Processi cognitivi

Perfezionismo patologico: quando l’aspirazione al meglio diventa una gabbia

“Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono.”, sosteneva Aristotele. Tuttavia, tanto nella mia vita quotidiana quanto nel lavoro con i miei pazienti mi rendo sempre più conto di come il mondo interno di molti di noi sia abitato da un utopico desiderio di perfezione. Perché?

Perché aspiriamo alla perfezione                                                

L’aspirazione ad essere perfetti affonda le sue radici in un intricato intreccio di fattori sociali e psicologici. Veniamo costantemente bombardati da immagini di corpi, oggetti, vite perfette ai quali siamo chiamati ad assomigliare per essere socialmente riconosciuti come dotati di valore. All’interno di questa narrazione collettiva si inseriscono, poi, le nostre storie personali, in cui il desiderio di essere perfetti si lega al bisogno di assicurarci la vicinanza e l’affetto dei nostri genitori.

Secondo l’Analisi Transazionale, infatti, sin da bambino ognuno di noi riceve dei messaggi su cosa non dovrebbe (ingiunzioni) o dovrebbe (controingiunzioni) fare per “guadagnarsi” il loro amore e la loro cure. Si tratta di messaggi di accettazione ed amore condizionati, per lo più inconsapevoli, ai quali, vista l’importanza che ha per noi la relazione con loro, non possiamo rimanere indifferenti.

Se siete persone perfezioniste, quindi, è molto probabile che da bambini abbiate risposto positivamente alla controingiunzione “Sii Perfetto”, aderendo agli elevatissimi standard di perfezione proposti dai vostri genitori ed ora, nonostante siate cresciuti, continuate ad inseguirli, nella convinzione che il vostro valore personale derivi dal fare qualsiasi cosa perfettamente.

Questa aspirazione, se da un lato fornisce la spinta motivazionale per impegnarsi al meglio e raggiungere risultati insperabili per altre persone, può diventare una gabbia. Vediamo come.

Quando il perfezionismo diventa una gabbia

Tralasciando per il momento i casi in cui il perfezionismo assume i connotati di un disturbo psicologico (vedi Disturbo Ossessivo Compulsivo di Personalità ), in generale possiamo dire che quando il desiderio di fare le cose perfettamente diventa un bisogno di essere perfetti a tutti i costi e in qualsiasi occasione, è assai probabile che ne siamo rimasti intrappolati. Per capire se siete entrati nella gabbia del perfezionismo potete prendere in considerazione i seguenti aspetti:

  • Vi spaventa la possibilità di commettere errori: dal momento che sbagliare significherebbe dimostrare di non essere perfetti, la possibilità di commettere un solo errore equivale ad un fallimento personale;
  • Tendete a rimandare: se tendete a rimandare i vostri impegni, a fare le cose all’ultimo momento probabilmente è perché avete così tanta paura di essere giudicati, nel caso in cui non foste perfetti, da rimandare il più possibile il momento in cui vi confronterete con questa eventualità;
  • Impiegate il doppio del tempo e fate il doppio della fatica nel portare avanti un progetto rispetto alle altre persone: di solito le persone perfezioniste tendono a prestare molta attenzione ai dettagli e faticano a stabilire un ordine di priorità: tutto diventa ugualmente importante e richiede la medesima cura, anche le cose che per altre persone risultano secondarie. Questo richiede un notevole impiego di tempo ed energia;
  • Tendete a concentrarvi sui difetti: dato che gli errori e i difetti rappresentano per voi una mancanza imperdonabile, tendete a concentrarvi molto sugli aspetti negativi di ciò che state facendo o della situazione che state vivendo;
  • Tendete a non rispettare le scadenze: proprio in virtù dei comportamenti elencati sopra, spesso vi capita di non rispettare le scadenze ed avere dei risultati inferiori rispetto a quelli che potreste ottenere, in virtù delle vostre possibilità, con una migliore gestione del tempo e delle vostre energie;
  • Non riuscite a godere dei vostri successi: per le persone eccessivamente perfezioniste nessun risultato è mai pienamente soddisfacente, poiché tendono ad ideali di perfezione irraggiungibili;

Come uscire dalla gabbia del perfezionismo

Secondo l’Analisi Transazionale il modo migliore per liberarsi di una controingiunzione limitante è quello di darsi un permesso o autorizzazione: se il messaggio sottostante al Sii Perfetto è “sei ok solo se sei perfetto”, quello che avete da dirvi per liberarvene è: “sei abbastanza bravo così come sei”.

Per fare questo è importante sia volersi bene nonostante e per le proprie fragilità e difetti, sia imparare a godere dei propri successi: festeggiatevi per le vostre piccoli e grandi vittorie, ve le siete guadagnate, e sono vostre.


Caizzi, C. Bove, S.“La controingiunzione Sii Perfetto e Gli Stati Dell’Io Sè”, in “Psicologia, Psicoterapia e Salute”, Aprile 2004, Vo.10 No.1, 87-96

Lingiardi, V. (2004). La personalità ei suoi disturbi: lezioni di psicopatologia dinamica. Il saggiatore.

Psicologia Psicoterapia e Salute, 2003, Vol. 10, No. 1, 85 – 94. La contoingiunzione Sii Perfetto e gli Stati dell’Io Sé Cristina Caizzi,CTA, Silvana Bove PTSTA, P. Scilligo, CTA IFREP, Roma

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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