Età evolutiva

Adolescenza: tra evidenze scientifiche e falsi miti (parte I)

L’adolescenza rappresenta un periodo della crescita molto delicato, non solo per i ragazzi che l’affrontano, ma anche per i genitori che devono accompagnare i loro figli in questa fase della vita. In realtà, sull’adolescenza esistono una serie di falsi miti e dubbie credenze che predispongono negativamente verso questo periodo dell’esistenza. Le ricerche sul cervello hanno messo in evidenza come i cambiamenti caratteristici dei teenegers siano legati a processi di sviluppo neurologico, naturali e del tutto normali, sfatando numerose di queste convinzioni.

Una delle idee più comuni sull’adolescenza è che i ragazzi siano “fuori di testa” a causa di “ormoni impazziti”, ossia, per un aumento dei livelli ormonali i giovani diventerebbero impulsivi, imprevedibili, caotici, insensati… In realtà, non sono i cambiamenti ormonali a determinare i comportamenti degli adolescenti, ma le normali trasformazioni dovute alla crescita che avvengono nello sviluppo del loro cervello.

Un’altra falsa credenza è che l’adolescenza non sia altro che una fase di immaturità da passare il più velocemente possibile, sopportandone le difficoltà e cercando di uscirne indenni. Questo momento della vita rappresenta, invece, un trampolino per sviluppare tratti del carattere che potranno essere utilizzati per vivere un’esistenza adulta più ricca ed emozionante.

Il terzo mito da abbandonare è che crescere significa staccarsi dagli adulti e raggiungere una piena indipendenza da loro. L’adolescente, è vero, presenta una motivazione intrinseca verso l’autonomia dai genitori, ma il mondo dei “grandi” rappresenta per lui sempre un importante punto di riferimento. “Un percorso sano verso la vita adulta non porta al totale isolamento all’insegna del “far da sè”, ma all’interdipendenza, ossia alla dipendenza reciproca” (Siegel, 2014). Anche se in questa fase della vita diventa fondamentale il rapporto con i pari, da cui ricevere sostegno e conforto, il rapporto di attaccamento con i genitori non perde mai valore, anche se cambia radicalmente nel tempo. Tramite questo passaggio di allontanamento dai genitori e di avvicinamento ai pari si arriverà ad imparare a dare e a ricevere nelle relazioni e, quindi, all’interdipendenza.

Focalizzare questi punti aiuta sia i ragazzi che i genitori a cogliere le risorse e le opportunità che sono insite in questa fase della vita, piuttosto che limitarsi a sottolinearne difficoltà e limiti. Solamente in questo momento delle crescita si ha una tale accelerazione dello sviluppo, così tante risorse, creatività e coraggio. Avere un atteggiamento negativo nei confronti dell’adolescenza influenza i ragazzi sul modo di viversi questo periodo, assorbendo le etichette sociali e identificandosi con queste. D’altrocanto, il genitore rischia di sperimentare un grosso senso di impotenza e di timore nei confronti del figlio in evoluzione. Sapere, invece, che tutto dipende dallo sviluppo normale del cervello, che influenza mente e comportamento producendo nuove risorse cognitive e relazionali, apre altre prospettive. Il modo in cui viviamo questo periodo dell’esistenza influenzerà come affronteremo la vita adulta; le qualità che matureremo durante l’adolescenza, se coltivate, ci permetteranno di godere maggiormente da adulti.

Ad oggi, si considera adolescenza il periodo che va dai 14 ai 24 anni, in cui avvengono una serie di trasformazioni cerebrali (di cui si parlerà in futuri post) che portano a cambiamenti nella memoria, nel pensiero, nel ragionamento, nella capacità di concentrazione, nei processi decisionale, relazionali e alla nascita di 4 nuove caratteristiche mentali, quali: la ricerca delle novità, il coinvolgimento sociale, la maggiore intensità emotiva e l’esplorazione creativa. Ognuna di queste presenta aspetti positivi e rischi.

La ricerca della novità porta ad una maggiore attenzione nei confronti delle gratificazioni, ad andare incontro alle esperienze nuove, cercando di viverle con intenso coinvolgimento. La ricerca di sensazioni forti porta a dare più importanza all’eccitazione e a minimizzare le possibili conseguenze negative di una situazione. Si può propendere quindi verso comportamenti pericolosi, dannosi ed impulsivi. Ma l’adolescente nelle sue sperimentazioni mostra anche curiosità, progettualità, spirito di avventura, energia, apertura al cambiamento e, quindi, una profonda passione per la vita.

Con il coinvolgimento sociale l’adolescente intensifica le relazioni con i coetanei ed è alla continua ricerca di nuove amicizie. Se il ragazzo si isola dagli adulti, frequentando solo i pari, può incorrere più facilmente in comportamenti a rischio. Per questo è importante che l’adulto non mostri un atteggiamento di critica e di rifiuto verso l’esperienza dei giovani e il loro modo di ragionare. Questa ricerca delle relazioni rende l’adolescenza il maggior bacino di fonti di sostegno che potranno poi essere coltivate per il resto dell’esistenza, garantendo all’individuo benessere emotivo e psicologico.

Un’altra caratteristica mentale peculiare di questa fase è la maggiore intensità delle emozioni, che sicuramente dona vitalità all’esistenza. Le emozioni intense possono a volte prendere il sopravvento, con sbalzi d’umore e una reattività accentuata, ma sono anche fonte di energia, entusiasmo e risorse.

Infine, abbiamo l’esplorazione creativa, accompagnata da una maggiore consapevolezza dovuta alle nuove capacità di pensiero e di concettualizzazione. Infatti, gli adolescenti sono in grado di mettere in discussione lo status quo, utilizzano molte strategie creative e innovative, amano la trasgressione degli schemi. A volte osserviamo nei ragazzi una crisi d’identità, un grande vissuto di vulnerabilità verso i pari e disorientamento verso il futuro a causa della loro ricerca del senso della vita. Le nuove capacità di pensiero rappresentano, però, anche delle risorse che, se conservate durante la vita adulta, impediranno alla routine dell’esistenza di prendere il sopravvento. Permetterebbero all’individuo di sentirsi più libero e autore del suo futuro.

L’adolescenza, quindi, è ricca di caratteristiche che vanno valorizzate e coltivate.

 


Siegel, D. J. (2014). La mente adolescente. Milano, Raffaello Cortina.

The following two tabs change content below.

dr.ssa Marilena Celani

Psicologa, psicoterapeuta per adulti ed età evolutiva, psicodiagnosta, terapeuta E.M.D.R., consulente in Mediazione Familiare e insegnante di Baby Massage. Mi occupo di disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, elaborazione di esperienze traumatiche, problematicità nella relazione genitori e figli, sostegno in fasi di cambiamento del ciclo di vita, intervento in situazioni di separazione e divorzio. Lavoro nelle scuole per la formazione degli insegnanti, la gestione delle dinamiche del gruppo classe, la presenza di alunni diversamente abili, l'intervento su situazioni di emarginazione, fenomeni di bullismo o difficoltà relazionali di altro tipo. Mi occupo di gruppi di psicoeducazione per bambini e adolescenti, training sulle competenze genitoriali e corsi di Baby Massage.

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.