Età evolutiva

Sei un genitore di un bambino con ADHD? Mettiti in gioco nel “parent training”!

Nell’ambito dell’intervento proposto oggi per il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (o ADHD) componente importante è anche il parent training (letteralmente “allenamento per i genitori”). Esso consiste in una serie incontri di consulenza, gestiti da uno psicologo, con genitori di bambini ed adolescenti con ADHD. L’idea di coinvolgere nell’intervento per questa sindrome, oltre ai piccoli pazienti, anche voi genitori è dovuta a varie ragioni: la famiglia è una risorsa importante per cercare di favorire comportamenti positivi e, proprio per questo, deve essere supportata e guidata nel mettere in atto strategie educative adeguate; il lavoro con il bambino singolo non è sufficiente affinché comportamenti appropriati siano appresi e messi in atto nel contesto domestico; l’istinto materno e paterno, ovvero la disponibilità di voi genitori ad affrontare le problematiche poste da vostro figlio, non è bastevole per arginare la disattenzione e/o l’iperattività, senza conoscere ed utilizzare gli strumenti adeguati per farlo; la presenza di tale disturbo nella famiglia può portare a relazioni disfunzionali tra i componenti, relazioni che, a loro volta, possono aggravare il profilo psicologico del bambino.

Nella letteratura esistono vari esempi di parent training, uno di questi è quello proposto in Italia da Vio, Marzocchi e Offredi. Questo intervento, finalizzato alla modificazione del comportamento dei genitori di bambini non cooperativi, oppositivi e aggressivi, si fonda sulla teoria dell’apprendimento sociale. Si prefigge, infatti, come scopo ultimo, che il genitore diventi un modello adeguato di comportamento per il figlio. Si tratta di un programma strutturato che prevede 9 incontri, di circa 2 ore ciascuno, da attuarsi ogni 10/15 giorni e che può essere realizzato sia con la singola coppia genitoriale che in un gruppo composto da genitori con figli con la stessa sindrome.

Il primo incontro è finalizzato a capire cos’è l’ADHD? È necessario, infatti, partire fornendo poche e scientifiche informazioni che permettano a voi genitori di interpretare, in termini realistici, il comportamento di vostro figlio e, di conseguenza, di cambiare il vostro modo di rapportarsi a lui. Le informazioni riguardano le caratteristiche sintomatologiche, l’incidenza, la prognosi e soprattutto l’eziologia del disturbo, in quanto, nonostante le sue accertate origini neurobiologiche, comportamenti inappropriati familiari, difficoltà in termini di funzionamento e di clima non fanno che acutizzare il problema. Allo stesso tempo, per strutturare un percorso il più possibile aderente alle particolari situazioni familiari, il professionista può presentare un caso prototipico in cui voi genitori potete individuare quei comportamenti presenti anche in vostro figlio. Per lo stesso scopo è importante anche raccogliere, tramite questionari, informazioni sulle caratteristiche sintomatologiche dei vostri bambini.

Il secondo incontro è focalizzato sulla preparazione dei genitori al cambiamento, infatti, prima di proporre nuove modalità per affrontare le difficoltà quotidiane che si hanno con il bambino, è necessario invitare voi genitori a riflettere sui pensieri e le azioni adottate fino a quel momento e rivelatesi inefficaci. I genitori di un bambino o adolescente con ADHD hanno solitamente convinzioni non realistiche sia relative al figlio (es. “è cocciuto”, “non cambierà mai”) che a loro stessi (es. “siamo genitori sfortunati”). Tali pensieri disfunzionali, dovuti solo a scarsa informazione e a mancata comprensione del problema, portano ad assumere comportamenti poco adeguati verso i propri figli. È frequente, infatti, il ricorrere più spesso a punizioni piuttosto che a gratificazioni, l’utilizzare pratiche disciplinari troppo rigide e comandi lunghi e confusi, tutti modi di agire che vanno ad esasperare le difficoltà di regolazione del comportamento nel piccolo e confermano, di conseguenza, ciò che i genitori pensano di lui, scatenando l’effetto di una profezia che si autoavvera.

Il terzo incontro è dedicato all’approccio alla complessità del problema, punto dal quale partire per poi sviluppare competenze di gestione dei problemi che possano aiutare voi genitori a vivere in maniera più proficua con i vostri figli. In questo momento la discussione si centra su cosa succede quando le caratteristiche tipiche dell’ADHD, che i vostri figli presentano, entrano in relazione con il vostro modo di agire e pensare. L’interazione fra questi elementi costituisce, infatti, spesso il luogo dei comportamenti problematici esibiti dal bambino. Solitamente si è portati a pensare che il comportamento del genitore sia una conseguenza di un atteggiamento del figlio, ma, cambiando prospettiva, si può riuscire a vedere come sia vero anche che il comportamento del figlio possa essere una reazione a qualcosa accaduto prima. Proprio per questo, i genitori vengono aiutati ad analizzare le situazioni problematiche, che si verificano con più frequenza nella relazione con il bambino, individuandone gli antecedenti (ciò che avviene immediatamente prima) e le conseguenze  (ciò che avviene immediatamente dopo) per evidenziare cosa può andare a facilitare il verificarsi dei comportamenti disfunzionali.

