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Operare in contesti organizzativi: l’utilità del contratto AT

Il concetto di contratto è, senza dubbio, uno dei più centrali nella filosofia e nella pratica dell’Analisi Transazionale. Berne lo definiva come “un impegno bilaterale esplicito per un corso d’azione ben definito”. Il contratto, quindi, definisce spazi, tempi e obiettivi all’interno del lavoro terapeutico. Stesso dicasi per chi, come terapeuta, opera all’interno di organizzazioni.

I livelli del contratto

In ogni contratto ritroviamo:

  • Contratto procedurale. Riguarda gli accordi sull’intervento a livello motivazionale, costo, durata ed eventuali vincoli legali. Il terapeuta che opera all’interno delle organizzazioni potrebbe domandarsi: quali sono gli strumenti che l’organizzazione mi fornisce? Quale il contesto entro cui opero? Ad esempio: gli orari di apertura del servizio, l’uso di materiale.
  • Contratto psicologico. Equivalgono alle motivazioni implicite del cliente e dell’organizzazione. Il terapeuta, indicava Berne, dovrebbe domandarsi: cosa potrebbe ostacolare l’efficacia del risultato? Ad esempio, l’organizzazione potrebbe implicitamente desiderare che il terapeuta sia rapido nei percorsi di cura, così da essere economico ed aumentare il numero di servizi offerti.
    Nel lavoro con le organizzazioni, Julia Hay suggerisce di aggiungere, a questo livello del contratto, il livello percettivo ed il livello politico. Il prima riguarda la modalità con cui vengono appunto percepite le relazioni. Il livello politico osserva il modo attraverso cui viene mostrato il potere all’interno dell’organizzazione, e non può trascendere dal contesto socio-politico e culturale circostante, soprattutto se osserviamo organizzazioni internazionali.
  • Contratto professionale. Riguarda gli accordi, tra il terapeuta e il cliente, circa l’obiettivo dell’intervento. A questo si affianca un accordo tra il terapeuta e l’organizzazione, circa l’obiettivo precedentemente definito (mission organizzativa). Il terapeuta potrebbe domandarsi: tenuto conto del contesto in cui opero e della richiesta del cliente, quale l’obiettivo da co-definire?

Contratti multipli

Se Fanita English definisce il contratto tra terapeuta-cliente ed organizzazione come “contratto a tre mani”, Julia Hay parla di “contratto multiplo”. Evidenzia come, particolamente per chi opera all’interno di organizzazioni (ma non solo), è necessario tener conto di tutte le parti coinvolte nel processo.

Ad esempio, esplorare le parti interne ed esterne che compongono l’organizzazione e come queste possono influire: ci sono aspettative sul lavoro?

Contratti con le organizzazioni

Risulta chiaro che un contratto con l’organizzazione è sempre un contratto multiplo ed a più livelli ovvero, per il terapeuta che opera in contesti organizzativi è necessario:

  • indagare gli interessi all’interno della pianificazione dell’intervento;
  • esaminare con cura il livello psicologico.

Tali passaggi sono imprescindibili per una buona pianificazione del trattamento ed un risultato efficace.


Cornell W. F., de Graaf A., Newton T., Thunnissen M., (2018), Dentro l’AT. Fondamenti e sviluppi dell’Analisi Transazionale, LAS, Roma

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dr.ssa Laura Chirico

Psicologa, Psicoterapeuta. Lavoro con l'età evolutiva (disturbi del neurosviluppo e psichiatrici) e con gli adulti, occupandomi prevaletemente di disturbi di personalità e disturbi dell'umore. "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (M. Proust)

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