Relazioni

Quando i pilastri crollano

Un periodo storico quello che stiamo attraversando oserei definirlo “dei crolli”.

Nel senso più ampio del termine. Ultimamente crolla tutto dalle banche alle quotazioni in borsa, dai ponti alle strade, franano le montagne, straripano fiumi e mari e crolla il territorio; crollano i governi che si susseguono, crolla la pazienza della gente che vuole stare al passo con i tempi, ma non riesce ad ottenere i risultati sperati. Crollano tante speranze nelle ricerche mediche, su tante malattie, eppure muoiono così in tanti. Crollano i posti di lavoro, però dicono che l’Italia sia in ripresa.

Utilizzerò questo spunto per raccontare la storia di buoni ideali, di altruismo, di generosità. Non entrerò nei dettagli volutamente per preservare la privacy di una “grande famiglia” che si sta smembrando.

Un contesto che nasce più di 50 anni fa da un cuore buono e dall’ idea di un uomo. L’intento era di aiutare il prossimo, il debole e l’indifeso. Aiutarlo in un modo costruttivo, dandogli la possibilità di riscattarsi nella società, imparando un mestiere, provando a mettersi in gioco e cercando di farcela nonostante lo stigma dell’essere diverso lo segnasse.

Erano altri tempi. Le diversità si tenevano in casa tra i silenzi. Un uomo coraggioso come questo era visto un po’ folle. Qualcuno credette in lui. E gli aiuti arrivarono. Brava gente che vedeva lontano. Questa famiglia improvvisata iniziò ad ingrandirsi e ad occupare un posto nel mondo.
Nel contempo la società iniziava a correre ogni giorno un po’ di più per arrivare ai tempi di oggi dove “purtroppo” tutto è veloce. E non tutti riescono a stare a certi ritmi.

Chi nel passato si è confrontato con i propri limiti, mettendo a frutto le proprie risorse e capacità residue, la tanto nominata resilienza, è riuscito a tirare fuori il meglio di sé. Quasi arrivando ad annullare i limiti fisici da cui prima si sentivano condizionati. Chi in quell’epoca era un giovane uomo o una giovane donna, oggi avrà più o meno 70 anni racconta di fantastiche esperienze che ha vissuto in mezzo secolo.
Chi invece è entrato in questa grande famiglia più tardi, nei tempi moderni, si è scontrato inevitabilmente con cambiamenti dovuti alla società che corre. Tutto era ormai cadenzato, organizzato da qualcun altro che sapeva gestire certe situazioni. E ha potuto sperimentare di meno. Nutrendosi delle esperienze dei più anziani, ha creduto di non avere limiti.

E invece ne iniziavano dei nuovi. Quelli dati dal nuovo sistema che soppiantava il vecchio.

Quando qualcosa di bello funziona, capita di volerne fare parte. Se però gli ideali che hanno portato avanti questa grande famiglia non sono condivisi al 100%, ecco che qualcosa inizia a cambiare. Ognuno porta il proprio bagaglio e la voglia di lasciare un segno, ognuno vuol dire la sua, su come si organizza, come si amministra, su come si sta al mondo. Dimenticando che in origine tutto era basato sullo sviluppo delle capacità di ognuno.

Oggi tutto tecnologizzato, tutto al passo con la burocrazia, tutto organizzato. Tutti devono saper fare tutto. E ci si scontra nuovamente con i limiti.
Rimane il ricordo bello e salutare di chi ha fatto per gli altri e si è donato a gli altri, regalando un periodo in cui le diversità erano somiglianze.

Sono cambiati gli ideali, è cambiato il progetto di vita di questa grande famiglia. Forse tornando a quella resilienza, dove ognuno fa la propria parte come può senza sentirsi né più né meno di qualcun altro, forse potrebbe resistere e non crollare.

O forse fa solo parte del ciclo della vita. Si nasce, si cresce, si va incontro ad una evoluzione e poi si lascia il posto al nuovo, a chi rimane.

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Psicologa, Psicoterapeuta, Analista Transazionale. Lunga esperienza nel campo delle disabilità. Conduce gruppi e seminari rivolti alla famiglia e alla sua organizzazione. Aree di intervento Relazionale.

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