Sesso

Sesso con lo stesso partner? Che noia! L’effetto Coolidge e come evitarlo

Fare sesso con la stessa donna o lo stesso uomo dopo un po’ toglie ogni eccitazione? Se ne parliamo al bar o durante un’apericena la risposta è: sì, certamente sì, sì senza alcun dubbio, ommioddio certo che sì.

Da un punto di vista psicologico dobbiamo tener conto di due basilari spinte umane: da una parte il bisogno di Stimolo (da cui l’effetto Coolidge), dall’altra il bisogno di Sicurezza (effetto Mera esposizione).

La noia e l’Effetto Coolidge

Gli esseri umani rifuggono la noia. Per questo, scriveva Eric Berne, l’uomo ha un bisogno di strutturare il tempo (Time Structure Hunger – per approfondire leggi il mio articolo Fame di struttura  e desiderio di relazione). Ecco perché, a livello relazionale, preferiamo piuttosto occupare il tempo passando ore ed ore a litigare, a discutere, a mettere il muso, a covare rancore, a criticare, a progettare vendetta piuttosto che annoiarci.

L’essere umano ha bisogno di stimoli. Quando una cosa viene ripetuta in modo monotono perde ogni piacevolezza. Gli esperimenti sugli animali confermano che questo vale anche nel sesso: se un topo maschio viene messo nella stessa gabbia con femmina ricettiva l’eccitazione e l’attività sessuali sono molto forti per poi calare gradualmente fino all’assenza di stimolazione. Se però si mette una nuova femmina nella gabbia, il topo ricomincia. Un comportamento simile, anche se con minore intensità, è stato osservato anche nelle femmine. Questo fenomeno si chiama effetto Coolidge e deve il suo nome ad un aneddoto:

Si narra che Calvin Coolidge, presidente degli Stati Uniti, visitò un giorno una piccola industria agricola insieme alla moglie, seguendo però due tour separati. Arrivati di fronte al recinto delle galline, la moglie del presidente chiese all’agricoltore: “Ma il gallo monta le galline una sola volta al giorno?” e il proprietario sorridendo le rispose: “Oh no, signora Coolidge, anche una dozzina di volte al giorno!”. Al che la moglie del presidente esclamò: “Eh ditelo a mio marito!”. Poi anche il presidente giunse durante la sua visita al recinto e anche lui interpellò l’agricoltore, ma dopo aver chiesto quante volte al giorno il gallo fecondasse le galline, domandò: “Ma ogni volta con la stessa gallina?” e si sentì rispondere: “No, ogni volta con una gallina diversa!”. Allora disse: “Eh ditelo a mia moglie!” (fonte: wikipedia)

Insomma, mangiare sempre la stessa minestra stufa. E poiché rifuggono la noia, uomini e donne sentono la spinta a cercare altri partner dai quali sentirsi stimolati. L’idea che la tendenza a cercare nuovi stimoli quando ci si sente annoiati appartenga solo al genere maschile è un misto di sessismo e vittimismo: la fame di stimolazione e di strutturazione del tempo riguarda tanto i maschi quanto le femmine.

Anche a livello cognitivo sappiamo che quando uno stimolo diventa eccessivamente abituale e familiare diventa sempre meno attraente e gradevole, secondo l’effetto della overexposure. Un jingle che inizialmente ci è simpatico se ci viene martellato dalla tv e dalla radio in continuazione dopo un po’ ci diventa indifferente o antipatico. Per cui andiamo a cercare un nuovo stimolo.

E quindi? Sdoganiamo il tradimento? No, il tradimento non c’entra nulla. E in ogni caso il compito di uno Psicologo non è quello di assolvere o condannare. Se avete pensato al tradimento, significa che vi siete immaginati la scena in cui voi non vi sentite più stimolati/e dal partner e di nascosto andate a fare sesso con altri/e. L’effetto Coolidge dice solo che quando lo stimolo è monotono scompare l’eccitazione. Il pensiero di restare in coppia e cercare stimolazioni di nascosto senza lasciare il partner l’avete aggiunto voi. Come mai avete pensato al tradimentoto? Uhm… Meglio fare due chiacchiere con il vostro Psicologo  😏.

Il bisogno di sicurezza: la Mera esposizione

C’è un bisogno altrettanto potente in noi esseri umani, oltre a quella che ci spinge a cercare continuamente nuovi stimoli ed è il bisogno di sicurezza, legato all’istinto di sopravvivenza. Fin dalla nascita il bambino manifesta la necessità di una Base Sicura. Le cose note ci fanno sentire al sicuro.

