Relazioni

“È solo una battuta!”. Aggressività e umorismo nella comunicazione di coppia

Vi è mai capitato di vedere coppie che per la maggior parte del tempo comunicano tramite battute? Nei casi migliori entrambi ridono allegramente, non si prendono mai sul serio, trovano sempre finali simpatici ad ogni scambio. Nei casi peggiori, le battute si trasformano in punzecchiature e ridicolizzazioni reciproche sfociando nel sarcasmo.

Umorismo costruttivo e umorismo distruttivo

L’umorismo può avere una funzione costruttiva o una distruttiva. Ridere abbassa i livelli di cortisolo e aumenta le endorfine, ridere insieme avvicina le persone, distende la comunicazione, ci fa percepire come non-minaccia e predispone positivamente all’ascolto. Quando nella coppia il meccanismo della risata è basato sul sottolineare i difetti e le mancanze dell’altro (punzecchiare), sulla svalutazione e sulla ridicolizzazione dell’altro allora si ride da soli o al limite il/la partner ride con un “riso amaro”, che anche mimicamente somiglia ad una smorfia di dolore. È umorismo se si ride in due; quando si diverte uno solo si chiama sadismo.

La maggior parte delle persone non si rende conto del contenuto aggressivo e ostile del “punzecchiare”. Punzecchiare ha come scopo far soffrire l’altro. Se pungi fai sanguinare. Le “battute” sono piccole punture, ma pur sempre punture. Non c’è un “punzecchiare amichevole” o affettuoso.

Ma il contenuto sadico del “fare battutine” è per definizione sconosciuto all’aggressore che grazie al meccanismo della minimizzazione maschera l’ostilità con la simpatia e si autoassolve.

La stessa cosa vale per l’auto-ironia. Non sempre ridere di sé è un meccanismo di difesa maturo e ha il valore positivo dell’autodistanziamento, spesso si tratta di auto-aggressione. Ma in questo articolo mi concentro solo alla comunicazione di coppia, per cui non svilupperò questo aspetto dell’umorismo.

A che serve il sarcasmo nella coppia?

Fondamentalmente, l’umorismo consente di dire senza prendersi la responsabilità di aver detto. Un po’ come avviene nei comportamenti passivo-aggressivi. Possiamo identificare alcuni tipi di vantaggi nell’utilizzo dell’umorismo:

  • L’umorismo costruttivo serve ad evitare escalation negative ricollocando gli eventi in una prospettiva più realistica. Quando ad esempio la partner è posseduta dal proprio fantasma della gelosia, un «È vero, ti tradisco con ogni femmina che incontro, ultimamente sto facendo qualche pensierino anche sulla gatta dei vicini» può aiutare il partner a considerare gli eventi da un’altra prospettiva e comprendere quella che in Analisi Transazionale viene chiamata “contaminazione dell’Adulto”.
  • Nell’umorismo costruttivo, la battuta serve a non esporsi completamente e quindi a creare intimità ma proteggendosi dall’intimità. Ad esempio dicendo al partner in modo teatrale: «Lo sai che senza te la mia vita sarebbe perduta e vivrei in una landa di coyote e avvoltoi?» si afferma un aspetto che mostra i propri sentimenti più intimi, ma poiché ci si sente vulnerabili  si utilizzano gestualità e intonazione caricaturali per proteggersi.
  • L’umorismo costruttivo serve a smorzare i conflitti, ogni scambio che può potenzialmente portare ad una discussione viene annullato da una battuta o dal tono scanzonato. Un po’ come fanno i cani che si mettono a pancia in su.

Il messaggio implicito nel secondo esempio è: «Non prendere troppo sul serio i miei sentimenti altrimenti poi devo fare l’adulto e io non sono in grado di essere adulto». Nel terzo esempio il messaggio implicito è «Perdonami, dai, non prendermi troppo sul serio, perché io non so fare sul serio». In entrambi i casi si nasconde una autosvalutazione, non ci si sente “in grado di”. Berne accenna a questo comportamento parlando del Gioco del “Goffo pasticcione”.

  • Nell’umorismo distruttivo la battuta è una stroke negativa (vedi l’articolo “Fatevi una carezza!“). È il modo di essere intimi che abbiamo appreso da bambini in famiglia. Tant’è che quando ci fanno una stroke positiva (un complimento, una lode, un gesto affettuoso) la sentiamo poco autentico. Non è familiare. Lo stesso vale per noi, che ci sentiamo “smielati”, “falsi”, “artificiali” a dire frasi tenere o fare complimenti. Meglio dire alla partner «Sei vestita come una befana anche oggi» piuttosto che dirle quanto la apprezziamo, perché tanto lei sa che lo diciamo con affetto. Molte coppie sentono la necessità di punzecchiarsi (e quindi svalutarsi) costantemente. Anzi, credono che se il loro dialogo non è farcito di continue svalutazioni e punzecchiature non è vero né stimolante.

