Relazioni

Che confusione! Sarà perché non mi amo? (parte prima)

Se nelle relazioni ci sentiamo sempre soli, infelici e disorientati potrebbe non essere l’amore dell’altro a mancarci.

 

Talvolta può capitare che in una relazione ci sentiamo tristi, arrabbiati, delusi, soli, in poche parole non amati. Se, però, si tratta di un sentimento cronico, che tendiamo a vivere a prescindere dal comportamento dell’altro, allora ci conviene prendere in considerazione l’ipotesi che non sia l’amore del partner (o dell’amico) a mancarci ma il nostro.

Per comprendere meglio questo sentimento di non amore è necessario innanzitutto avere una idea più chiara di cosa vuol dire amare se stessi.

L’amore di sé comprende un insieme di pensieri, emozioni e comportamenti che rivolgiamo a noi e con cui ci guidiamo nella direzione del nostro benessere e realizzazione personale.

In particolare per amare se stessi è necessario:

  1. Conoscersi: sapere cosa ci piace e cosa non ci piace, quali situazioni tendiamo a creare intorno a noi e in che modo reagiamo, generalmente, a ciò che ci accade, avendo una idea sufficientemente chiara dei nostri limiti e risorse personali;
  2. Avere un progetto di vita: anche se ciascuno di noi prende inconsciamente delle decisioni rispetto al proprio futuro (vedi il concetto di Copione in Analisi Transazionale), amare se stessi implica anche perseguire consapevolmente un progetto di vita personale che ci restituisca la sensazione che la nostra vita abbia un senso, uno scopo ed un significato;
  3. Prendersi cura di sé e del proprio ambiente: per amare se stessi è fondamentale adoperarsi per sentirci appagati compiendo azioni in direzione del proprio benessere nel qui ed ora e della propria crescita personale, questo comprende prenderci cura di sé e del proprio ambiente;
  4. Accettarsi in maniera incondizionata: accettarsi incondizionatamente non vuol dire mantenere inalterate emozioni, pensieri e comportamenti a prescindere dalle loro conseguenze per noi e per gli altri, quanto piuttosto sviluppare un atteggiamento di accoglienza e sospensione di giudizio nei confronti delle proprie ferite, dei propri angoli bui, delle proprie naturali ed inevitabili miserie. Solo quando smetteremo di giudicarci potremo direzionare le nostre energie per modificare tutto ciò con cui ci impediamo di essere felici.  

Come si impara ad amare se stessi?

L’amore per se stessi è un sentimento che si sviluppa nell’infanzia e nell’adolescenza a partire dalle prime relazione sentimentali. Ci amiamo nella misura in cui siamo stati amati da parte di adulti capaci di accettarci per quello che siamo e non per quello che avrebbero voluto che fossimo. È in questa prima ed irripetibile esperienza di amore incondizionato che si celano le radici dell’amore per sé e quando non ne abbiamo avuto dono le ferite scavate nella nostra psiche rischiano di condizionarci per tutta la vita.

In questa prima parte dell’articolo abbiamo visto cosa vuol dire amarsi. Nella seconda vedremo quali sono le radici e le conseguenze del non amore e cosa possiamo fare oggi per superare la ferita ed incominciare ad innamorarci di noi.

 


Schellenbaum, P., & Besana, D. (1991). La ferita dei non amati: il marchio della mancanza d’amore. Edizioni di red./studio redazionale.

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Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali

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