Psicologi

Dal 1° incontro alla proposta di trattamento

Ogni professionista ha i suoi metodi e gli strumenti necessari che gli consentono di sviluppare un piano di trattamento specifico per il paziente che si rivolge a lui. In questo articolo verranno condivise le modalità e gli strumenti che possono essere utili da utilizzare, nel momento stesso in cui una famiglia si rivolge ad uno psicologo dell’età evolutiva, suddivisi in ASSESSMENT, CONCETTUALIZZAZIONE DEL CASO E TRATTAMENTO.

ASSESSMENT

La fase di assessment in media dura tra i 4 e i 5 incontri, suddivisi tra incontri con i genitori (2) e incontri con il minore (3). In questa prima fase è necessario ricevere più informazioni possibili circa la problematica per la quale la famiglia si rivolge allo psicologo avendo cura di sondare cosa pensano le varie persone della problematica del bambino (MULTI-INFORMANT) e come queste si esplicano nei contesti di vita del minore (MULTI-SETTING). Già dai primi incontri è importante ottenere descrizioni più specifiche possibile dei COMPORTAMENTI, PENSIERI ed EMOZIONI del bambino legati agli aspetti problematici. Durante l’assessment è utile tenere a mente 3 aree da indagare:

1) L’idea che i familiari hanno della problematica del bambino. È possibile indagare questo tramite il colloquio clinico e la somministrazione di test strutturati quali la CBCL.

2) Il temperamento del bambino e lo stile di personalità che lo descrivono meglio. (TCI-JTCI-K SADS PL)

3) Il tipo di relazione tra le figure genitoriali e il bambino (RPCL- Parenting Stess Index, colloquio clinico e video).

CONCETTUALIZZAZIONE DEL CASO

A seguito della raccolta anamnestica e delle informazioni ricevute tramite la somministrazione dei test è opportuno avere un quadro chiaro dei COMPORTAMENTI PROBLEMA che genitori e insegnanti descrivono. Per chiarire questo aspetto si può ricorrere all’Analisi funzionale del comportamento, strumento attraverso il quale è possibile identificare gli STIMOLI ATTIVANTI (A), il COMPORTAMENTO TARGET (B) e le CONSEGUENZE AMBIENTALI che ne derivano (C). Concettualizzare il caso specifico consiste nel “mettere ordine al caos” delle diverse informazioni ricevute durante i primi colloqui. Può essere utile suddividere le varie informazioni apprese seguendo questo schema:

  • Fattori predisponenti: cosa mantiene il problema
  • Problema
  • Fattori precipitanti
  • Fattori predisponenti: relazione genitori/bambino; stile di attaccamento; temperamento.

TRATTAMENTO

Solo a questo punto è possibile stabilire gli obiettivi specifici che coinvolgeranno il minore e la famiglia. Nella pratica clinica è preferibile rivolgere a questo punto un incontro in cui si restituiscono ai genitori le ipotesi diagnostiche e le linee di intervento che si intendono seguire per un percorso terapeutico che vedrà al centro il bambino ma che non potrà prescindere dal supporto essenziale che i genitori potranno offrire.

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Psicologo, Psicoterapeuta dell'età evolutiva specializzato nei disturbi del comportamento. Mi occupo della valutazione, diagnosi e riabilitazione di bambini con disturbi del comportamento e delle famiglie che hanno difficoltà a gestire i propri figli con diagnosi di ADHD e disturbi del comportamento esternalizzante in generale.

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