Età evolutiva

L’importanza del gioco nello sviluppo del bambino

Il gioco rappresenta per il bambino il mezzo privilegiato per relazionarsi con il mondo. E’ attraverso il giocare, infatti, che il bambino si sperimenta, acquisisce e consolida competenze cognitive, sociali ed affettive. Questo processo di apprendimento è facilitato dal senso di piacevolezza e benessere che appartiene all’aspetto ludico: il bambino è cosi sostenuto nell’esplorare ed imparare come funzionano le cose, l’esistenza delle regole e soprattutto stimola l’individuazione del Sè.

Come si evolve il gioco?

Nell’arco evolutivo possiamo individuare tre stadi:

  • Gioco solitario. E’ assente l’interazione sociale ed è tipico dei bambini di pochi mesi.
  • Gioco parallelo. E’ sempre un gioco individuale, assistiamo a scambi e reciprocità sia con gli adulti che con i pari. Tipico dei bambini da 1 a 3 anni.
  • Gioco sociale. C’è un aumento dell’interazione sociale, il bambino ama giocare soprattutto con i coetanei. Corrisponde al periodo dell’inserimento a scuola: età compresa tra i 4 e i 5 anni.

L’osservazione del gioco ci permette di comprendere lo sviluppo del bambino poichè ad esso corrispondono altrettante fasi di sviluppo cognitivo: quindi valutando lo sviluppo del gioco possiamo valutare il funzionamento cognitivo del bambino.

Qual è la funzione del gioco?

Il gioco consente al bambino di comprendere il proprio mondo interiore e la realtà esterna: ciò gli consente un buon adattamento. Il bambino impara a conoscere, leggere e controllare il proprio mondo interno (desideri, pulsioni, istinti) creando un ponte tra le due realtà, e sviluppa fiducia nelle proprie capacità: sono i primi passi per l’autonomia.

 


Bertamini D., Iacchia E., Rinaldi S., Rezzonico G., (2009), Gioco, socialità e attaccamento nell’esperienza infantile, Franco Angeli, Milano

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dr.ssa Laura Chirico

Psicologa, Psicoterapeuta. Lavoro con l'età evolutiva (disturbi del neurosviluppo e psichiatrici) e con gli adulti, occupandomi prevaletemente di disturbi di personalità e disturbi dell'umore. "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (M. Proust)

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