Età evolutiva

Mamma rompe? Io mi difendo!

La teoria dell’attaccamento e il successivo Modello Dinamico Maturativo di Patricia M. Crittenden permette la descrizione, attraverso un’osservazione strutturata, delle dinamiche relazionali che si instaurano tra i genitori e un bambino. L’articolo si propone di descrivere alcuni stili di protezione del sé che un bambino “sceglie” in base alle sue caratteristiche temperamentali e all’interazione con un genitore.

STRATEGIE A, B o C?

Partiamo dalle strategie più funzionali per il benessere dell’individuo, le strategie B.

Strategie B:

I bambini che utilizzano una strategia di Tipo B comporta una integrazione equilibrata tra informazioni cognitive (ad es. nessi causa/effetto) e stati affettivi. Mostrano un’ampia gamma di comportamenti e si caratterizzano per avere un’elevata adattabilità all’ambiente protettiva per sé. Lo stile comunicativo è diretto, negoziano i disaccordi, e trovano dei compromessi soddisfacenti per entrambe le parti. Tendono a distorcere pochissimo le informazioni cognitive e affettive, specialmente non con se stessi.

Strategie A:

I bambini con strategie di Tipo A tendono ad utilizzare principalmente informazioni di tipo cognitivo a scapito di quelle affettive. Si basano su contingenze prevedibili inibendo gli stati affettivi negativi. Tendenzialmente sono bambini responsabili e prevedibili, obbedienti e che tendono a prendersi cura degli stessi genitori. La modalità di relazionarsi con gli altri può risultare fredda e in alcuni casi distanziante. Sembrano essere persone autosufficienti tendendo per lo più a non fare affidamento sull’altro, ritenuto spesso pericoloso. Le strategie hanno lo scopo di controllare e rendere prevedibile l’ambiente. In età adulta potrebbero svilupparsi disturbi d’ansia.

Strategie C:

I bambini con strategie di Tipo C hanno la tendenza a manipolare l’ambiente attraverso l’utilizzo massiccio degli stati affettivi. La strategia consiste nell’alternanza delle manifestazioni di stati affettivi negativi misti per attrarre l’attenzione e manipolare i sentimenti e le risposte altrui. I soggetti di tipo C possono alternare agiti aggressivi verso l’altro e finta incapacità con lo scopo di attirare le altre persone. L’alternanza di questi stati affettivi, percepiti come pervasivi e di forte intensità, possono portare in età adulta a disturbi dell’umore.


Lambruschi F. & Muratori P. (2014). Psicopatologia e psicoterapia dei disturbi della condotta, Carocci.

Lambruschi F. & Lionetti F. (2017). La genitorialità, Strumenti di valutazione e interventi di sostegno, Carocci.

 

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Psicologo, Psicoterapeuta dell'età evolutiva specializzato nei disturbi del comportamento. Mi occupo della valutazione, diagnosi e riabilitazione di bambini con disturbi del comportamento e delle famiglie che hanno difficoltà a gestire i propri figli con diagnosi di ADHD e disturbi del comportamento esternalizzante in generale.

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