Dal punto di vista dei processi cognitivi, è noto ad esempio che basta la semplice esposizione ad uno stimolo per farcelo risultare via via più gradevole, perché si produce un effetto di familiarità con lo stimolo. Le ricerche di Zajonc sulla mere exposure ci spiegano perché certi volti in TV, certi prodotti o certe canzoni alla radio col tempo diventano piacevoli, anche se inizialmente li troviamo sgradevoli.

Noi esseri umani quindi, se da un lato siamo portati a procacciarci nuovi stimoli, siamo anche pigri e cerchiamo di ridurre al minimo le energie. Lo psicologo Richard Tahler ha vinto il Nobel proprio perché ha mostrato che facciamo scelte dettate dalla legge del minimo sforzo, scegliendo comportamenti di routine che cambiamo con molta fatica. Ancora una volta, le cose abituali sono più sicure.

A livello relazionale quindi la stessa minestra non sembra più così cattiva. La/il partner è la persona con cui abbiamo trascorso tempo, di cui conosciamo le abitudini e sappiamo prevedere le reazioni. Anche a livello sessuale conosciamo il suo corpo, ciò che piace e ciò che non piace.

Come evitare la noia sessuale nella coppia

Tu e la partner vi annoiate a letto? Tranquilli, non siete topi in gabbia o galline del Presidente. L’effetto Coolidge riguarda solamente la componente fisiologica della sessualità (il comportamento sessuale). Al topo nella gabbia non interessa come è la femmina, se è grassa, magra, vecchia, giovane, antipatica, simpatica, bella, brutta, sciocca, superficiale, colta… E, al di là della riproduzione, non ha nessun  altro interesse nell’attività sessuale. Per noi esseri umani invece il sesso è uno dei linguaggi con cui narriamo noi stessi. Nel sesso riversiamo paure, desideri, attese, bisogni di conferme, vicinanza, protezione, dedizione…

Un topo, in fondo, è sempre un topo; invece un uomo o una donna non sono mai lo stesso uomo e la stessa donna. Mai. Ogni mattina noi ci svegliamo e abbiamo a possibilità di scegliere che persone essere. Inoltre, come diceva l’orco Shrek, siamo come le cipolle, abbiamo tanti strati. Possiamo passare anni accanto ad una persona senza aver mai esaurito le parole, senza aver mai finito di scoprirla.

Se in una coppia ci si ritrova ad annoiarsi è perché ci si mostra solo negli strati più superficiali. O perché non si dà più a sé stessi o al/la partner il permesso di sperimentare, di essere diversi. In genere, nella mia pratica di terapia di coppia, sono vere entrambe le condizioni: da una parte la comunicazione è poco profonda e viziata da troppa ostilità e incomprensione, per cui la persona che abbiamo accanto diventa un estraneo e ci sembra sempre uguale. Senza sfumature. Prevedibile. In una parola: monotona.

Ecco allora che uno dei cambiamenti più efficaci da mettere in atto quando in coppia ci si sente annoiati è innanzitutto quello di chiedersi se stiamo dando per scontata l’altra persona e iniziare a modificare il dialogo per scoprire ciò che pensa, sente, desidera, teme. Per capire chi è la persona che abbiamo accanto oggi. E viceversa: chiediamoci se stiamo mostrando sempre lo stesso strato e facciamo in modo che l’altro/a possa vederci in tutte le nostre sfaccettature.

Un altro cambiamento deve sicuramente riguardare le abitudini: va bene il senso di sicurezza, ma ripetere di settimana in settimana, di anno in anno sempre le stesse routine non favorisce la scoperta. Le coppie cambiano nel momento in cui si mettono nella condizione di cambiare. Fate una lista delle cose che come coppia non avete fatto finora e… fatele! Fate un viaggio fuori programma. Un corso di tango o un weekend romantico… E a letto, smettete di fare sesso sempre nella stessa posizione, nello stesso lato del letto, nella stessa stanza, negli stessi orari. Aumentate il livello di intimità raccontandovi le vostre fantasie sessuali e iniziate a sperimentare. Senza caricarlo di aspettative o di chissà quali terribili conseguenze.  Il sesso è solo sesso, è un gioco. Non si gioca per vincere ma per divertirsi. Se non riuscite a comunicare e non riuscite a sperimentarvi iln modo nuovo, forse è meglio che vi facciate dare una mano da uno psicoterapeuta di coppia.

In conclusione, abbiamo bisogno sia di sicurezza che di stimolazione. Per cui, se volete vincere la noia sessuale: giocate!

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dr Christian Giordano

Ideatore e Fondatore a Centro Psike
Psicologo, Psicoterapeuta, terapista sessuale e di Coppia, esperto in analisi transazionale e perizia grafologica. Mi occupo di disturbi di personalità, problemi sessuali, depressione e ansia. Nel mio studio accolgo ogni paziente con calore, rispetto e assenza di giudizio. Sono convinto che ogni persona può cambiare e migliorare sé stessa.

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