Relazioni

Tutti a dieta

La maggior parte di noi ha seguito almeno una dieta “lampo” in vita sua.

Sopratutto con l’arrivo della bella stagione, in cui non ci sono più tanti strati di abiti a camuffare o nascondere le nostre fattezze e in previsione della tanto temuta prova costume, ci improvvisiamo seguaci dei maghi del dimagrimento: tutti in forma e in poco tempo!

Ha funzionato? Con molta probabilità no. O perlomeno non ha portato a risultati duraturi, pagando magari lo scotto di vedersi dopo qualche settimana peggio di prima.
Sappiamo benissimo tutti, che la maggior parte delle pillole per dimagrire, possono creare altri danni; che le creme dimagranti, rassodanti, snellenti e anti..etc, almeno nel tempo limite che “ci diamo” per tornare in forma, alla fine non danno il miracolo tanto atteso; e che tutti gli attrezzi che ci propinano per sudare, tonificare, rassodare, alla fine dopo meno di un mese diventano dei bei soprammobili!

Perché un certo tipo di dieta non funziona

Una cosa chiara è che, nell’ immaginario collettivo, “mettersi a dieta” equivale a porsi dei limiti che contrastano con il desiderio quotidiano di libertà. Si innesca un conflitto e tocca a noi uscire dal conflitto.

Cosa vuol dire? Semplicemente che nel momento stesso in cui decidiamo che dal “lunedi X” saremo a dieta, iniziamo a sentirci in una gabbia, vincolati a dei limiti che non ci permetteranno più di fare come desideriamo. Ed ecco che nell’ esatto momento in cui avremo consumato il nostro “pasto dietetico”, saremo lì con la fame più nera e con la voglia di mangiare ancora, ancora e ancora.
Magari nei giorni di “non dieta”, presi pure dai mille impegni e da obiettivi da portare a termine, capita di dimenticare un pasto, di saltarlo per mancanza di tempo oppure di mangiare un frutto al volo e via. Eppure in quel frangente non sentiamo nulla, nessuna fame. Semplicemente siamo presi da altro e non ci pensiamo.
Perché allora quando stabiliamo il giorno X, accade? E niente, è una questione psicologica. Anche qui c’entra la psicologia, direte voi? Certamente cari lettori. Il conflitto che si crea è nella nostra testa che da una parte dice: “sono in sovrappeso, brutto e non sto bene, devo seguire una dieta”; dall’ altro dice “vorrei mangiare di tutto, al diavolo la dieta”. Un dovere contro un piacere. Più in conflitto di così!

Se fossimo animati da forte motivazione e grande spirito di volontà, potremmo pure riuscirci. Ma poi arrivati al risultato sperato, ci porremmo il problema del mantenimento. Ed ecco ancora una dieta. E ritorna di nuovo il conflitto, ma stavolta saremo più deboli, nella maggior parte dei casi, perché stanchi di aver lottato con un grande conflitto la prima volta.

Le sane abitudini aiutano a vivere meglio e a stare meglio

La soluzione, in modo rapido, proprio non esiste. Esiste però la voglia di stare bene e in salute a cui si può fare appello. Star bene a tavola , mangiar bene e sano equivale ad adottare uno “stile di vita sano” a 360°.

Diverse persone, amanti della palestra e “fisicate”, mi hanno sempre ripetuto una sorta di mantra: gli addominali si fanno a tavola. Poi è chiaro: il conflitto va risolto e va trovato un accordo tra ciò che vogliamo davvero e ciò che ci farà star bene. E un’altra cosa è chiara, per perdere peso bisogna mangiare l’apporto nutrizionale che necessita al nostro organismo, non di più e non di meno. Sicuramente dedicarsi del tempo nel curare anche i pasti dietetici, renderli gradevoli e invitanti, aiuta ad eliminare la tristezza della parola dieta. E scegliere degli spezza – fame che sicuramente non potranno farci male.

È un cambiamento di stile di vita quello che serve, la “soluzione” che un po’ tutti cerchiamo. Bisogna volersi bene, e lo sappiamo, ma è necessario anche farlo! Si avranno così ripercussioni positive su tutti i fronti senza aver bisogno di matenimenti di alcun tipo. Perché uno stile di vita sano porta in sé benessere.

Non sono una nutrizionista per cui non starò qui a darvi diete o soluzioni per star bene in costume, ma se la scelta sarà quella dello star bene, sarà più semplice fare qualche sacrificio in nome della buona salute; e la buona salute va con la tavola, con il movimento e con il benessere della mente. Non arrabbiamoci, non intristiamoci e godiamo dei nostri piccoli risultati. Dopo ne arriveranno altri. Cerchiamo di goderci la vita.

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Psicologa, Psicoterapeuta, Analista Transazionale. Lunga esperienza nel campo delle disabilità. Conduce gruppi e seminari rivolti alla famiglia e alla sua organizzazione. Aree di intervento Relazionale.

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