Psicologi

Strumenti e tecniche della Psicoterapia Multimodale: Profili di Modalità, Profili Strutturali, Bridging e Traking

ATTENZIONE: contenuto adatto a un pubblico di soli Psicologi e Psicoterapeuti.

In un precedente articolo ho illustrato lo strumento principale della Psicoterapia Multimodale: il BASIC ID e il suo utilizzo nella formulazione del caso e nel piano di trattamento (vedi figura). Per utilizzare il BASIC ID nella Pianificazione del Trattamento A. Lazarus mise a punto una serie di strumenti specifici.

I Profili di Modalità e i Profili Strutturali

I Profili di Modalità sono griglie che consentono l’individuazione della saturazione percentuale delle sette dimensioni del BASIC ID. Compilando i Profili di Modalità lo psicoterapeuta può fare una lista dei problemi del paziente seguendo il BASIC ID.

Comprendere che cosa fa, sente, pensa, immagina il paziente è importante ma non è sufficiente per individuare l’aspetto processuale. In psicoterapia non sono tanto i contenuti ad essere importanti ma le dinamiche che li governano. A questo scopo la Psicoterapia Multimodale utilizza i Profili Strutturali, uno strumento che consente di individuare gli “effetti interattivi” e le modalità dominanti nel soggetto lungo un asse temporale.

I Profili Strutturali valutano in modo quantitativo le modalità attraverso una semplice scala di valori. Si tratta, quindi, di ottenere una gerarchia delle modalità di funzionamento tipiche del paziente.

Il Questionario sul Profilo Strutturale e il Profilo Strutturale Esteso

Una volta compreso il funzionamento del BASIC ID si possono raccogliere le informazioni per compilare i Profili Strutturali in molti modi, primi fra tutti l’osservazione clinica e il colloquio. Lazarus sviluppò due questionari da compilare tramite somministrazione o autosomministrazione: il Questionario sul Profilo Strutturale e il Profilo Strutturale Esteso. Non si tratta di questionari validati su una popolazione con medie di riferimento ma di strumenti utili al clinico per raccogliere nel modo più completo e accurato le informazioni che gli servono per la formulazione del caso.

Tracking e Bridging

Il bridging (letteralemnte “fare ponte”, collegare) e il tracking (“tallonare, inseguire”) sono due originali procedure di valutazione e intervento multimodale. Ai fini psicodiagnostici è molto importante il tracking, che permette allo psicologo di valutare l’ordine di successione del BASIC ID tipico del cliente, sia in termini generali che di volta in volta durante la seduta quando il paziente narra episodi specifici.

Due pazienti lamentano come problema principale la fobia sociale e l’evitamento. Il primo utilizza come modalità di coping prima di tutto il pensiero (“Non ho preparato l’argomento in modo esauriente”), poi l’azione (ad esempio chiudersi in bagno o prendere un taxi per fuggire) poi la relazione (chiama il marito al telefono e chiede conforto) e poi l’emozione (“sento un forte disgusto”). Il secondo paziente  usa per prima l’Immaginazione (“mi vedo minuscolo circondato da uomini giganti che mi puntano il dito e ridono di me”), poi la Sensazione (“mi bruciano le guance e la fronte”), poi l’uso di sostanze e infine la Cognizione (“Sono proprio un inetto, aveva ragione mamma”). Stesso problema, due diversi tentativi di soluzione molto differenti.

Ho usato in questi esempi solo 4 delle 7 modalità del BASIC ID perché il tracking viene espresso graficamente con una sigla, nei due esempi abbiamo C-B-I-A (Cognition-Behavior-Interpersonal relationships-Affect) e I-S-D-C (= Imagery-Sensation-Drugs and biological function-Cognition).

La comprensione dell’ordine con cui solitamente si susseguono le modalità consente allo psicoterapeuta innanzitutto di comprendere su quale modalità-bersaglio occorre lavorare. Inoltre nello svolgersi della seduta ci consente di non non forzare il paziente a lavorare su una modalità che, in quel momento, non gli appartiene. In modo specifico ciò avviene utilizzando il bridging, una tecnica grazie alla quale si evitano gli stalli che si creano quando si cerca di forzare il paziente a rispondere su una modalità (ad esempio: “Cosa hai pensato quando tua sorella ti ha detto così?”) mentre il paziente sta funzionando su un’altra modalità (“Mi sono sentita arrabbiata e delusa” – “Sì ma tu cosa pensavi?” “Che mi sembrava di essere una moneta gettata nello stagno”).

 


Lazarus A (2003). Terapia breve e completa. L’approccio multimodale, Roma: LAS

The following two tabs change content below.

dr Christian Giordano

Ideatore e Fondatore a Centro Psike
Psicologo, Psicoterapeuta, terapista sessuale e di Coppia, esperto in analisi transazionale e perizia grafologica. Mi occupo di disturbi di personalità, problemi sessuali, depressione e ansia. Nel mio studio accolgo ogni paziente con calore, rispetto e assenza di giudizio. Sono convinto che ogni persona può cambiare e migliorare sé stessa.

Cosa ne pensi?