Processi cognitivi

Sbrigati… Sforzati… Sii forte… Sii perfetto… Compiaci l’altro…

Avete mai avuto l’impressione di sentirvi sotto spinta? Forse vi sarà capitato di accorgervi di vivere con l’idea di dovervi sempre sbrigare, anche se fermandovi un momento vi siete resi conto che in fondo la fretta era una spinta interna, perché in realtà avreste potuto fare quel che avete fatto con tutta calma. Altre volte invece vi siete accorti, sempre autosservandovi che  finché non fate le cose nel modo che avete stabilito esser quello perfetto, è come se non poteste darvi il permesso di  rilassarvi.

Ecco, questi appena accennati, sono esempi che introducono a quelle che Eric Berne ha chiamato le “controingiunzioni“. Vediamo un po’ più nel dettaglio di cosa si tratta. È necessario però prima conoscere alcuni costrutti.

Gli Stati dell’Io

Eric Berne strutturò una teoria psicologica e sociale, fu il padre fondatore dell’Analisi Transazionale. Ebbe la felice intuizione di costruire un modello di funzionamento del nostro mondo interno, studiandone i complessi fenomeni, ma traducendoli in termini semplici come gli Stati dell’Io. Il nostro Io, il nostro mondo interno, è definibile come l’insieme di 3 Stati differenti, con funzioni diverse ed origini diverse.
Quelli di seguito riportati  sono gli Stati del nostro IO, concettualizzati da Eric Berne:

  • Lo Stato dell’Io GENITORE
  • Lo Stato dell’Io ADULTO
  • Lo Stato dell’Io BAMBINO

Lo Stato dell’Io GENITORE (G) è l’insieme di sentimenti, pensieri e comportamenti incorporati dai genitori reali e figure autorevoli. Lo Stato dell’Io ADULTO (A) è un insieme di sentimenti, pensieri e comportamenti coerenti con la situazione che stiamo vivendo nel qui ed ora. Lo Stato dell’Io BAMBINO (B) è un insieme di sentimenti, pensieri e comportamenti che risalgono alla nostra infanzia.

Le Controingiunzioni

Le Controingiunzioni o messaggi “Spinta”, sono messaggi che noi abbiamo introiettato senza rendercene conto, nell’inconsapevolezza quindi, dai nostri genitori. Questi messaggi, veicolati dal loro comportamente e dalle loro parole, provenivano dal loro Stato dell’IO GENITORE e diretti  al nostro Stato dell’IO BAMBINO dei bambini che eravamo.
Erano messaggi espliciti di natura restrittiva (“Sbrigati, non perder tempo, spicciati, devi esser forte…”) che abbiamo eseguito puntualmente e fatto nostri, senza metterli in discussione, come fossero dei veri e propri comandi, ai quali ancora oggi ci adeguiamo se non li passiamo in rassegna consapevolmente,  per decidere di agire diversamente se non più funzionali al benessere. Da bambini non avevamo scelta, ma oggi da adulti sì. Sono stati messaggi che rispecchiavano una posizione di “essere ok” condizionato (ovvero “vai bene solo se…”).
Le Controingiunzioni sono 5:

  • Compiaci
  • Dacci dentro
  • Sii forte
  • Spicciati/Sbrigati
  • Sii perfetto

Vediamole più nel dettaglio:

1. Compiaci

Descrive un modo di pensare, di sentire e di agire tipici della persona che ha un’immagine di sé che necessita di approvazione e di riconoscimento esterni per stare e sentirsi bene. Il proprio benessere emotivo e psichico è connesso al grado in cui la persona, con le proprie azioni, riesce a compiacere l’altro.

2. Dacci dentro

Riflette la convinzione che per riuscire nelle attività e nella vita in genere sia sempre necessario impegnarsi a fondo, a costo di sacrificare aree importanti della propria vita. Spesso indica la convinzione di non avere diritto a nulla di gratuito.

3. Sii forte

Indica la convinzione che è preferibile non rivelarsi vulnerabili emotivamente. Vengono evitati i comportamenti che implicano la capacità di lasciarsi andare e manifestare l’espressività affettiva come la gioia e il dolore.

4. Spicciati/Sbrigati

Indica un forte senso di disagio interno se si agisce con calma e senza fretta che spinge ad un comportamento frenetico.

5. Sii perfetto

Implica la convinzione che il proprio valore derivi dal fare ogni cosa secondo i criteri di perfezione a cui la persona ha aderito. Ad esempio può essere fonte di disagio e malessere fare le cose senza riguardo per i dettagli, trascurare alcuni particolari, lasciare una stanza in disordine.

Riflettere su queste CONTROINGIUNZIONI ci permette d’individuare facilmente il genitore da cui provenivano questi messaggi che noi abbiamo “incorporato”. La buona notizia è che oggi, mettendole a fuoco, possiamo decidere di darci permessi anziché restrizioni. Per esempio se abbiamo sentito che intuitivamente ci ha toccato la controingiunzione “sbrigati”, veicolata da uno o da entrambi i nostri genitori, oggi da adulti, quando ci accorgiamo che sentiamo dentro di noi questa spinta,  possiamo darci il nuovo e diverso permesso di prendermi il tempo che mi serve, anziché sbrigarmi.

Ecco alcuni ulteriori inviti alla riflessione:

  • Quale delle Controingiunzioni presentate riconoscete come vostre e che potrebbe far parte del vostro Stato dell’IO BAMBINO e veicolate al tempo dai vostri genitori?
  • Con quale impatto su di voi quando le usate come “spinte” ancora attuali?
  • Con quale impatto per voi nello stare in relazione con l’Altro?

Buona riflessione!

 


Berne E. (1964). A che gioco giochiamo? Milano: Bompiani

 

 

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