Età evolutiva

Cosa dicono i pediatri sull’uso di strumenti tecnologici.

L’uso di smartphone, tablet e altre tecnologie è diventato ormai talmente parte integrante della vita di ognuno di noi da chiederci: “Ma come potevano anni fa vivere senza utilizzarli?”. E questo vale non solo per noi adulti. Vediamo bambini di età molto precoci avere una così alta dimestichezza con l’uso di questi strumenti da superare anche quella dei “grandi”. Proprio alla luce di un cambiamento così radicale, sono state fatte alcune ricerche per valutare l’impatto che questa nuova realtà tecnologica può avere sul percorso di sviluppo di un bambino.

In passato avevo già trattato questo argomento per alcuni aspetti, ora vediamo i recenti aggiornamenti.

Secondo la SIP (Società Italiana di Pediatria), nei vari studi sono stati evidenziati effetti dannosi della precoce e prolungata esposizione alla tecnologia digitale sullo sviluppo neuro-cognitivo, l’apprendimento, il linguaggio, il benessere, il sonno, la vista, l’udito e le funzioni metaboliche e cardiocircolatorie del bambino (in un futuro post verranno descritti in maggior dettaglio). I danni colpiscono anche la relazione genitore-figlio, minando la sicurezza del bambino, il suo benessere psichico e le interazioni familiari. Spesso i Media Devices (DM, Dispositivi Mobili, ad esempio smartphone e tablet) vengono utilizzati per gestire il comportamento dei bambini, per calmarli o distrarli nei luoghi pubblici, per farli mangiare o addormentare. Già da molto piccoli spesso hanno uno strumento elettronico nella loro cameretta che utlizzano in autonomia.

In base ai risultati emersi, la SIP (Bozzola & al., 2018), in accordo con l’Associazione Americana di Pediatria e con le linee guida australiane, ha stilato un vademecum sull’uso dei Media Devices in età evolutiva.

Si raccomanda di evitarne totalmente l’uso:

– nei bambini di età inferiore ai 2 anni
– durante i pasti
– 1 ora prima di andare a dormire
– per programmi frenetici e rapidi, con contenuti distraenti o violenti
– come un “pacificatore” per mantenere calmi i bambini

L’uso deve essere, invece, limitato:

– a meno di 1 ora al giorno per i bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni, sempre in presenza dei genitori. L’adulto, infatti, può aggiungere altre informazioni verbali e non verbali durante l’esposizione, permettendo al figlio una maggiore decodifica dei messaggi. Lo sguardo, inoltre, è un importante segnale comunicativo non verbale.
– a meno di 2 ore al giorno per bambini di età compresa tra i 5 e gli 8 anni
– a programmi di alta qualità in presenza di adulti. I genitori dovrebbero stare con i loro figli durante l’uso dei DM per incentivare la condivisione, la comunicazione, l’apprendimento e le interazioni. Le famiglie dovrebbero monitorare il contenuto dei media, delle app e dei giochi che vengono scaricati (selezionandoli per adeguatezza riferita ai cantenuti e all’età del bambino) e insegnare ai figli come utilizzare in modo sicuro la tecnologia. Gli stessi genitori dovrebbero avere un uso limitato delle tecnologie, essendo il modello che i loro figli imiteranno. Viene sconsigliato l’uso dei DM come metodo per calmare il bambino, perché in questo modo non imparerà a far contatto con le proprie emozioni e ad autoregolarsi emotivamente. L’interazione concreta, attraverso abbracci, dialogo e gioco rinforza il legame e la relazione, prevenendo disagi futuri.

 


Bozzola, E., Spina, G., Ruggiero, M., Memo, L., Agostiniani, R., Bozzola, M., Corsello, G. & Villani, A. (2018). Media devices in pre-school children: the recommendations of Italian pediatric society. In https://www.sip.it/wp-content/uploads/2018/…/Bambini-in-età-prescolare-e-i-Media.pd.

https://www.aap.org/en-us/about-the-aap/aap-press-room/Pages/American-Academy-of-Pediatrics-Announces-New-Recommendations-for-Childrens-Media-Use.aspx

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dr.ssa Marilena Celani

Psicologa, psicoterapeuta per adulti ed età evolutiva, psicodiagnosta, terapeuta E.M.D.R., consulente in Mediazione Familiare e insegnante di Baby Massage. Mi occupo di disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, elaborazione di esperienze traumatiche, problematicità nella relazione genitori e figli, sostegno in fasi di cambiamento del ciclo di vita, intervento in situazioni di separazione e divorzio. Lavoro nelle scuole per la formazione degli insegnanti, la gestione delle dinamiche del gruppo classe, la presenza di alunni diversamente abili, l'intervento su situazioni di emarginazione, fenomeni di bullismo o difficoltà relazionali di altro tipo. Mi occupo di gruppi di psicoeducazione per bambini e adolescenti, training sulle competenze genitoriali e corsi di Baby Massage.

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