci e un paio di pantofole lise. La bambina non ha nessuno a cui chiedere aiuto: per strada non ci sono passanti, non ha amici, non ha parenti. Per un bambino il riferimento di protezione e nutrimento, fisico e psicologico, sono i genitori ma in questo caso proprio loro sono la principale fonte di sofferenza.

Per difendersi da questa angoscia la bambina attua il mind-wandering, si rifugia in un mondo fatto di oche arrosto, alberi di Natale scintillanti, banchetti ma soprattutto allunga le braccia verso la nonna, l’unica relazione in cui ha sperimentato affetto, benevolenza e riconoscimento.

Il sognare ad occhi aperti non è patologico di per sé. Esplorare la fantasia può aiutarci a comprendere meglio quali sono i nostri desideri e a provare diverse versioni di noi stessi. Ma nutrire questo mondo parallelo può anche togliere energie nel trovare strategie di coping efficaci e dal costruire la nostra vita nel qui-e-ora. Nelle persone con sindrome di Asperger, ad esempio, è comune dedicarsi a romanzi, giochi fantasy, letteratura di epoche passate o fantascientifiche etc. Rifugiarsi in “un mondo tutto loro” è un modo per proteggersi dalla sensazione di esclusione e di incomprensione.

Come gestire il mind-wandering

Anche a noi può capitare di trovarci in situazioni angosciante e dolorose, sentendoci abbandonati e impotenti rispetto ad una realtà ostile e dolorosa. Nei momenti che che richiedono particolare concentrazione vagare con la mente aiuta a trovare in modo più lucido le soluzioni. Il mind-wandering può essere usato anche come balsamo per alleviare la sensazione di angoscia opprimente sul momento. Ma può diventare una droga. Il mondo alternativo diventa sempre più vorace e ci svuota dall’interno.

In alcuni momenti abbiamo l’impressione – anzi no, abbiamo la sicurezza – di essere bambini abbandonati e inermi come la Piccola Fiammiferaia. Questo accade perché il nostro Stato dell’Io Bambino “sequestra” lo Stato dell’Io Adulto per cui vediamo, percepiamo e pensiamo il mondo proprio come lo vedevamo da bambini. In Analisi Transazionale questo processo si chiama “contaminazione”.

A differenza di quando eravamo bambini, noi oggi abbiamo risorse da utilizzare e possiamo attuare strategie di coping più efficaci del mind-wandering. Solo che dimentichiamo di essere Adulti. Un buon percorso di crescita psicologica ci porta a riscoprire che abbiamo Potere sulla realtà, che sia tanto o poco non importa, anche fosse estremamente limitato, possiamo scegliere di esercitarlo.

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dr Christian Giordano

Ideatore e Fondatore a Centro Psike
Psicologo, Psicoterapeuta, terapista sessuale e di Coppia, esperto in analisi transazionale e perizia grafologica. Mi occupo di disturbi di personalità, problemi sessuali, depressione e ansia. Nel mio studio accolgo ogni paziente con calore, rispetto e assenza di giudizio. Sono convinto che ogni persona può cambiare e migliorare sé stessa.

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