Processi cognitivi

Bias cognitivi nella valutazione del lavoro flessibile

I dati ISTAT parlano chiaro: nel I trimestre 2018 si registra un aumento dei lavoratori con contratto a tempo determinato (+2,4%) ed una flessione dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato (-0,2%) e indipendenti (-0,7%). Il mondo del lavoro è cambiato, sta cambiando, e con esso si modificano le nostre aspettative a riguardo.

La psicologia sociale si sta occupando molto dell’analisi delle diverse variabili presenti in questa che, di fatto, è una vera trasformazione sociale. Oggi, grazie ad un interessante articolo scientifico, evidenzieremo come gli atteggiamenti del lavoratore influiscono sulla percezione del proprio status precario, anche grazie all’attivazione di un processo cognitivo “automatico”.

Nella ricerca, condotta su un campione di 248 partecipanti  di età compresa tra i 19 e i 40 anni, si sono indagate:

  • Caratteristiche del lavoro atipico;
  • Attribuzione causale dell’utilizzo del lavoro atipico (da parte del datore);
  • Soddisfazione lavorativa;
  • Atteggiamento verso il futuro.

 

I risultati

I risultati confermano che, tanto più il lavoro flessibile viene percepito avere connotazioni positive e se ne colgono vantaggi da ambo le parti (datore e lavoratore), maggiore sarà la soddisfazione del lavoratore. Gli autori sottolineano come tali percezioni possano essere ricondotte a processi cognitivi quali l’ego-defensive bias e l’egocentric bias.

Viene altresì evidenziato che quando le aziende usano queste forme contrattuali per aumentare la propria flessibilità, questa ha un impatto positivo sui lavoratori, che risultano maggiormente integrati ed usufruiscono di trattamenti economici pari ai colleghi con contratti stabili.

I bias cognitivi

sono costrutti fondati, al di fuori del giudizio critico, su percezioni errate o deformate, su pregiudizi e ideologie; utilizzati spesso per prendere decisioni in fretta e senza fatica. Si tratta, il più delle volte di errori cognitivi che impattano nella vita di tutti i giorni, non solo su decisioni e comportamenti, ma anche sui processi di pensiero.

Nello specifico di quelli sopra citati, la persona per proteggere sé e la propria posizione lavorativa, distorce le credenze sulle motivazioni che spingono le aziende all’uso di forme contrattuali atipiche (ego-defensive bias) e distorce la visione che l’azienda ha del lavoro flessibile, facendola coincidere con la propria, sviluppando quindi credenze sulle possibili cause del lavoro flessibile (egocentric bias).

 

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dr.ssa Laura Chirico

Psicologa, Psicoterapeuta. Lavoro con l'età evolutiva (disturbi del neurosviluppo e psichiatrici) e con gli adulti, occupandomi prevaletemente di disturbi di personalità e disturbi dell'umore. "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (M. Proust)

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