Vi sarà venuto in mente il detto: «L’amore non è bello se non è litigarello». Eh no: litigare nella coppia è normale e permette la crescita. Ma solo se si sa litigare. E solo se le liti sono sporadiche. La lite, anche se ha un valore positivo, è comunque un’aggressione. Se la coppia ricorre ad essa costantemente l’amore non è “più bello” manco per niente. Imporsi sull’altro senza ascoltarsi e vomitandogli addosso ogni emozione non è amore. E utilizzare “litigarello” per non dire “conflittuale” non lo rende meno aggressivo.

Il gioco dell’umorismo distruttivo

  • «Ti ho detto brutta cicciona, ma stavo scherzando! Eh, non si può fare una battuta con te!».
  • «Ah perché Architettura è una laurea? E da quando fare l’architetto è un lavoro? Eh, certo che sei permaloso eh? Stavo a giocà, prendi subito d’aceto! Ok, lo avrò ripetuto due-trecento volte, ma è un gioco, dai!»
  • «Ok, ho scritto che sei un’incapace in cucina, ma ci ho messo l’emoticon che sorride 🙂 sei proprio pesante, eh»

Ognuno di voi se è sveglio saprà fare altri 100 o 1.000 esempi come questi. Se ci fate caso, lo schema utilizzato è sempre il medesimo: dietro il messaggio “sociale”, simpatico e ironico della comunicazione (cioè quello esplicito) si nasconde il messaggio “psicologico” (implicito) di tipo aggressivo e distruttivo.

Il tutto viene blindato con un nodo scorsoio: se ti offendi sei nel torto.

Avviene quello che in Analisi Transazionale nella Formula dei Giochi e nel Triangolo Drammatico viene chiamato “incrocio”: l’Aggressore diventa Vittima e la Vittima viene presentata come Persecutore. Ti offendi, sei permaloso, sei rigido, non sai stare al gioco, sei pesante etc. Sei nel torto, perché hai osato scoprire le carte e mostrare in modo esplicito ciò che era e doveva rimanere implicito.

È solo una battuta. È solo “litigarello”. Perché vuoi rompere l’equilibrio su cui è costruito l’intera vita relazionale? Perché non vuoi stare al gioco? Poco importa che in psicologia il Gioco relazionale ha come risultato lo sperimentare emozioni spiacevoli e infruttuose. Poco importa che il Gioco sia uno strumento del copione che conferma la non-okness (“io non ok – tu non ok” o “io ok – tu non ok”).

In questo Gioco assumiamo diversi ruoli. Gli Stati dell’Io (Genitore – Adulto – Bambino) tecnicamente non sono ruoli ma per semplicità diciamo che:

  • nella coppia in cui entrambi usano l’umorismo per comunicare lo scambio è di tipo Bambino – Bambino (umorismo costruttivo) oppure Genitore Genitore (umorismo distruttivo);
  • quando uno dei due usa l’umorismo e l’altro rimane serio o spazientito si hanno transazioni di tipo Bambino – Genitore.

L’obiettivo è avere uno scambio prevalentemente di tipo Adulto – Adulto (l’Adulto non è un computer, un Adulto funzionante si diverte, gioca, ride, esprime gioia, felicità tenerezza etc. ma lo fa in modo Adulto).

Ridete di più, aggreditevi di meno

Ridere insieme, far ridere la/il partner, ridere della propria coppia e delle sue idiosincrasie è un sintomo di salute di coppia. Ma l’umorismo positivo è possibile solo a patto che ci sia un dialogo aperto e sincero tra i partner, perché chi usa l’umorismo distruttivo non si accorge della propria carica aggressiva e tende a svalutare anche il fatto che il partner si senta ferito o amareggiato o intimorito dalle “battute” dell’altro.

E allora che aspettate? Iniziate a giocare e a ridere di più con il/la partner e mantenete un canale costante di ascolto per comprendere se state innaffiando o state calpestando.

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dr Christian Giordano

Ideatore e Fondatore a Centro Psike
Psicologo, Psicoterapeuta, terapista sessuale e di Coppia, esperto in analisi transazionale e perizia grafologica. Mi occupo di disturbi di personalità, problemi sessuali, depressione e ansia. Nel mio studio accolgo ogni paziente con calore, rispetto e assenza di giudizio. Sono convinto che ogni persona può cambiare e migliorare sé stessa.

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