Sesso

Parliamo di sesso?

Parlare di se stessi non sempre è semplice. Ancora meno parlare della propria sessualità. Eppure la comunicazione è uno degli strumenti essenziali che permettono di entrare in intimità con l’altro.

Si parla di sesso con gli amici e con le amiche, ma parlarne con il partner può essere più difficoltoso, perché implica l’espressione chiara dei propri desideri, delle proprie preferenze, a volte di fantasie ritenute troppo intime e difficilmente condivisibili. La difficoltà è spesso data dalla paura della reazione e del giudizio dell’altro: ci può essere il timore di trasmettere messaggi circa una sua “incapacità” sessuale o apparire perversi. Allo stesso modo, così come si tende a “non chiedere per se stessi”, si è reticenti anche nel chiedere all’altro le sue preferenze, per non apparire inesperti. Il sesso diventa così qualcosa che si fa, ma di cui non si parla, in cui bisogna “capire”, piuttosto che dire. Questo meccanismo alimenta un tipo di comunicazione indiretta e le aspettative rischiano di crescere senza trovare mai una soddisfazione: aspettarsi che “l’altro capisca” o pensare di sapere da subito cosa soddisfa il partner è irrealistico, forse anche un po’ pretenzioso. D’altro canto, chiedere al partner cosa gli piace significa ammettere che non si possiede una sfera di cristallo, che si ha bisogno di comprendere cosa e come preferisce il suo corpo, perché è suo ed è diverso da tutti gli altri.

Avere la certezza di fare qualcosa che dà piacere, permette di sentirsi maggiormente sicuri e aumenta la possibilità di sentirsi liberi di sperimentare insieme e godersi il rapporto (senza dover controllare o domandarsi se “gli/le starà piacendo”) e incrementare il repertorio sessuale di coppia, secondo i gusti di entrambi.

Uno dei motivi per cui raggiungere l’orgasmo può diventare difficile è la mancanza delle giuste stimolazioni. Per “giuste” però non si intende che esistono delle modalità adeguate per tutti e questo vale per entrambi i sessi: non solo uomini e donne possono avere preferenze diverse, ma in generale tutte le persone sono diverse tra loro, hanno corpi diversi, bisogni e fantasie differenti. In questo senso, una modalità o un’attività che andava bene con il partner precedente, potrebbe invece non essere piacevole per il nuovo. Non c’è nulla di male nel richiedere o proporre delle stimolazioni diverse: può accrescere il piacere e aprire il canale per una comunicazione più diretta sulla sessualità.

Per quanto riguarda le fantasie sessuali, invece, alcune possono essere condivise all’interno della coppia, altre possono rimanere segrete, ma questo non vuol dire che non si è in intimità con il partner. Le fantasie appartengono infatti a una sfera molto intima e non avere il desiderio di condividerle tutte può essere normale. C’è comunque una differenza tra il condividerle tutte, esprimerne alcune e non svelarne nessuna. Occorre sempre distinguere i vari livelli di condivisione: in generale, anche rivelare sempre e tutto di se stessi può essere controproducente per la coppia, mentre trovare un equilibrio tra distanza e vicinanza nella comunicazione, così come nella vita di coppia, aiuta a mantenere una buona autonomia personale, pur godendo di una buona intimità nel rapporto con l’altro.

Aprirsi e comunicare rispetto a cosa piace e non piace nella sessualità accresce l’intimità emotiva e aumenta la soddisfazione sessuale. Ovviamente c’è bisogno anche di un tempo per riuscire a parlare di una sfera così intima e solitamente comunicazioni di questo tipo diventano più facili man mano che si va avanti in una relazione, mentre è difficile che questo avvenga nei rapporti occasionali.

Parlare di sesso, chiedere ed esprimere le proprie e altrui preferenze significa semplicemente comunicare e imparare a conoscere e può essere il punto di partenza per costruire una sessualità soddisfacente per entrambi i partner.

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