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E se poi ce la faccio? Quando riuscire fa paura

A volte il vero motivo per cui ci sabotiamo nel raggiungere un obiettivo non è la paura di non farcela ma la paura di riuscire.

Ebbene sì, riuscire può far paura. Per quanto possa sembrare assurdo la possibilità di vincere una competizione, realizzare un desiderio, svolgere al meglio un compito può spaventare quanto quella di fallire.

In ambito sportivo si parla di Nikefobia (letteralmente “paura della vittoria”) e si tratta di una vera e propria fobia, che causa un blocco nelle prestazioni sportive. Vincere, però, può far paura anche a noi, al punto che possiamo ostacolare inconsciamente il raggiungimento dei nostri obiettivi personali.

Paura di fallire o di riuscire?
La Nikefobia può ostacolarci nel raggiungimento dei nostri obiettivi proprio come la paura di fallire. Ma come capire se ci stiamo bloccando per non confrontarci con la possibilità del fallimento o con la paura di vincere? Quando tendiamo ad avere una buona prestazione nella costruzione di un progetto di vita o lavorativo ma poco prima di raggiungere l’obiettivo entriamo in difficoltà e tendiamo a tirarci indietro ciò che ci blocca forse non è la paura di fallire ma la paura di farcela.

Ma perché dovremmo aver paura del successo?
La paura di vincere è molto più comune di quello che sembra e le cause possono essere molteplici:

  1. Bassa autostima: l’idea che abbiamo di noi e di ciò che siamo capaci di fare influenza la motivazione a svolgere un compito e lo stato emotivo con cui lo affrontiamo. Quando abbiamo una scarsa considerazione di noi stessi e delle convinzioni iper-responsabilizzanti sul successo (“se vinco allora dovrò sempre mantenere una prestazione eccellente”, “se non sono sempre perfetto deluderò chi manifesta fiducia nei miei confronti”, “se raggiungo questo obiettivo e poi non riesco a mantenere lo standard gli altri si accorgeranno che sono una truffa”) che fallire ci sembra l’unico modo per alleggerirsi di questi pesi.
  2. Paura dei cambiamenti di vita: raggiungere un obiettivo importante può cambiare radicalmente la nostra vita. Un cambio di ruolo, di residenza una relazione importante stravolgono il nostro mondo e ci richiedono dei cambiamenti che a volte possono essere radicali. Avere successo implica in qualche modo uscire dalla nostra zona di comfort, andare incontro al non conosciuto e questo può far paura.
  3. Paura del cambiamento interiore: il modo in cui agiamo rispecchia il nostro modo di raccontarci. Ciò ci limita ma in un certo senso ci rassicura: “Eccomi qui, sono proprio io e sono fatto così”. Quando apportiamo un cambiamento a questa autonarrazione il rischio è di contattare la paura di non riconoscerci più. “Se non sono il solito pasticcione inaffidabile allora chi sono?”
  4. Senso di colpa: a volte non riuscire può essere modo per preservare dentro di noi l’immagine di una figura idealizzata di cui crediamo di aver bisogno. “Se ho più successo dii mio padre/mia madre/il mio capo/ il mio mentore allora cosa ne sarà di loro? E di me?”

Abbiamo brevemente visto come la paura di vincere possa essere così potente da renderci più appetibile l’idea del fallimento. Nel prossimo articolo approfondiremo l’argomento guardando la Nikefobia secondo le lenti dell’Analisi Transazionale ed individueremo alcune strategie utili per superarla.

Antonelli, F. (1963). Psicologia e psicopatologia dello sport. Leonardo Edizioni Scientifiche.

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dr.ssa Angela Barlotti

Psicologa, Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnosi. Si occupa di disturbi psicologici in adolescenza ed età adulta e disturbi psichiatrici. Effettua valutazioni di personalità mediante colloquio clinico e batteria di test psicologici, con stesura di un profilo diagnostico utile ai fini clinici e legali.

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