Relazioni

E se poi ce la faccio? Perché accogliamo la paura di vincere nella nostra vita

Ad un certo punto nella nostra vita abbiamo deciso che perdere sarebbe stata la migliore scelta possibile. Scopriamo il perché.

Nel precedente articolo abbiamo visto i meccanismi psicologici alla base della paura di avere successo. In questo ci addentreremo nella storia di chi ha paura di farcela, approfondendo gli elementi che, secondo l’Analisi Transazionale, hanno rappresentato il terreno fertile per l’emergere di questa singolare difficoltà.

Come la paura del successo entra a far parte della nostra vita.
Sin dalla nascita il nostro obiettivo principale è la sopravvivenza. Da bambini l’impossibilità di assicurarci questa sopravvivenza in maniera autonoma fa si che tendiamo a costruire strategicamente degli schemi mentali su noi, gli altri e il mondo che aumentino le possibilità di mantenere la vicinanza ai nostri caregivers (coloro che si prendono cura di noi e ci proteggono). Ne consegue che i messaggi che riceviamo da loro su cosa è giusto e desiderabile fare, pensare e sentire rivestono un’importanza fondamentale per noi sino ad influenzare il modo in cui ci percepiamo, ci comportiamo e ci proiettiamo nel futuro. Spesso questi messaggi assumono la forma di regole chiare e precise che noi rielaboriamo ed usiamo per regolare il nostro comportamento. Altre volte, invece, i nostri genitori ci comunicano indirettamente come ottenere le loro cure e il loro affetto e quando ciò accade generalmente si tratta di messaggi non espliciti e quindi difficilmente individuabili.
In Analisi Transazionale si parla di Ingiunzioni, vale a dire indicazioni su cosa NON sentire, pensare e fare che i nostri caregivers ci mandano quando la libera espressione del nostro essere va a toccare una loro sofferenza personale di cui non sono consapevoli. Dentro ognuno di noi si cela un Bambino gioioso, ferito, arrabbiato e anche quando cresciamo, addirittura quando diventiamo genitori, questo Bambino richiede che i propri bisogni vengano soddisfatti.
Capiamo ora perché un esito positivo e desiderabile, come il successo, possa essere inconsciamente ostacolato anche dal genitore più attento ed affettuoso.

Qual è l’ingiunzione legata alla paura di riuscire?
Tra ingiunzioni individuate dai Goulding, quella che maggiormente influenza negativamente i nostri comportamenti orientati al successo è l’ingiunzione “Non Farcela”. Come tutte le ingiunzioni è molto difficile da individuare, pochissimi possono dire di ricordare un genitore dirgli “desidero che tu non abbia successo perché questo mi farebbe sentire meno indispensabile”. Tuttavia un messaggio così distruttivo per la nostra vita può esserci stato comunicato in maniera altrettanto potente indirettamente: quando un genitore smette di giocare con noi proprio nel momento in cui cominciamo a vincere oppure ogni volta che nonostante gli innumerevoli sforzi non sembra proprio che riusciamo a raggiungere gli standard richiesti molto probabilmente dietro quel comportamento si cela l’ingiunzione Non Farcela. Succede allora che con molte probabilità prenderemo la decisione di non avere successo per evitare d perdere il sostegno, la relazione e l’affetto. Per mantenere viva quella decisione ci convinceremo, inoltre, di non essere capaci e di non meritare il successo e che riuscire ci esporrebbe al pericolo di essere abbandonati proprio da coloro che amiamo di più.
Ecco che non avere successo è stata allora la miglior decisione possibile per ottenere ciò di cui allora avevamo maggior bisogno.
Purtroppo se abbiamo deciso di dar retta a questa ingiunzione molto probabilmente ancora oggi mettiamo in atto dei comportamenti di autosabotaggio con cui ci impediamo di raggiungere i nostri obiettivi. La buona notizia, di contro, è che ora non siamo più quei bambini sprovveduti e bisognosi di cure e possiamo scrivere per noi una storia diversa.
Nel prossimo articolo vedremo come.

 

Goulding, M. M., & Goulding, R. L. (1983). Il cambiamento di vita nella terapia ridecisionale. Astrolabio.

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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