Relazioni

Stop. Mi merito una pausa!

Periodo frenetico, ritmo intenso, ultimi giorni di lavoro e stanno per arrivare le vacanze. La maggior parte fa il conto alla rovescia dei giorni mancanti alla meritata pausa dalle corse quotidiane. E spesso capita di non riuscire a godersi neanche quei giorni forse perché pochi, forse perché corrono anche le vacanze.

In realtà avremmo bisogno di piccole pause sempre, per mille motivi. “Serve del tempo” per elaborare ogni cosa che viviamo. Un po’ come quando pensiamo a giornate positive, a dei traguardi sudati ma raggiunti, ad alcune conquiste, a momenti pieni di emozioni che vorremmo non finissero mai.

Ecco un po’ il senso è questo: rallentare quando viviamo per assaporare ciò che stiamo sentendo.
Ma “rallentare” non è utile solo quando viviamo momenti positivi. Quando siamo nel quotidiano, nella routine del lavoro viviamo una continua rincorsa al risultato, oppure ci conformiamo all’ idea della massa dei chi più lavora più è lodevole, raggiunge più risultati, produce di più.

Non é così. Ci stanchiamo, ci stressiamo, ci sottoponiamo a degli sforzi che alla lunga possono vanificarsi. Di stress abbiamo già parlato lungamente, e proprio in virtù di ciò che sappiamo, dovremmo aver capito che quando mettiamo il turbo per fare un compito X, quando ci affanniamo di lavoro siamo sotto una spinta eccessiva, che ci comunica un solo messaggio: Dacci dentro. Tendiamo a rispondere a questo messaggio, ignorando gli altri che il corpo ci dà, a volte anche in modo evidente.

I messaggi del nostro corpo

Può capitare di soffrire improvvisamente di insonnia; di avere ricorrenti mal di testa; dolori articolari; la sensazione di non respirare più come prima, come se avessimo il fiato corto; problemi di colon irritabile; bruciore di stomaco; di sentirci affaticati, irritati e più suscettibili. Questi alcuni dei segnali che danno un altro messaggio: fermati!

Lo stacco è fondamentale

È vero che nel quotidiano non abbiamo grandi pause da poterci concedere perché tutto è cadenzato, ma può capitare di riuscire a contemplare anche 5 minuti di stacco; perché questo permette al cervello di non sovraccaricarsi e di guardare le cose da un punto di vista nuovo, il vostro. Siamo esseri umani e non robot.
Riuscire a fermarsi 5 minuti al giorno quando ne abbiamo necessità, dà il tempo di osservare quello che stiamo facendo in un momento che è nostro e lo stiamo decidendo noi!

Abbiamo il cervello in tilt per un progetto da portare a termine? Semplicemente fermiamoci 5, 10 o 30 minuti. Il tempo necessario per distrarre la mente con qualcosa di più leggero.

Perché il cervello non stacca e lo sappiamo. Ma può capitare che in quella “boccata di ossigeno” ci sia il momento della “messa a fuoco” di ciò che prima non vedevamo perché in sovraccarico.

Se imparassimo a fermarci, ad ascoltare la richiesta che il nostro corpo o il nostro inconscio ci sta ponendo e imparassimo a rispondere alle nostre prime necessità, tra cui anche il riposo quando serve, anche le giornate quotidiane avrebbero un ritmo diverso; va da sé che se contempliamo in agenda un po’ di riposo/stacco quotidiano (e non intendo solo quello notturno), qualcosa bisognerà pure cancellare. Ma se uno vuole esagerare e fare tutto, più cose contemporaneamente, si ritroverà a compiere qualche errore ogni tanto e a non essere soddisfatto di sé.

Richard Bandler ha detto: “Se quello che stai facendo non funziona, qualsiasi altra cosa ha maggiori probabilità di funzionare”.

Cosa fare in vacanza per godersela al meglio

Torniamo quindi alle meritate vacanze. Cosa fare? Si potrebbe dire “non arrivare stressati alla partenza”! Sembra facile.

In realtà lo è. Staccate coi ritmi frenetici, godetevi i giorni senza guardare l’orologio e ascoltate il tempo che il vostro corpo e la vostra mente scandisce. Provate anche a staccare con le connessioni internet decidendo la modalità. Mezza giornata? Meno o più sta a voi, ma ricordate che la vacanza è vostra e se diventa un lavoro rimanere connessi h24, qualcuno sta rubando un po’ del vostro tempo!
Godiamoci la vita nel modo più sano che conosciamo!

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Psicologa, Psicoterapeuta, Analista Transazionale. Lunga esperienza nel campo delle disabilità. Conduce gruppi e seminari rivolti alla famiglia e alla sua organizzazione. Aree di intervento Relazionale.

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