Età evolutiva

La magia di Babbo Natale: tra immaginazione e realtà

“Caro Babbo Natale, quest’anno vorrei…” Ci avviciniamo al Natale e, come ogni anno, arriva puntuale l’appuntamento con la letterina a Babbo Natale e la sua attesa: che abbia tre anni e venga aiutato dalle maestre, o sette e si confronti con gli amichetti su cosa inserire in lista, questo è di sicuro uno degli appuntamenti più attesi per ogni bambino.

Cosa rappresenta Babbo Natale per i bambini?

Molti genitori si chiedono se sia giusto sostenere i propri figli nel credere a quest’uomo in barba bianca e vestito rosso, che risiede al Polo Nord e che, al volo della propria slitta, raggiunge tutti i bambini del mondo nella magica notte di Natale. Su ciò che questo può significare per gli adulti si è chiaramente parlato in questo articolo ma possiamo dire che questo valga per i bambini? Assolutamente no. Proprio come nel gioco del “far finta” immaginare la vita di questo Babbo, di come possa fare a raggiungere tutti i bambini sparsi nel mondo, di come riesca a ricordarsi dei desideri espressi, rappresenta un grande esercizio cognitivo.

Il bambino pensa ed immagina storie sul come e il perchè, in una modalità che unisce fantastico e reale. Proprio perchè legata alle capacità cognitive del bambino si osserva un atteggiamento differente a seconda della loro età. Se a 3/4 anni ciò che è fantastico è reale, al punto che molti bambini nutrono emozioni ambivalenti per Babbo (quanti pianti in braccio allo zio, travestito per l’occasione?) a 7/8 il bambino inizia una vera e propria ricerca sulla fattibilità (Perchè non si fa mai vedere? oppure Com’è possibile che la slitta non si veda nel cielo?).

E’ giusto svelare la verità su Babbo Natale? Permettetemi di dire che questo è il punto vissuto con maggiori difficoltà dai genitori, non dai bambini.

Seppur vero che l’eventuale delusione è maggiore tanto più il bambino ha investito emotivamente in questa fantastica-realtà, è altrettanto vero che la maggior parte dei bambini lo comprende da sé. Proprio per quel processo di investigazione che si avvia nel’età scolare, il bambino intuisce la distinzione tra fantastico e reale. C’è chi suggerisce di seminare indizi per permettere al bambino di giungere alla scoperta, nel rispetto dei suoi tempi di elaborazione, e di non comunicare nulla se non a domanda diretta.

Come comportarci se il bambino ci informa della sua scoperta?

Non negare inventando altre fantastiche storie. Questo rappresenta un momento importante per il bambino, in cui può dar senso alle sue fantasie da piccolo e sentirsi grande per ciò che ha compreso.

Mi permetto di rubare e suggerirvi quanto mi disse una mamma: “Dirò che si, Babbo Natale, quell’uomo con la pancia, la barba bianca e vestito rosso non esiste. Ma che Babbo Natale è la magia che fa si che ci prendiamo cura dell’altro, impegnandoci ad essere felici. Gli dirò: Babbo Natale, da oggi, sei anche tu!”.

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dr.ssa Laura Chirico

Psicologa, Psicoterapeuta, CTU del Tribunale Ordinario di Tivoli. Lavoro con l'età evolutiva (disturbi del neurosviluppo e psichiatrici) e con gli adulti, occupandomi prevaletemente di disturbi di personalità e disturbi dell'umore. "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (M. Proust)

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