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E se poi ce la faccio? Superare la paura del successo

La paura di vincere è una vera e propria fobia con cui ci ostacoliamo nel raggiungere i nostri obiettivi. Fortunatamente possiamo superarla.

Se leggendo  “E se poi ce la faccio? Quando riuscire fa paura ” vi siete accorti di avere anche voi paura del successo, al punto da sabotarvi sistematicamente nel raggiungimento dei vostri obiettivi, in questo troverete articolo alcune informazioni utili a superarla e darvi il permesso di vincere.

Cosa vuol dire darsi il permesso di vincere?
Come abbiamo visto nel precedente articolo, se da piccoli abbiamo ricevuto l’ingiunzione Non Farcela, autosabotarci e convincerci di non essere in grado di vincere e di non meritarlo rappresenta la migliore soluzione che siamo riusciti ed escogitare per ottenere l’amore, la protezione e la cura di cui avevamo bisogno. Se allora non avevano molte alternative, oggi fortunatamente abbiamo tutti i mezzi per prenderci cura da soli di noi stessi e possiamo finalmente soddisfare il nostro legittimo bisogno di successo senza correre il rischio di mettere in pericolo la nostra sopravvivenza. Possiamo, in altre parole, farci genitori di noi stessi e darci da soli il permesso di vincere che ci era stato inizialmente negato.

Come darci il permesso di vincere
Per darci il permesso di vincere è necessario sostituire i messaggi di amore condizionato a cui eravamo abituati (“sei ok se non ce la fai”, “se riesci gli altri ti abbandoneranno” ), con messaggi di autoaccettazione non condizionata da comportamenti limitanti: “sarò amato anche se riesco” , “ho le capacità di raggiungere i miei obiettivi” o in altre parole “vado bene così come sono, sono ok”.

Ecco alcuni suggerimenti su come guidarci amorevolmente verso esperienze di successo:

  1. Scegliamo consapevolmente i nostri obiettivi. Poniamoci obiettivi raggiungibili e che siano mirati alla soddisfazione di un nostro reale desiderio e non al bisogno di ottenere l’approvazione di qualcun altro;
  2. Coltiviamo la nostra autostima. Diventiamo consapevoli delle nostre capacità facendo esplorazioni mirate gradualmente al di fuori della nostra zona di confort;
  3. Celebriamo i nostri successi, festeggiamoci per i nostri piccoli e grandi traguardi ed associamo alla vittoria esperienze positive e gratificanti;
  4. Mettiamo in conto la possibilità del fallimento e predisponendoci a sfruttarlo. I nostri errori sono la via regia verso il successo, ringraziamoci per essi ed utilizziamoci per conoscerci meglio ed elaborare nuove strategie di azione;
  5. Orientiamoci futuro godendoci il presente. Non solo non è necessario essere perfetti ma è anche impossibile. Facciamocene una ragione e godiamoci il viaggio;
  6. Manteniamo un atteggiamento ottimistico
  7. Scegliamo persone che ci sostengono. Possiamo scegliere chi avere accanto, contorniamoci di persone che non si sentano minacciate dal nostro successo. All’inizio potremo sbagliare ma più ci daremo il permesso di farcela più saremo in grado di riconoscerle e farci apprezzare per le nostre capacità.

Fare esperienze che “sbugiardino” le convinzioni legate al successo è il modo migliore per darsi il permesso di vincere. Si tratta, però, di convinzioni che abbiamo modellato a partire da messaggi che ci sono stati inviati inconsapevolmente ed altrettanto inconsapevolmente sono entrati a far parte del nostro mondo interiore. Ne consegue che riconoscerli e mettere in atto azioni per modificarli non è sempre immediato ed implica un lavoro profondo sulla nostra psiche. Possiamo in quel caso avvalerci dell’aiuto di uno psicoterapeuta che ci aiuti a leggere la trama della nostra storia personale, capire da dove provengono i fili che la compongono e trovare la strada per prenderli in mano e tessere nuovi modi di pensare, sentire ed agire la nostra vita.

Antonelli, F., & Salvini, A. (1987). Psicologia dello sport-Edi Lombardo.

Goulding, R., & Goulding, M. (1976). Injunctions, decisions, and redecisions. Transactional Analysis Bulletin6(1), 41-48.

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Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali

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