Il quarto incontro è finalizzato all’acquisizione di strategie educative che favoriscano l’autoregolazione, cioè che aiutino vostro figlio nella gestione adeguata dei propri comportamenti. Si comunica ai genitori l’importanza di creare un ambiente prevedibile, in cui il bambino possa sapere ciò che accadrà, mediante tre accorgimenti: instaurare delle routine; stabilire delle regole, come quelle relative all’ora della messa a letto o al modo di stare composti a tavola; offrire frequenti feedback al figlio, cioè dispensare gratificazioni o punizioni, in base alla qualità del comportamento emesso, spiegandone il motivo. In questo incontro ci si focalizza prevalentemente sulle gratificazioni, molto utili non solo per rinforzare comportamenti appropriati, ma anche per migliorare la relazione spesso turbolenta tra genitori e figli.

Il quinto e il sesto incontro sono finalizzati ad insegnare ai genitori come affrontare i comportamenti non adattivi del figlio. A tal proposito, è importante, innanzitutto, compilare un elenco di alcuni comportamenti indesiderati e ad essere il più possibile descrittivi e non generici nel farlo. Successivamente vanno distinti in base al loro diverso grado di gravità, suddividendoli in lievemente negativi, se sono solo disturbanti, o gravemente negativi, se possono causare un danno fisico o morale a persone o cose. Questo aiuta voi genitori a capire che i comportamenti indesiderabili dei vostri bambini non hanno sempre la stessa gravità e che, come tali, devono essere affrontati in maniera differente. Vengono, quindi, proposte tecniche adatte ai diversi gradi di gravità del comportamento.

Il settimo e ottavo incontro sono finalizzati a spiegare ai genitori come poter anticipare un comportamento disfunzionale del figlio e come essere modello di comportamento positivo, strategie utili oltre al rinforzare e punire comportamenti. Vengono fornite cinque autoistruzioni, che sono comandi linguistici da rivolgere a sé stesso per procedere in modo organizzato e coerente verso la soluzione di un problema:

  1. «devo capire la natura del problema e formulare l’obiettivo»;
  2. «devo identificare più soluzioni possibili»;
  3. «esamino le soluzioni prima individuate»;
  4. «formulo un piano di azione»;
  5. «verifico se l’obiettivo è stato raggiunto».

Durante gli incontri, i genitori sono invitati, a seguito di una situazione problematica proposta dal conduttore, a utilizzare questo percorso ragionativo. È importante che voi genitori impariate a scomporre e ad affrontare, mediante tali step, le situazioni complesse che possono innescare comportamenti inadeguati di vostro figlio, modificando in maniera attiva e preventiva l’andamento degli avvenimenti e non limitandovi a reagire alle azioni da lui impostate. È fondamentale anche che tale procedura non venga utilizzata solo nei casi di necessità, ma che diventi proprio parte integrante del vostro modo di ragionare e di comportarvi in tutte le circostanze quotidiane. Utilizzandola davanti a vostro figlio, magari scandendo i vari passaggi ad alta voce, gli fornirete un modello corretto di comportamento da adottare. Il bambino/adolescente con ADHD, che ha difficoltà a costruirsi un dialogo interno che guidi le sue azioni, assorbirà tale metodologia di risoluzione di problemi, che, con il tempo, può diventare automatica e gli permetterà di agire in modo più autoregolato.

L’ultimo incontro del counseling genitoriale è dedicato al bilancio dei cambiamenti ottenuti, riprendendo i questionari compilati nei primi incontri e confrontando le risposte date allora con la situazione attuale. Questo passaggio è importante perché permette di mettere a fuoco, rispetto a ciò che è rimasto immutato, quali possono essere le difficoltà e, riguardo a queste, ciò che può rappresentare una resistenza dei genitori o un aspetto del figlio particolarmente duro da modificare. Nell’ultimo incontro spesso i partecipanti mostrano anche un timore per il fatto che non avranno più una guida che li possa aiutare costantemente e, per questo, si riflette sugli obiettivi, a breve e a lungo termine, da fissare e si stabilisce un incontro di follow-up, a distanza di un paio di mesi, per fare il punto della situazione.

 


SINPIA – Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (2006). Linee guida per il DDAI e i DSA. Diagnosi e interventi per il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività e i Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Trento: Edizioni Erickson.

Vio, C., Marzocchi, G. M, & Offredi, F. (1999). Il bambino con Deficit di Attenzione/Iperattività. Diagnosi psicologica e formazione dei genitori. Trento: Edizioni Erickson.

The following two tabs change content below.
Psicologa e in formazione come psicoterapeuta. Ha esperienza teorica e lavorativa con i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ADHD, Disturbi dello Spettro Autistico, sia con gli individui direttamente interessati sia con quelli che gravitano intorno a loro (genitori ed insegnanti).

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.