Età evolutiva

L’adolescente arrabbiato

Una delle caratteristiche con cui si descrivono gli adolescenti è la ribellione, che molto spesso è identificata nell’atteggiamento aggressivo, oppositivo, provocatorio e nelle frequenti esplosioni di rabbia nei confronti degli adulti. A tutto questo viene data una connotazione espressamente negativa. Nel tempo molti modelli di intervento si sono quindi indirizzati su strategie che potessero far diminuire questi comportamenti ed espressioni emotive (Tosato, 1998).

Secondo altri approcci, invece, il conflitto, la rabbia, l’aggressività sono manifestazioni di un normale processo di crescita indirizzato al raggiungimento dell’individuazione e, quindi, dell’autonomia dai propri genitori. Pertanto, secondo questa ottica, lavorare contro tali processi non va nella direzione di un sano sviluppo dell’individuo.

White (1997) descrive quattro modalità differenti di espressione della rabbia in adolescenza. Questo modello prevede quattro livelli presenti su un continuum che va dall’esplosione all’implosione della rabbia.

1) Livello 1: esprimere rabbia antisociale

Caratterizzato da rottura delle regole sociali, violazione dei diritti degli altri o dei loro spazi, violenza fisica su persone o cose. La rabbia è rivolta fuori di sè perchè mancano confini e limiti interni. Queste espressioni di rabbia hanno l’obiettivo di ricevere dall’esterno quei limiti e confini che l’adolescente sente di non possedere a livello psicologico. In questo modo il ragazzo può calmare l’ansia e l’insicurezza legate a questa mancanza di struttura interna.

2) Livello 2: esprimere rabbia sociale

Espressione sana della rabbia attivo-esplosiva: l’adolescente esprime i propri conflitti senza prevaricare o ferire gli altri, nè fisicamente e nè emotivamente. Può far questo attraverso lo sport o il confronto diretto con l’adulto. Per mantenere un dialogo aperto, l’autore suggerisce di non usare la violenza fisica, non rivangare questioni passate che non sono collegate alla discussione presente, non chiudere prima di aver trovato una soluzione accolta da entrambe le parti, accettare che va bene anche se si pensano e desiderano cose diverse. La ribellione e la sfida vengono usate per gestire in modo sano i conflitti e i disagi che avvengono fuori di sè e legati alle diverse situazioni caratteristiche di questa fase di vita.

3) Livello 3: fare resistenza passiva

Rabbia diretta verso di sè in modo passivo-implosivo. L’adolescente non si mostra come apertamente ribelle, ma neanche completamente adattato all’altro. Nelle situazioni di disagio/frustrazione si esprime, infatti, con poche parole secche, monosillabiche e con un tono che appare arrabbiato. Se incoraggiati ad esprimersi, questi ragazzi possono mostrare più chiaramente di essere arrabbiati e dirigere la loro emozione verso “l’oggetto” che ne è causa, passando al livello 2 del modello.

4) Livello 4: mostrarsi buoni e tranquilli

Livello grave di implosione della rabbia che porta a diversi disturbi emotivi nell’adolescente. Un ragazzo sempre calmo e felice non è sinonimo di adolescente sano, visto che questa fase evolutiva è caratterizzata da ribellione e conflitto. Spesso il livello di ansia e di adattamento è molto alto. Questi adolescenti si mostrano bravi e perfetti in tutti gli ambiti della vita: a casa, a scuola e nelle amicizie. Il ragazzo sente la rabbia, ma la rivolge contro di sè, con comportamenti di automutilazione di diverso genere: mangiarsi le unghie, mangiare troppo o troppo poco, indursi il vomito, tagliarsi o bruciarsi, fare uso di droghe. L’intervento psicologico su adolescenti che si trovano a questo livello è quello che risulta più difficile.

Secondo il presente approccio, quindi, l’espressione della rabbia è vista come sana. L’autore fa riferimento ai modelli catartici di espressione delle emozioni, ma considera necessario anche un inquadramento cognitivo che possa chiarire all’adolescente cosa sta provando e la motivazione per cui sente tale emozione.

 


Tosato, G. (1998). Estratti del T. A. J. Un adolescente felice è un adolescente sano? Quattro tipi di rabbia adolescenziale. (Rielaborazione dell’articolo di Whitea, T.). Psicologia Psicoterapia e Salute, Vol. 4, No. 1, 41-47.

White, T. (1997). Is a Happy Teenager a Healthy Teenager?: Four Levels of Absolescent Anger. Transactional Analysis Journal, 27 (3), 192-196.

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dr.ssa Marilena Celani

Psicologa, psicoterapeuta per adulti ed età evolutiva, psicodiagnosta, terapeuta E.M.D.R., consulente in Mediazione Familiare e insegnante di Baby Massage. Mi occupo di disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, elaborazione di esperienze traumatiche, problematicità nella relazione genitori e figli, sostegno in fasi di cambiamento del ciclo di vita, intervento in situazioni di separazione e divorzio. Lavoro nelle scuole per la formazione degli insegnanti, la gestione delle dinamiche del gruppo classe, la presenza di alunni diversamente abili, l'intervento su situazioni di emarginazione, fenomeni di bullismo o difficoltà relazionali di altro tipo. Mi occupo di gruppi di psicoeducazione per bambini e adolescenti, training sulle competenze genitoriali e corsi di Baby Massage.

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