Età evolutiva

I comportamenti a rischio negli adolescenti

L’adolescenza è il periodo, più di altri, in cui esploriamo le nostre capacità e i nostri limiti, ci mettiamo alla prova e, attraverso il confronto con gli altri e ciò che facciamo, definiamo chi siamo.

Marinare la scuola, provare droghe, comportamenti sessuali a rischio, possono essere considerati normali comportamenti di adattamento ed esplorazione dell’adolescente che ama sfidare il limite. Nel momento in cui la sperimentazione diventa incoscenzioso agire, rilevando le ancora non maturate capacità dell’adolescente di valutare e prendere decisioni, come farebbe un adulto, parliamo di comportamenti a rischio.

Come distinguiamo un atteggiamento di sfida da un comportamento a rischio?

Malagoli Togliatti ci aiuta a chiarire:

L’adolescenza rappresenta la fase del ciclo di vita in cui il bisogno di rischiare, inteso come assunzione di rischi in termini comportamentali, si esprime con particolare intensità. Esso si manifesta tramite numerosi comportamenti di sperimentazione che fanno parte dei normali processi di sviluppo. Si tratta di condotte che consentono all’adolescente di mettere alla prova le proprie abilità e competenze, di concretizzare i livelli di autonomia e di controllo via via raggiunti e di sperimentare nuovi e diversificati stili di comportamento. […].
Tuttavia, tale assunzione di rischio può portare l’adolescente a mettere in atto comportamenti estremamente dannosi per la propria ed altrui salute

Come identificare gli adolescenti a rischio?

Possiamo seguire due strade:

  • Spesso ci affidiamo alla media delle esperienze generali, per definire se un ragazzo agisce comportamenti a rischio o meno. Questo ha un limite giacchè alcuni comportamenti sono sensibili al nostro giudizio sociale. Ad esempio, molti non considererebbero a rischio che un ragazzo sedicenne abbia più partner sessuali, anzi: è considerato nella media dei comportamenti adolescenziali del nostro tempo. Il rischio è sovrastimare questo dato (tutti gli adolescenti hanno rapporti sessuali a 16 anni) e non valutare che, l’avere più partner non indaga se e come l’adolescente si protegga (dalle malattie sessualmente trasmissibili, ad esempio).
  • Un altro modo è osservare l’impatto che i comportamenti agiti hanno sulle capacità di funzionamento: ci sono variazioni nel contesto sociale? Il profitto e il comportamento, a scuola, sono variati? Come vanno i rapporti familiari? Identificando così comportamenti e/o situazioni problematiche, mettiamo luce sul funzionamento dell’adolescente. Unico neo, del definire il comportamento a rischio in questo modo, è perdere il momento di confronto con gli altri adolescenti (come nel primo punto).
  • In generale vale la regola di osservare il ragazzo e notare eventuali cambiamenti. Non è necessario ci sia un cambiamento repentino, a volte il cambiamento è graduale e si sviluppa nel corso di mesi.

Riconoscere precocemente comportamenti a rischio e variazioni nella vita quotidiana dell’adolescente, permette di intervenire ad un duplice livello: nell’immediato sulle difficoltà del ragazzo e preventivamente sulla possibilità che queste condotte sviluppino problematiche più complesse (psicopatologia).


Haddad F., Gerson R., (2015), Le emergenze psichiatriche nei bambini e negli adolescenti. Come aiutare i ragazzi a superare le crisi, Edra, Milano

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dr.ssa Laura Chirico

Psicologa, Psicoterapeuta. Lavoro con l'età evolutiva (disturbi del neurosviluppo e psichiatrici) e con gli adulti, occupandomi prevaletemente di disturbi di personalità e disturbi dell'umore. "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" (M. Proust)

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